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Roberto Magnani

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Maryam del Teatro delle Albe / Gli anatemi di Ermanna Montanari

Di Maryam, passata alla storia come madre del figlio del Dio cristiano, si legge nella Sura 19 del Corano, uno dei tanti anelli di congiunzione tra due delle più importanti religioni monoteiste. Proprio a partire da questo anello il romanziere e giornalista Luca Doninelli, dopo aver assistito allo spettacolo di una lunga fila di donne islamiche che rendevano omaggio alla madre di Gesù nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, ha scritto un testo per il Teatro delle Albe (il secondo sodalizio, dopo l’adattamento di Martinelli de La Mano nel 2005). Lo spettacolo, che ha debuttato la settimana scorsa al Teatro Elfo Puccini di Milano per la regia di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, è una partitura in quattro movimenti: tre preghiere di tre donne, e una apparizione finale della Madonna stessa. In scena Ermanna Montanari, da sola, passa da una figura all’altra caratterizzando ciascuna a mezzo della sola voce sulla musica elettroacustica di Luigi Ceccarelli, in un mescolio di dentro e fuori, di riverberi dello spirito e spazi esterni, tra motivi esotizzanti, soundscapes urbani e echi di guerra.    Su un velatino in proscenio scorrono preghiere in arabo, mentre le luci...

Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi

Abdicare all'abitudine del pensiero e dei sensi, al canone dei sentimenti, sacrificare la rassicurante simmetria della dialettica, consumare ogni energia in questa tensione verso l'ignoto, spendersi completamente, e quotidianamente, nell'esercizio di una rivoluzione spirituale; tendere gioiosamente, disperatamente, estaticamente, a uno stato di bellezza estrema, di indefinibile perfezione, di luminosità, di bontà; scegliere ripetutamente questa strada e bruciare continuamente lungo il percorso: è questo lo scandalo della vita dei santi e degli artisti. Perché la “santità”, la scelta di perseverare nella pratica dell'umanità, è l'eresia eccellente in un tempo che rifiuta il concetto di irriducibilità, la densità perturbante del simbolo e dell'assoluto, in favore della chiarezza delle corrispondenze; che rifugge il buio e con esso la luminosità e la meravigliosa caducità del bagliore, per accogliere invece la luce permanente della logica trasparente.   Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, nuovo bellissimo lavoro del Teatro delle Albe, con la drammaturgia e la...

Pantani di Marco Martinelli

Salgo Cerco la strada e salgo Salgo sulla Montagna Abeti verdi Sfondo oro del cielo Salgo A fatica salgo Salgo come un falco Come una tempesta Attorno alla Montagna Nuvole scure e pioggia Cielo violaceo Fondale Strisce azzurrine e porpora Salgo Rosso di ferite Salgo Salgo verso l’alto Verso cime innevate Alte solitudini Sempre più in alto Sempre più a fatica Sempre più solo Salgo Montagna che mi guardi Gola scorticata del Mondo Nell’aria Non so qual lungo canto Salgo Montagna che mi ignori Salgo sulle tue vene Sulla tua pelle di roccia Sulla tua carne dura Affaticato e stanco Nell’aria Nel vento che mi respinge Una curva dopo l’altra Bestia braccata Salgo Nell’aria Quel grido La massa che mi dà la caccia Quel grido selvaggio Che avanza Lo strepito Che fa rimbombare la terra Salgo Alle mie spalle Latrano Mute di cani rabbiosi Sono legione Latrano mostruosi Latrano senza fine Non mi volto Non li vedo Rimbombano nella testa BA BA BA BA Nella mia testa di cinghiale BA BA BA BA Inferno di ululati Rimbombano nella testa Non mi volto Forse mi prenderanno Mi azzanneranno Forse cadrò a terra Prima dell’ultimo tornante...