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Roberto Formigoni

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La camicia di Renzi

Oscar Wilde ha detto che “l’eleganza si concentra nella camicia”. Eppure è uno dei capi di abbigliamento più semplici. Forse proprio per questo Matteo Renzi, che adora la semplicità e l’immediatezza, s’è impadronito di questo oggetto e ne fatto un elemento essenziale della propria identità.   Quando ha cominciato? A guardare le fotografie che lo raffigurano, da poco. Nel 2009, quando è sindaco di Firenze, o poco prima, da presidente della Provincia, le sue camicie erano ancora azzurre o a righe. Il nuovo look, preceduto dall’abbandono degli occhiali e con un nuovo taglio di capelli, comincia con le iniziative alla Leopolda. Non la prima del 2010, coi “rottamatori”, ma dal Big Bang dell’anno dopo. Lì si è tolto la giacca e ha arrotolato le maniche.     Così comincia anche il brand-Renzi, con le camicie confezionate dal sarto fiorentino Ermanno Scervino, “camicie coi baffi”, per dirla con Maurizio Costanzo. Perché bianca? Per via del sudore, dato che Renzi suda copiosamente, come dicono i fotografi che lo seguono, e ha sempre...

Il voto svuotato

Il consiglio regionale della Lombardia va a casa. Formigoni e la sua giunta, travolti dagli scandali, devono rassegnarsi a scendere dai piani alti di Palazzo Lombardia. A premere il bottone dell’ascensore che li ha portati a terra è stato l’assessore Zambetti, arrestato dopo le inchieste della Direzione Antimafia. Zambetti è stato eletto con oltre 4.000 voti di preferenza raccolti – secondo l’accusa – attraverso i signori della ‘ndrangheta operanti nell’hinterland milanese. Davanti a questo fatto gravissimo l’attenzione di tutti – delle forze politiche, dei media, dell’opinione pubblica – si indirizza ancora una volta su quello che uscirà dalle urne: i risultati raccolti dai partiti, gli eletti, le possibili future maggioranze.   Nessuna attenzione su quello che nelle urne ci entra: vale a dire l’uso che i cittadini fanno, nella realtà, non nei manuali di educazione civica, del diritto di voto loro assegnato dalla Costituzione. Quindi, nel contesto della Lombardia (ma solo qui?), il problema della grave ferita rappresentata dalla vendita del diritto elettorale da parte...

Il Web non-lineare. Otto mesi di Web Analysis

Dalla primavera del 2011, quando abbiamo inaugurato lo spazio di Web Analysis, sono cambiate molte cose. Il panorama mediatico italiano sembra aver iniziato a scongelarsi, e molti si sono improvvisamente resi conto che sono passati quasi vent’anni da quel gennaio del 1994 in cui le televisioni hanno trasmesso per la prima volta l’inno di Forza Italia – consegnando il paese ad un lungo sonno a reti unificate. Molti hanno visto un’assonanza tra le rivoluzioni della primavera araba, gli indignados spagnoli, il movimento Occupy, e quello che è accaduto in Italia con l’arrivo del “vento arancione” delle elezioni di Milano e Napoli e dei referendum. Tutti fenomeni apparentemente poco prevedibili, caratterizzati dalla spontaneità e dalla partecipazione civica. Nuove forme di mobilitazione, succedutesi nel giro di pochi mesi e che hanno avuto i nuovi media come strumento privilegiato, hanno colto di sorpresa tutti gli osservatori che guardavano esclusivamente al gioco che stavano giocando i “grandi” attori.   La verità è che negli anni del berlusconismo, al di là del sogno provinciale ad...

The Social Formigoni

Il video che sta sotto queste righe è un prodotto mediale peculiare. La prima volta che l’ho visto ho pensato che si trattasse di un falso, uno dei tanti remix non ufficiali ai quali normalmente non si dedica attenzione. Ci sono ritornato sopra qualche giorno dopo mentre cercavo materiale sugli strafalcioni di comunicazione politica del centro-destra attraverso i nuovi media, e mi sono reso conto che si trovava sull’account originale. Quello che vedete qua sotto non è un falso. È stato veramente realizzato dai collaboratori del Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni. In una faticosissima serie di scenette mute, il nostro mima la sua presenza sul web 2.0. Passeggia avanti e indietro per tempi irragionevolmente lunghi, con il sottofondo di un groove incalzante ed urla da stadio. Tira di scherma nel vuoto. Genera dalle mani cubotti con i loghi dei vari social network. Balla, indossando cuffie da Dj, all’ipotetico ritmo di suonerie scaricabili. Mostra di saper usare smartphone ed iPad. È supportato da un gruppo di bravi ragazzi dalla faccia pulita, con i quali per ben un minuto e quaranta secondi compone i loghi delle varie...

Expo, -1407

“… il tempo passa, e le stagioni cambiano. E forse – auspicabilmente – passeranno e cambieranno anche questi”. Non sono ancora passati tre mesi, e i tempi sono cambiati. Sarebbe stato difficile pronosticare, all’inizio di aprile – pur con tutto l’ottimismo dettato dalla passione – la netta affermazione elettorale di Giuliano Pisapia. Ora l’Expo promette di trasformarsi, da occasione potenzialmente “sprecata” prima ancora d’incominciare, in occasione da sfruttare in tutte le sue potenzialità. Una grande occasione. Certo, il Comune di Milano non è l’unico attore presente sul “palco” di Rho-Pero, e Roberto Formigoni e Giuseppe Sala (anche una volta uscita di scena Letizia Moratti) continuano a recitare una parte importante. Inoltre le tentazioni speculative sono sempre dietro l’angolo; ed è fin troppo facile immaginare non soltanto gli appetiti, ma anche le maniere per esaudirli. Ciò nonostante, rimane una grande occasione. Come riuscire a centrarla? Inutile dispensare consigli in proposito. Pisapia e la sua giunta sapranno senz’altro...

Elezioni in rete

Il rapporto tra centrodestra milanese e comunicazione on-line durante le ultime settimane è stato un calvario, uno strazio, un’agonia. Al punto di far venire voglia a molti di astenersi dall'infierire. Chissà perché, poi, alla fine nessuno l'ha fatto.   Nel 2001, il rapporto tra Internet e campagne elettorali venne improvvisamente alla ribalta dei media tradizionali, quando iniziarono ad apparire su blog e siti manifesti elettorali rielaborati. L’obiettivo principale, anche se non esclusivo, fu Silvio Berlusconi, i cui slogan di chiara derivazione pubblicitaria si prestavano particolarmente: “Meno tasse per Titti”, “Un impegno concreto: il mare a Milano”, etc. Si trattava della riproposizione di massa di una pratica di attivismo politico molto diffusa negli ambienti radicali anglofoni, definita “subvertsing” dall'unione tra “to subvert” (sovvertire) e “advertising” (pubblicità).     Rivedere oggi on-line una pagina del 2001 sull’argomento segna la distanza dei dieci anni passati, ponendo alcuni interrogativi interessanti su come si...