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Winfried Georg Sebald

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Conversazioni / Sebald. Anatomia della memoria

Ad una domanda della scrittrice Eleanor Wachtel su come definirebbe i suoi quattro racconti de Gli emigrati Sebald risponde che a lui interessano gli angoli di osservazione e paragona la sua narrazione a un periscopio che osserva relazioni tra le molteplici prospettive che si offrono alla sua paziente esplorazione.  Individuare relazioni e ricostruire immagini a partire da minuti particolari con un lavoro di accumulo e di ricostruzione è la modalità che domina tutte le scritture sebaldiane, in particolare i suoi romanzi a partire da Vertigini (1990) e poi Gli emigrati (1992), Gli anelli di Saturno (1995) fino ad Austerlitz, il romanzo uscito postumo nel 2001. La sua è stata definita una narrativa della memoria perché la sua ricerca letteraria appare come un tentativo di disinnescare i meccanismi della rimozione – individuale e collettiva – per consentire alla coscienza di riportare alla luce esperienze, ricordi, momenti di un passato spesso doloroso.    Il fantasma della memoria. Conversazioni con W.G. Sebald a cura di Lynne Sharon Schwartz uscito nel 2007 negli Stati Uniti da Seven Stories Press e ora da Treccani con una prefazione di Filippo Tuena è un libro che...

Tre domande a Matteo Melchiorre

La banda della superstrada Fenadora-Anzù (con vaneggiamenti sovversivi) è uscito nella scorsa stagione letteraria da Laterza ed è stata una delle sorprese più belle e una conferma del talento di Matteo Melchiorre (classe 1981), già autore di Requiem perun albero (Spartaco, 2006). Abbiamo rivolto qualche domanda a Matteo che sarà oggi alla Libreria Utopia di Milano (ore 18.30) per inaugurare “Italia piccola”, un ciclo di incontri sulla realtà italiana organizzato dalla Libreria in collaborazione con doppiozero.       Qual è il motivo che ti ha spinto a scrivere la storia della costruzione di una superstrada, peraltro continuamente rimandata?   Perché il cantiere era sotto ai miei occhi, e perché sono convinto che l’osservazione del presente sia urgente, senza gerarchie in termini di luoghi, senza che i centri valgano più delle periferie. Scrivere è un atto civile, non una implicazione commerciale – come purtroppo, lo sappiamo tutti, avviene di norma. Oltre a questa componente conoscitiva, però, c’è stata una...

Correre

Nel suo libro dedicato alla corsa e intitolato L'arte di correre Haruki Murakami racconta un suo viaggio in Grecia nel lontano 1983. “Nel giugno di quell' anno – scrive – corsi da solo da Atene a Maratona”.   Tutto nasce dalla tipica richiesta da parte di una rivista di annotare le impressioni di uno scrittore sulla Grecia, in particolare sui monumenti classici. “La Grecia, però, – precisa ancora Murakami – non è solo la patria del Partenone, ma anche quella di tutti i corridori, per chi corre Maratona è un luogo sacro”. Il resoconto del viaggio diventa allora imprescindibile dalla necessità di correre – con un percorso inverso a quello del percorso tradizionale – da Atene a Maratona. È la scelta di conoscere un paese calpestando la sua terra con il peso del corpo, il piombo delle gambe. Alle comodità del turista intellettuale Murakami oppone una sfida che ha come nemici il caldo, la polvere, la fatica e la sete, rispetta l'impegno preso e mantenuto con se stesso di correre senza trucchi, senza sconti, sognando una birra ghiacciata.   L'unica...