Categorie

Elenco articoli con tag:

Thom Yorke

(3 risultati)

Non sentirsi in colpa con Spotify

Questo articolo nasce da una domanda personale. Era appena uscito il disco di un musicista che amo, Bill Callahan. Dieci anni fa sarei andato in un negozio di musica e avrei comprato il cd. Cinque anni fa lo avrei acquistato su iTunes. Quella sera invece lo stavo ascoltando su Spotify, con grande godimento e soddisfazione, perché invece di spendere 10 euro per gli mp3 del suo nuovo disco, con la stessa cifra ogni mese su Spotify ascoltavo molti più dischi. Faccio evidentemente parte di quella generazione di ascoltatori cresciuti più col digitale che con il vinile (a parte il meraviglioso regno di mezzo delle audiocassette C-90). È colpa nostra, dicono, se dal 1999 (anno di fondazione di Napster) al 2012 l'industria musicale mondiale ha perso continuamente soldi (da 25 miliardi di entrate nel 2000 a 16,2 nel 2011, secondo Wikipedia).   Eppure, per me che sono un maniaco della musica ma non un feticista del supporto, la vita da ascoltatore ossessivo non è mai stata più bella, ricca e interessante di adesso, nel pieno dell'era dello streaming. Ma la domanda che mi feci quella sera è questa: per un musicista oggi la...

Editoria: vivere di nuvole

La persistenza tenace di un’organizzazione del mercato basata sulla filiera lunga e sulle concentrazioni funzionali dei grandi gruppi, che di questa lunga filiera controllano ogni passaggio, dalla produzione alla distribuzione, rende il sistema editoriale italiano simile a una specie di goffo lucertolone giurassico votato a una rapida estinzione in un mondo dove i meteoriti fatali si chiamano immaterialità, commons, condivisione dei saperi, intelligenza collettiva, post-scarsità, accesso, disintermediazione.   Refrattario alla sperimentazione di modelli diversi, nel suo inesorabile declino questo sistema sta trascinando con sé anche molti soggetti antagonisti, piccole librerie ed editori indipendenti, ed esasperando la precarizzazione del lavoro editoriale a livelli finora mai sperimentati. Questa causa endogena dell’attuale sfacelo, il discorso ufficiale e istituzionale sulla crisi del libro tende a passarla sotto silenzio. Esplorare alternative è più che mai urgente. Il settore discografico, che negli ultimi anni ha spesso anticipato fenomeni e tendenze dell’editoria, è un buon punto di partenza.  ...

La guerra non è finita

C’è un’opera di Alberto Garutti che funziona così: le lampadine, nell’installazione, si accendono ogni volta che nasce un bimbo o una bimba in un ospedale della città in cui l’opera è installata, collegati attraverso la rete, che rimbalza e avverte ogni buona novella. Non ricordo altri dettagli, né voglio verificarli, ma so che quell’opera dovrebbe chiamarsi Alarms and Surprises, perché dall’altro lato dell’esperienza, sulla faccia deserta del pianeta, bisognerebbe far saltare una lampadina ogni volta che una persona sana, potenziale, si toglie la vita. Lasciate perdere il forno in cui ha posato il capo Sylvia Plath. Lasciate perdere l’ambizione letteraria e la struttura mitologica. Lasciate perdere persino Le vergini suicide, il romanzo di Jeffrey Eugenides nel quale si racconta la storia terribile e neoclassica di cinque sorelle che in una cittadina americana si tolgono la vita una dopo l’altra – perché il suicidio, come le gravidanze (nel film Diciassette ragazze, tratto da una storia vera, un gruppo di liceali francesi rimangono incinte ‘per moda’, per...