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Tamara de Lempicka

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Di codici e labirinti / Nel Labirinto della Masone

Foto aerea del Labirinto della Masone credit Mauro Davoli.    Si arriva dopo chilometri e chilometri di pianura Padana, e di campi color stoppa tagliati dalle lingue grigie delle statali intorno a Fontanellato. Si arriva e ci si trova di fronte una costruzione in muratura, a piccoli blocchi regolari dal colore uniforme, scolpiti dalla luce del pomeriggio. Il tempo non ha ancora lasciato segni, sulle mura, e l’aria di nuovo che si respira all’arrivo al grande portale è quasi straniante. Come stare all’interno del sogno di qualcun altro. Il sogno da cui si finisce per essere sognati, quasi peggio della borgesiana farfalla di Chuang Tzu, è il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci, che non è difficile incontrare mentre passeggia per le sale della Collezione, tra i libri del bookshop rigorosamente nero e bodoniano o per i sentieri di canne. Il segreto delle mura nuove, infatti, è proprio la piccola foresta di bambù cinesi all’interno, ben disciplinati in file alte fino a cinque metri a ostruire la vista ai molto meno disciplinati visitatori – ragazzi con gomitoli da srotolare nel tentativo di non perdersi, famiglie con pargoli urlanti, turisti con zaino e borraccia,...

Camille Paglia: imparare a guardare

“George Grosz rifiutava con fermezza l’astrazione. ‘La grande arte deve essere comprensibile da chiunque’, diceva”.     Può non essere il libro di una storica dell’arte, ma è certamente un libro sulla storia dell’arte. Provvisto di una filosofia dell’arte, un’istanza patriottica e una teoria critica saldamente radicata in una prospettiva democratica.   In Seducenti immagini Camille Paglia si pone un problema educativo. Ciò che conta, afferma, è “imparare di nuovo a guardare”. La sua preoccupazione si volge soprattutto ai piccoli e agli adolescenti. Come potranno sopravvivere al caos visivo? E interessarsi al mondo là fuori, “con i suoi doveri e i suoi dilemmi morali”? Legioni di immagini sollecitano quotidianamente la nostra attenzione ammiccando dagli schermi di cellulari e monitor, dalla TV, dai cartelloni pubblicitari. Può sorprendere che una agit-prop si distolga dalla militanza di gender per interessarsi a problemi pedagogici o storiografici. Ma è così: dall’intero libro traspare un allarme. “La cultura...