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Richard Neutra

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Olivetti / Memoria imperfetta

La memoria imperfetta (Einaudi) è quella di Antonella Tarpino, nata e cresciuta nell’Ivrea di Adriano Olivetti, un’epoca prima mitizzata, poi dimenticata e da un decennio circa studiata e rivalutata, col traguardo di aver reso, dal 2019, la cittadina eporediense un sito UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. Definizione altisonante ma un po’ vuota perché oggi, quando si raggiunge Ivrea, si è generalmente delusi. Non esiste nemmeno un punto di accoglienza per essere indirizzati verso le famose architetture olivettiane. Tra gli autori di quelle architetture c’è stato il padre di Antonella, Emilio Aventino Tarpino, che fu un architetto al servizio della Olivetti, impegnato nella progettazione delle abitazioni per i dipendenti. Gli amici del padre sono giovani intellettuali e artisti, buffi personaggi nei ricordi di una bambina, e tutti lavorano per la Olivetti.    Questo è lo spunto iniziale di un libro che mescola indagine, riflessione e reportage in modo inconsueto e affascinante – Walter Benjamin è il santo patrono di questo genere di opere poco classificabili – e comincia evocando, in una sorta di ‘lessico famigliare’, le geometrie degli stabilimenti, le case bianche...

Le affinità elettive: Lisa Ponti

Incontrare e scrivere di persone come Lisa Ponti è un privilegio che va di pari passo alla difficoltà di sottrarsi a un’ovvia ma meritata celebrazione, soprattutto quando si ha a che fare con chi la rifugge con sincera modestia. Figlia di un gigante dal nome pigmeo, la vita di Lisa è inscindibile da quella del padre Gio, grazie al quale intraprende una lunga avventura scandita da tanti incontri e affinità, le due parole chiave per riassumere la sua esistenza. Dagli anni ‘40 ad oggi, da Stile a Domus, Lisa è stata una compagna di viaggio per gli artisti di almeno quattro generazioni. I suoi modi, la sua eleganza e il suo umorismo sono tipici di quella borghesia milanese illuminata oggi svanita. Gli scritti di Lisa sono il ritratto dei suoi incontri, irradiati dalla luce della poesia e dell’arte e imbevuti del linguaggio degli artisti, non della critica.La sua modestia l’ha portata a fare la sua prima mostra come artista a soli settanta anni. Ancora oggi, la novantenne Lisa disegna scrivendo e scrive disegnando su fogli A4 con risultati mirabili. La brillantezza del suo pensiero e la sua generosità intellettuale...