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Samuel Aranda

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Nessuno con cui valga la pena parlare / Indifferenza

Non sembra che ci sia alcuno scopo, nessuno con cui valga la pena parlare, neppure un progetto cui opporsi, né tantomeno da proporre. Niente per cui meriti di alzare un dito. Basterebbe una presenza per fare la differenza, nella folla anonima di volti che scorrono invisibili. Un cenno capace di distinguersi nella ripetizione atona che scorre silenziosa. Bisognerebbe però poterla immaginare, attendere, concepirla in un’attesa, prefigurarsela, presentirla in un’illusione, quella presenza. Così non è. Non un segno, neppure un cenno, né l’ombra di una differenza. Non una parola: solo un chiasso assordante che non diventa voce. Spostandosi, muovendosi da un luogo all’altro, fissando ora un volto ora l’altro, non si produce un incontro, non genera differenza neppure la condizione nomade, ma solo una perdita che segue a una perdita precedente. Si vedono in giro tanti volti rassegnati. La rassegnazione è difficile descriverla. È come una nebbia dove la gente sembra smarrire il bisogno della verità, la necessità dell’altro e il piacere e l’impegno di riflettere e comprendere. E i volti sembrano attraversati dagli sguardi, trasparenti alle emozioni, come lucidi da proiezione senza alcuna...

World Press Photo 2012: quando il bello è di troppo

Una pietà a colori, citazione di quadri celebri e sculture che appartengono alla memoria culturale occidentale. Così si presenta l’immagine dello spagnolo Samuel Aranda, fotografo trentaduenne, che ha vinto con questo scatto il World Press Photo 2012, prestigioso premio assegnato ogni anno. Un’immagine ad alto contenuto estetico, prima ancora che giornalistico o comunicativo. Tutto gioca in questo senso: il cappuccio nero della donna, i suoi guanti bianchi, la pelle del ragazzo, la postura dell’abbraccio, la testa reclinata, le mani che stringono pudicamente il corpo, tirandolo a sé. Persino il dettaglio del tatuaggio sul braccio destro dell’uomo è perfetto.   Siamo a Saana, durante le rivolte dell’anno scorso, e una donna accoglie nella moschea il ragazzo: “Venite a me voi tutti che siete affannati e stanchi”, recita un passo del Vangelo. La fotografia interpreta in modo perfetto questa immagine che riecheggia nel nostro ricordo per averla vista in decine e decine di tele, o per esserci soffermati davanti alla Pietà michelangiolesca. Il punctum della foto sono ovviamente i guanti bianchi che...