A volte il mondo
Gabriele Picco

Gabriele Picco: sono nato a Brescia nel 1974, mi sono laureato in lettere moderne alla statale di Milano. Nel 1987 sono stato capocannoniere al torneo di calcio Mario Bettinzoli, categoria allievi. Con miei disegni, dipinti e sculture ho partecipato a mostre in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Alcuni miei lavori sono presenti in musei quali Moma (New York), Michetti (CH) e Montevergini (SR). Ho pubblicato due romanzi: Aureole in cerca di santi (Ponte alle grazie 2002), Cosa ti cade dagli occhi ( Mondadori 2010), tradotto in spagnolo, catalano e portoghese, finalista in concorso al Premio Viadana 2011.

01.11.2011

Come salvarsi dalla contemporaneità

Un uomo in un gigantesco hangar. Una volta ci mettevano gli aeroplani. Adesso è vuoto. L’uomo si volta verso di noi, sorride. Stanno arrivando i camion. Ecco il primo. Scendono due elefanti, un motociclista su una Guzzi. Tredici poliziotti inglesi e otto italiani. Degli operai sono già al lavoro. Entro un paio di giorni avranno ricostruito un colosseo in scala, che toccherà il soffitto dell’hangar. L’uomo dà indicazioni, si sbraccia, grida. “Il morto! Dov’è?” urla verso il secondo camion. Scende un ragazzo con la maglietta lacerata. Si salutano. Poi il ragazzo va a sistemarsi in un angolo, chiude gli occhi. È lui, il morto. Da un pullman lentamente fanno capolino uomini con maglie e pantaloni e scarpe da...

27.06.2011

Un mondo di luce e felicità

  Ogni fine settimana mi infilo nell’auto e vado da loro. Le amo. A modo mio le amo tutte. Una per una. Stranne è snella, i capelli lunghi e ritti come aculei di un riccio. L’ho baciata ieri, sfiorandole furtivamente il petto. Alang ha la faccia larga come un mantello, e un sorriso a wallpaper, che mi mette sempre di buon umore. Dudero è incinta: mi piace osservarle la pancia bianca, quasi trasparente come se il mio sguardo ecografico potesse cogliere il profilo della vita che sboccerà. Fillsta mangia indubbiamente troppo. Qualcuno l’ha soprannominata palla di maionese, certo, non è carino, ma rende l’idea. Ekarp, al contrario, si regge in piedi per sbaglio, come uno spaghetto in equilibrio sul parquet. Porta sempre un...

31.03.2011

Lei non sa chi sono io

Il sole quel giorno si era addormentato dimenticandosi di tramontare. Quando lo spazzino che faceva il turno di notte uscì di casa e vide il mondo così caldo e luminoso credette di essere ubriaco, ma poi si accorse che il sole stava russando nel cielo tutto beato. “Ehi, sole!” Gli gridò lo spazzino. Il sole si svegliò di soprassalto, guardò l’orologio, strabuzzò gli occhi e innestando la quarta si precipitò a tutta velocità dietro le montagne. Per sua sfortuna incontrò un vigile urbano con l’autovelox. “Ha sorpassato i limiti di velocità”, disse l’ufficiale. “Lei non sai chi sono io, albe e tramonti sono opera mia” disse il sole un po’ alterato “...

10.02.2011

Perdere pensieri

Mentre cammino con il giornale sottobraccio incontro un signore sul marciapiede. Mi guarda e mi dice: “Non ne può fare a meno, vero? Le notizie, lei le guarda, le ascolta, le legge, e non sa nemmeno perché lo fa”. “Me lo spieghi lei”. Ribatto io. “Perché sono famose. Ma non si preoccupi, presto comincerà la rincorsa all’anonimato”.  E mentre finisce la frase sembra improvvisamente ricoprirsi di liquerizia. Qualcosa di liquido e scuro gli cola dalla testa, inzuppandolo fino ai piedi. Ogni volta che le gocce toccano il cemento quello si china a raccoglierle con le mani a coppa. “Sono i miei pensieri,” mi dice il signore, “vanno via così, e se non sto attento, un giorno mi ritrover...