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Vincent Macaigne

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O. Assayas, “Il gioco delle coppie” / Il fascino discreto della neo-borghesia

Léonard (Vincent Macaigne) è uno scrittore. I suoi libri raccontano storie d’amore e di sesso, più di sesso che d’amore in verità. Sono storie in gran parte autobiografiche, come si capisce dall’incontro che Léonard ha con il suo editore Alain (Guillaume Canet). Gli ha portato il dattiloscritto dell’ultimo libro, il quarto o forse quinto. Il pranzo si risolve con un rifiuto di Alain di pubblicarglielo. L’editore non glielo spiega, ma è evidente che non gli è piaciuto. Di più: l’ha irritato. Alain lo dice alla moglie tornando a casa: le storie di Léonard l’hanno stufato; in qualche misura lo disturbano con tradimenti, storie di matrimoni falliti, incontri sessuali e altro ancora. La moglie, Selena (una bravissima Juliette Binoche), è un’attrice di teatro, tuttavia la sua fama è legata a una serie televisiva dove interpreta una poliziotta – una specialista in situazioni critiche, precisa lei. Vorrebbe smettere di farlo e forse tornare al teatro. Si sente prigioniera del personaggio.   Olivier Assayas. Questa la trama d’avvio di Il gioco delle coppie di Olivier Assayas, regista ed ex critico per i “Cahiers du cinéma”, fra i più amati dalla cinefilia internazionale, premiato a...

Truffaut alla Cinémathèque

In occasione del trentesimo anniversario della morte di Truffaut (21 ottobre 1984), la Cinémathèque Française, diretta da Serge Toubiana, si è fatta carico di organizzare una rete di eventi in memoria del cineasta francese, scomparso prematuramente all’età di cinquantadue anni.     L’8 ottobre 2014 è stata inaugurata una grande mostra, accompagnata da una retrospettiva completa e da dibattiti e incontri attorno alla figura di Truffaut: quasi ogni giorno, da ottobre a gennaio, sarà possibile partecipare ad un evento legato al regista – dalla programmazione dei suoi film agli atéliers di scrittura creativa fino alla proiezione in sala di una filmografia più recente, discutibilmente considerata “”truffauldienne”: sulla discutibilità, sono da vedere i commenti del pubblico registrati sui blogs e sulle pagine della stessa Cinémathèque a proposito dei supposti eredi di Truffaut, come il Christophe Honoré di Dans Paris (2006) o il più recente Tonnerre di Guillaume Brac (2012), con l’attivissimo Vincent Macaigne: l’eco virtuale...