festival scarabocchi 2020

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Salvador Allende

(7 risultati)

1949 - 2020 / Il passo d’addio di Luis Sepúlveda

“Io difendo il ritmo umano: il tempo preciso, né più né meno, che serve per fare le cose per bene. Per pensare, per riflettere, per non dimenticare chi siamo”. Non era più un mondo per lui, neppure se fosse sopravvissuto al coronavirus: Luis Sepúlveda, scrittore, viaggiatore, ambientalista, ribelle per giusta causa, uomo perennemente in fuga, è morto ieri a Oviedo, in Spagna. Era nato a Ovalle in Cile, nel 1949. Le figure di riferimento dell’infanzia e dell’adolescenza sono il nonno paterno, Gerardo, e uno zio, entrambi anarchici libertari e gran lettori. Luis cresce sfogliando libri che ne segnano per sempre idee e sentimenti: Herman Melville, Joseph Conrad, Miguel de Cervantes, e anche Emilio Salgari.   Salvador Allende, 11 settembre 1973 Come tanti altri ragazzi degli anni Sessanta si appassiona alla politica, alla speranza di cambiare il mondo, alla scrittura di racconti, al teatro. Progressista e libertario per carattere e cultura, non si lascia incantare dalle ideologie, finendo più volte per farsi espellere dalle formazioni politiche cui aderisce. Di idee socialiste, diviene membro della guardia personale di Salvador Allende. Arrestato subito dopo il golpe,...

Jared Diamond, Crisi / Crisi e contagio

“Mai sprecare una buona crisi!” diceva Winston Churchill e in questi mesi sarebbero molti a domandargli che vantaggi si potrebbero trarre dall’innegabile crisi che stiamo attraversando per merito di un minuscolo virus che ha trovato nei nostri corpi umani un valido aiuto per la sua sopravvivenza, mandando in panico intere nazioni. In momenti come questo studi come quello di Jared Diamond, Crisi, come rinascono le nazioni, uscito per Einaudi nell’ottobre 2019, potrebbero risultare di utile consultazione a chi ha la responsabilità di governare.    Diamond parte dai fattori in grado di favorire un soggetto singolo nella risoluzione di una crisi personale individuati dai terapeuti delle crisi, si domanda se possono applicarsi anche a organismi complessi come le nazioni e sulla base di questo schema analizza specifiche crisi in Finlandia, Giappone, Cile, Indonesia, Germania, Australia e Stati Uniti. Dodici sono i fattori individuati per la sua analisi, naturalmente nel passaggio dal personale al nazionale qualcosa cambia, vediamoli insieme.  1. Riconoscimento dello stato di crisi / consenso circa lo stato di crisi nazionale.  2. Accettazione della responsabilità...

“Santiago, Italia” / Nanni Moretti. Elogio della parzialità

Per la proiezione di Santiago, Italia, la sala del cinema Palestrina di Milano è stracolma: un cartello all’ingresso dichiara sold out. Per fortuna, G. e io abbiamo prenotato i biglietti una settimana prima (il bigliettaio: «Faccia attenzione, ché i posti non sono numerati: chi primo arriva…»). Moretti non si è fatto attendere troppo, forse perché nella stessa sera ha in programma due altre presentazioni (al più prestigioso e noto cinema Anteo). Parte l’applauso di prammatica. Poi Moretti esordisce: «Questo è un film in cui vedrete che la Chiesa cattolica fa una gran bella figura».   La solita “finta” morettiana: dopo le dichiarazioni, le criticatissime interviste esclusive, i botta-e-risposta a distanza con il ministro degli interni (tutte cose che mi sono sforzato di non seguire, in attesa di vedere il film), ecco che lui si smarca parlando di cardinali e suore. Una boutade da mangiapreti pentito? In realtà, a Moretti preme più parlare di individui: «A volte le singole persone fanno la differenza».   Moretti al 36mo Torino Film Festival, in occasione della prima del film.   Ecco, la prima osservazione che si può fare a proposito di Santiago, Italia è il modo con...

