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Profondo Rosso

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Il 20 aprile 1893 nasceva il pittore catalano / Joan Miró. Stuprare la pittura

Joan Miró, Senza titolo, 1950. Inchiostro di china e gouache su carta. Direção Geral do Património Cultural, Portogallo.   “Questo lo potrebbe fare anche mio figlio” commenta una signora indicando un dipinto di Joan Miró, nel quale le membra delle figure sono assemblate tra loro senza formare un vero e proprio organismo unitario. Un signore di una certa età le lancia uno sguardo d’intesa mentre una giovane coppia sorride per l’ingenuità dell’opinione. In una tesi di dottorato presso il Laboratoire de Psychologie dell’Università di Poitiers, Corinne Girard sostiene che i bambini disegnano la figura umana per unità significative (unités signifiantes) articolate tra loro secondo regole grammaticali e poi sintattiche (citata da Ruggero Pierantoni in Verità a bassissima definizione, Torino, 1998, p.36). Le figure dipinte da Miró sembrano appartenere a una fase grammaticale nella quale le unità significative non sono state ancora legate sintatticamente tra loro.  Secondo il filologo Bruno Snell, i Greci dei primi secoli non avevano un’idea di corpo ma di membra, come si riflette nella lingua oltre che nelle arti visive: “Soltanto l’arte classica del V secolo rappresenta il...

Roma al tempo di Virginia Raggi / Com’è amaro l'espresso ar Caffè der Progresso

La situazione di Roma è questa: qualche sera fa, mentre ero seduto a un tavolo all’aperto in un ristorante nel quartiere di San Lorenzo, e mentre i camerieri dopo ogni pietanza mi chiedevano: “Com’è andata?”, e mentre io, senza alcun giudizio critico, non sapevo far altro che rispondere: “Bene, grazie”, mentre succedeva tutto questo, è passato un suonatore di fisarmonica che anziché Bésame Mucho suonava Profondo Rosso.  Il ristorante, in realtà un bistrot con pretese da gran gourmet, sorgeva in una strada poco trafficata, in una zona diciamo periferica del quartiere, una delle meno battute dalla collettività notturna sanlorenzina, cosicché il suonatore di fisarmonica, dopo aver fatto il giro dei ristoranti nelle zone invece più battute dalla collettività notturna sanlorenzina, dopo aver insomma deliziato tutti i viventi con la sua personale Bésame Mucho, finito in quel viottolo buio e spopolato e credendosi non visto, o perlomeno credendosi finito in una via sguarnita di ristoranti o locali o bistrot con pretese da gran gourmet e comunque dotati di dehors e avventori al chiar di luna, ha pensato per gioco di accennare sulla fisarmonica il famoso motivetto dei Goblin reso...