Categorie

Elenco articoli con tag:

Samantha Cristoforetti

(2 risultati)

Social in fabula

Eco vs gli imbecilli, sembra il titolo di una saga dei tempi di Rambo, in cui il personaggio principale, l'intellettuale, con una sola frase ha il potere di scatenare fulmini e saette, scontrandosi con coloro che utilizzano i mezzi di comunicazione sine grano salis. Francesco Mangiapane ha categorizzato il grido eroico di Eco come riduzionismo [Eco e gli imbecilli], e a ben vedere la questione della cittadinanza Internettiana delle forme di ontologia concorrenti ha lo stesso peso di un macigno che schiaccia con "k" di follower e visualizzazioni la ragione.     Non so se è un caso, almeno non credo, ma sia prima che dopo la laurea honoris causa, l'occasione dell'affermazione incriminata, il mondo possibile social è stato lo scenario della condivisione a catena delle 40 regole echiane per scrivere bene, tratte da La bustina di Minerva (Bompiani 2000). Dopo quindici anni ritornano in auge, condivise anche da addetti ai lavori che dovrebbero conoscerle a menadito, come se lo scrittore le avesse appena elencate, e chi ha pubblicato il link, non ha nascosto la volontà di alfabetizzare il suo social graph di riferimento, anche con...

Sbatti il nulla in primo piano

“Viso arcano, splendore esotico, bellezza baudelairiana, inaccessibile, come di una pasta forse prelibata […], tutte cose tipiche di un essere minerale, di una statua crudele che si anima per colpire.” Così Roland Barthes (1953) in una sua magnifica, piccola storia delle facce, definiva Rodolfo Valentino. Colgo lo spunto per riflettere su un fenomeno che mi sembra sempre più marcato e diffuso oggi al cinema, ovvero l’insistenza sui primi piani dei volti, ben oltre ogni esigenza narrativa ed espressiva. Alcuni hanno detto che il cinema contemporaneo copia in questo le regie televisive perché i campi medi e lunghi non sono congeniali al piccolo schermo. Un’altra ragione, sempre legata alla televisione, potrebbe essere la messe di volti piangenti (o, più raramente, esultanti) a cui ci ha abituato la Reality Tv, comprese le sue derive giornalistiche. Da decenni ormai questa televisione insiste nell’inquadrare in primo piano le emozioni di chi abbia appena perso o vinto del denaro; di chi abbia subito un lutto; di chi soffra la fame in un’isola di famosi o venga eliminato in una casa del Grande Fratello; di chi...