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Robert Redford

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Anni '70: la regola del silenzio

Che succede quando tua figlia comincia a farti domande sugli anni ‘70? Puoi chiedere consiglio a qualche coetaneo che c’è passato prima di te; può anche capitare di trovarti in mezzo a delle discussioni, che so, d’estate, dopo qualche buon bicchiere, quando l’intimità fra vecchi amici aiuta ad affrontare argomenti del genere e c’è sempre qualcuno più generoso di te pronto a distillare parole più sagge delle tue.     Credo che saranno centinaia di migliaia i genitori che hanno vissuto quegli anni italiani con il cuore in fiamme e che potrebbero essersi trovati alle prese con simili domande: almeno uno su quattro, diciamo, fra quanti hanno avuto allora vent’anni, all’inizio o alla fine di quel decennio. La faccenda poi si complica se nella vita hai finito per fare un mestiere che ti costringe a fare i conti con la memoria, magari scrivi, fai teatro o cinema, oppure insegni. E anche lì, sarei pronto a scommettere che stiamo parlando di migliaia di concittadini, padri e madri di famiglia. Tutta gente che avrà fatto molta fatica di fronte al difficile compito della...

#140 cine: da giovedì 20 dicembre al cinema

#140cine: un tweet per segnalare e commentare ogni settimana i film che escono in sala. Aspettiamo sui social network i vostri voti e i vostri commenti.   Da giovedì 20 dicembre in sala.   La regola del silenzio - The Company You Keep  di Robert Redford (The Company You Keep, Usa 2012) #140cine Bello non è lo più da tempo, ma furbo lo è rimasto: Redford ritorna ai ‘70, scappa come il Condor, solo che stavolta è colpevole. Love Is All You Need di Susanne Bier (Den skaldede frisør, Ger-Dan-Fra-Ita-Sve 2012) #140cine Si può fare una commedia sdolcinata ed essere credibili? Senza troppo clamore, la Bier ci ha provato. E un po’ ci è riuscita. La bottega dei suicidi di Patrice Leconte ((Le Magasin des suicides, Bel-Can-Fra 2012) #140cine Si può fare un film per bambini che parli di morte e ci scherzi su? Con un po’ più di clamore, Leconte l’ha fatto giù le polemiche. Vita di Pi di Ang Lee (Life of Pi, Usa 2012) #140cine La tecnologia di classe sdogana qualsiasi cosa, pure il colonialismo ré...

Il potere del noir

Le belve, il nuovo libro di Don Winslow che arriva oggi in Italia, è un film imperdibile. E il fatto che Oliver Stone ne stia girando l’adattamento cinematografico è un dettaglio quasi secondario. L’ultima fatica di quello che James Ellroy definisce (con generosità, ma senza esagerare) un “maestro”, viaggia sul filo dell’immaginario da grande schermo sin dalle prime pagine e arriva in fondo mantenendo le promesse. C’è la California del surf, delle belle donne, della dolce vita e dei soldi facili e c’è il Messico crudele dei narcotrafficanti. Lungo il confine di queste due fragili faglie si muovono personaggi così veri, così reali che non puoi evitare di vederli vivere (e spesso morire) accanto a te mentre leggi. Ed è una fatica quasi fisica abbandonare il libro, come appunto nessuno si sogna di uscire da un cinema a proiezione in corso. La sala resta buia per tutta la lettura, che corre veloce, quasi banale. Uno stile che sembra facile, ma che è figlio di tanta fatica e ancora più lavoro, come spiega lo scrittore americano. Alcuni critici parlano di Le belve citando...