I documenti di Alejandro Zambra

“A volte la vita”, afferma Julio Ramón Ribeyro (1929-1994), “si compiace di offrirci compendi allegorici della realtà o, meglio, citazioni magnificamente scelte dal grande testo della storia che viviamo” (Scritti apolidi, La Nuova Frontiera, trad. a cura di Gina Maneri, p. 25). Qualche riga prima, in un altro dei frammenti contenuti in questo zibaldone che, per la sua unitarietà, pare un diario, scrive: “Dato che siamo imperfetti, la nostra memoria è imperfetta e ci restituisce soltanto quello che non può distruggerci” (p. 24).   In altre parole, di nuovo le sue, ma stavolta parafrasate: del dolore e del piacere si può avere il ricordo, tuttavia, non siamo in grado di ricostruire la sensazione di quel ricordo. Altrimenti, vale la pena aggiungere, ce ne andremmo in giro fino alla fine dei nostri giorni scorticati da stati di coscienza permeabili a qualsiasi stimolo esterno o interno capace di riportarci ogni volta a un daccapo che ha tutte le caratteristiche della tortura.   Scritti apolidi, Julio Ramon Ribeyro   Con il pudore sentimentale che contraddistingue le pagine del libro I...

Santiago, la coppa nello stadio di Pinochet

  Intervistato dalla emittente radiofonica Adn subito dopo la vittoria del Cile nella finale di Coppa America del 4 luglio, il trentunenne centrocampista Jean Beausejour ha dichiarato di sentirsi felice. Era felice, ha detto, non solo perché la Nazionale aveva vinto ma anche perché per una volta lo Stadio Nazionale di Santiago aveva rallegrato il Cile. " È un posto dove ci sono stati tanta tristezza e tanto dolore, oggi abbiamo dato allegria al Paese”. Data per scontata la sincerità del giocatore – un uomo sensibile a detta di tutti – né la sua buona fede né la funzione compensatoria che invoca riescono a giustificare una scelta che molti considerano facilona o spregiudicata anche se non ha mai smosso masse né attivato eccessive proteste: quella di utilizzare per eventi ludici (finora settanta partite di Coppa America e diversi concerti e riunioni politiche) il simbolo della repressione di Pinochet, teatro del primo sterminio e tortura dal 12 settembre al 9 novembre del 1973 e gesto inaugurale degli orrori a venire, non importa che una piccola zona di panchine in legno sia stata adibita, oggi, a omaggio alle vittime.     “È un po' come ballare sui cadaveri”, ci ha...

Roberto Bolaño. Stella distante

Dalla collaborazione tra Filippo Tommaso Marinetti e l’aviatore Fedele Azari, “che unisce le qualità di capopilota istruttore a quelle di parolibero futurista”, così come lo descrive lo stesso poeta, nasce a Milano, nel 1929, il Primo dizionario aereo italiano: “Questo lavoro”, si legge nelle pagine d’apertura al dizionario firmate da entrambi, “non poteva essere compiuto, così preciso e vitale ad un tempo, che da noi futuristi, con la nostra passione per la velocità e per la nuova estetica della macchina, armata dalla nostra tipica volontà di sintesi e precisione” (Marinetti, Azari, Primo dizionario aereo italiano, Milano, Morreale, 1929).     Se ogni avventura umana, così come pare suggerire Borges, ha la sua replica in un’altra esistenza, dissimile solo per alcune, forse impercettibili, variazioni spaziotemporali in cui si impongono altre geografie, altri attori e circostanze diverse, non è difficile pensare a Carlos Wieder, alias Alberto Ruiz-Tagle, come ad un clamoroso quanto velleitario promotore di quelle forme artistiche il cui vitalismo militaresco...

Pablo Larraín. No - I giorni dell'arcobaleno

Cile, 1988. Sono passati quindici anni esatti dal colpo di stato militare che ha deposto nel sangue il governo socialista di Salvador Allende e dall’insediamento della giunta militare del generale Augusto Pinochet. Il mondo attorno al Cile però è cambiato: il blocco sovietico è in via di disfacimento e non si sente certo più l’atmosfera dell’incombente minaccia comunista che aveva attratto le attenzioni della CIA nel 1973. Per Pinochet è dunque il momento giusto per portare a termine ciò che da anni stava tentando di fare: dare una veste costituzionale a un potere militare che aveva vissuto fino ad allora in un continuo stato d’eccezione. Il referendum del 1980 con cui venne ratificata la nuova costituzione della giunta militare (tutt’ora in vigore) venne giudicato “altamente irregolare” da tutti gli osservatori internazionali. Il 1988 è dunque l’occasione per indire un referendum regolare e per fare finalmente di Pinochet un leader legittimato democraticamente.     Questo il programma del regime. La storia però decise di andare da un’altra parte. Il...