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Wystan Hugh Auden

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Passaporto biometrico a Londra

Un mese fa sono andato a St. Lucia. Un mese e una settimana fa mi sono accorto che il mio passaporto era scaduto da mesi. Sono riuscito a ottenere un passaporto svizzero provvisorio a Londra e a partire poco più tardi del previsto. A St. Lucia la colonna per il controllo passaporti è così ingiustificata da sembrare un monito, l’affermazione di qualcosa. Forse: «Rinunciate al tempo accelerato e funzionale, lasciatevi assorbire dalla risacca dello spazio puro e si riempirà di felci giganti e grovigli pluviali, diventerà mare e oceano, unione e cancellazione dello spazio e del tempo». Ma non credo. Quando infine arriva il mio turno il giovane impiegato gira e rigira i miei documenti, c’è qualcosa di anomalo, non vado in hotel, non sono qui in vacanza, e per cinque minuti buoni lui sembra domandarsi cosa potrebbe domandarmi, poi mi chiede un numero di telefono e io glielo do, e via verso il prossimo controllo.   Ora sono in partenza per Boston. Gli USA hanno amabilmente semplificato il processo di accettazione per gli europei grazie al programma di visto ESTA, che puoi fare da solo on-line su diversi siti e a...

Les rendez-vous de Paris

Uno dei luoghi comuni più in voga tra gli italiani a Parigi – forse, anche tra gli stessi abitanti della città, che (r)accoglie un po' tutti – è quello riguardante la poca urbanità dei parigini; la loro poca socievolezza, la scortesia diffusa e generalizzata, il modo secco di tranciare un discorso e la capacità, forse ereditata da qualche salotto di balzacchiana memoria, di mandare a quel paese con il sorriso sulle labbra e, per di più, con una formula corretta e polie, educata, lontana da qualsiasi forma di spontaneo e ruspante turpiloquio. Come tutti i luoghi comuni, qualcosa di vero ci deve essere.   Eppure, le conversazioni meno banali che mai mi sia capitato di intrattenere con degli sconosciuti le ho avute proprio a Parigi. Di solito si scambiano banalità con qualcuno che non si conosce nelle sale d'attesa, in una coda; qui, con qualcuno che non conosco, di rado mi è capitato di parlare del tempo. A distanza di anni ricordo ancora frammenti di discorsi interrotti e mi stupisco ancora di quelli più recenti.     Mi capita soprattutto andando in bici; al mattino,...

Alberi d’inverno

Nudi sono più esigenti. Richiedono curiosità concentrata, sguardo contemplativo. D’inverno, gli alberi spogli riservano i piaceri segreti di una natura mai in letargo, che sa sempre stupire.   Vischio su pioppo e edera   I rami, esili e folti, degli olmi ricadono nuvolosi dall’alto; i cercis si tengono stretti alle brocche i bruni baccelli. Le pendule samare cartacee impreziosiscono ancora aceri e ailanti, e le liquidambar si fanno notare per le nere sfere aculeate.  I codini rosatenero dei noccioli dondolano infreddoliti, e gli ingannevoli coni dei liriodendri paiono boccioli prossimi alla fioritura: celano invece semi alati.   Infruttiscenze di liquidambra e samare di ailanthus altissima   Ma è con la nebbia e la neve che arrivano vesti più raffinate, con la galaverna gioielli più rari. Impareggiabile, il poeta inglese W.H. Auden, così esalta virtù ed effetti della collaborazione tra alberi e nebbia:         e le cime degli alberi, visibili appena, non stormiscono ma restano immobili e condensano efficienti in gocce...

Auden, Isherwood, Spender. Il diario di Sintra

Arrivare a Sintra, luogo dell’immaginario, fiabesco come pochi, nel Novecento patria d’elezione di miliardari, eccentrici, scrittori, artisti in fuga dalle scomode familiarità della madrepatria o semplicemente in cerca di un Altro posto in cui vivere. Un luogo parallelo sì, ma assolutamente altro, con i suoi castelli, la sua nebbia, le sue guglie, la sua anima al tempo stesso nordica e mediterranea. Non è un caso che nel corso dei secoli Sintra abbia affascinato viaggiatori così diversi e provenienti da luoghi così disparati, primo fra tutti Byron, per non parlare della nutrita colonia inglese che all’inizio del secolo scorso fugge dalle restrizioni sociali dell’Inghilterra del tempo per cercare uno stile di vita meno conformista.   Fuggono dall’inglesità anche gli estensori di un testo importante e ora riscoperto, Il Diario di Sintra, che è al tempo stesso testimonianza delle tensioni politiche dell’epoca e documento delle correnti sotterranee che percorsero vite private e artistiche del terzetto coinvolto, ovvero Christopher Isherwood, Stephen Spender e W. H. Auden; anche se quest...