AUTORI
Dragan Zabov
06.12.2012

Un matrimonio strepitoso

Se alla domanda - Come va con la tua compagna (o il tuo compagno)? rispondete  - È sostenibile! ... è probabile che non abbiate una grande considerazione del vostro rapporto sentimentale. Ammettetelo: la sostenibilità è noiosa. Michael Buckart   Sono d’accordo con Mr. Buckart. Dovremmo approfondire e implementare le nostre argomentazioni sulle performance del sistema. Finché continueremo ad accanirci sul sostenibile come leva virtuosa del cambiamento ci sono poche speranze di attivare, in un pubblico sempre più assuefatto (e scafato) dalla retorica green, eco e bio, un processo di trasformazione convincente, differenziato e, soprattutto, credibile. Volendo esagerare, pure avvincente. In sostanza, buona parte del suo...

31.10.2012

Lo stretto Occidentale

“Be a co-author of the terms defining your world. Don’t let the others define the meaning of your existence.” Munir Fasheh   Circa l’80% delle merci utilizzate nei mercati e nelle produzioni industriali di tutto il mondo vengono trasportate via mare da navi commerciali, porta-container, porta-rinfuse, petroliere, ecc. A muovere ogni anno decine di migliaia di persone attraverso gli oceani a scopo turistico sono imponenti transatlantici assemblati nei medesimi cantieri navali. Quanto grande può essere una nave? Cosa lo decide? Lo stretto di Panama. Quest’opera faraonica concepita nell’Occidente estremo, determina ancora oggi le dimensioni delle strategie economiche e militari dei paesi transitanti, traendone un cospicuo reddito....

08.10.2012

No-ordinary wor(l)d

Diaspora. Development. Normalization. Intifada. Settlers. Refugees. Return. Demolition. Come ragionerei se fossi stato cresciuto sin dalla nascita con queste parole intinte nel latte materno? Non c’è dubbio che reagirei attraverso degli automatismi, risposte scavate in una storia che oltrepassa il mio piano biologico ed esperienziale. Parole più antiche di me e talmente impetuose da tracimare nel mio vissuto obbligandomi a seguirne la corrente. Per esempio, farei molta fatica ad ascoltarti pronunciare “Green Intifada” perché la tua resistenza è attuata con l’agricoltura... o “Cultural Intifada” perché combatti con gli strumenti della conoscenza. Condividerei i metodi, ma ti chiederei di chiamare le cose con il...

03.09.2012

Welcome home my brother

Un sms mette in fila quattro semplici parole che disegnano un panorama spaziale e relazionale. Restituiscono affinità e posizione ad uno spostamento mai terminato, ad un ritorno ambito da chi le riceve e chi le pronuncia. Ossia danno senso al perché fare e come farlo. Qualcosa di importante rimasto in sospeso.   Al-Feneiq, guesthouse   Le sensazioni descritte in Traslochi della mente riportano al perdersi in un nuovo ambiente, dove la potenza dei nuovi punti di riferimento è capace di risignificare in modo importante la provenienza. Un aspetto che ho vissuto immancabilmente al mio ritorno in Italia, a Bologna, la città che negli ultimi sei anni mi ha offerto un inusuale senso di casa, diventata improvvisamente aliena e colma di esperienze...

06.06.2012

Popoli in lattina

Dragan Zabov: Durante un incontro al Campus tra i partecipanti e gli studenti della Al-Quds University, di fronte ai 15 refugee palestinesi, una studentessa palestinese di Al-Quds mi pose, senza interloquire con loro, questa prima domanda: “come internazionale e visitatore dei campi profughi, non ti sei mai sentito in pericolo? Cos’è per te il concetto di civilizzazione?”. Lì per lì sono rimasto un po’ allibito, scambiando sguardi veloci e un po’ sanguigni con i refugee. Poi ho azzardato: “Non ne ho la minima idea... penso si possa speculare storicamente su quando abbiano avuto inizio le prime forme di intelligenza collettiva per la costruzione di beni comuni, ma il concetto di civilizzazione contiene in sé molte proposte....

10.05.2012

Chinese boxes

“Polifemo pensa per livelli, Ulisse per dimensioni…”   Franco Farinelli     Per il mio ultimo dispaccio da Campus in Camps (prima puntata), ho deciso di “togliermi dalle scatole”. Fuori per un attimo dalle categorie, in iperventilazione, all’interno di un conflitto multidimensionale, con tante chiavi e poche porte, i danni vengono passati da mente a mente attraverso le idee e il ferro nei corpi, nel tempo. Mi suona familiare, come se non riguardasse solo questa terra contesa… sei d’accordo?   “The dreamer can always remember the genesis of the idea. True inspiration is impossible to fake…” (Ariadne in Inception, Christofer Nolan 2010). Rendere possibile un incubatore di nuove idee,...

19.04.2012

Traslochi della mente

Parlando del corpo in viaggio, qualche tempo fa Elisa Fontana, artista, mi offriva una suggestiva interpretazione: “viaggiare è come sottrarsi da un fluido nativo per immergersi in un altra sostanza di diversa composizione”. Sottoscrivo e rilancio. Il fluido di provenienza è la sostanza sociale e culturale che ci significa durante la crescita e il nostro edificarci come creature interdipendenti, adulte, fatte di relazioni, prassi, convinzioni, codici di mobilità, eccetera. Un primo incubatore di multiple identità. Nel viaggio, una volta emersi dal “contesto amniotico” che ci sostiene in un senso e ci confina dall’altro, veniamo catapultati all’interno di un’amalgama nella quale, bracciata dopo bracciata, rintracciamo...

04.04.2012

Space of confidence

Devo ringraziare Rawan Sharaf, direttrice di Palestinian Art Court ad Al Quds (Gerusalemme), per avermi ispirato il titolo di questo dispaccio. Penso racchiuda buona parte della ricerca che sto compiendo individualmente come progettista-trasformatore e insieme al gruppo di Campus in Camps. Rawan parla di space of confidence riferendosi al lavoro di engagement (coinvolgimento) che sta compiendo con abitanti e commercianti della strada dove ha sede la Fondazione da lei diretta, nel tentativo di costruire possibilità relazionali nel quartiere per ri-acquistare una reciproca e costruttiva confidenza sociale, indebolita dall’occupazione in corso.   Senza dilungarmi oltre sui dettagli di tale iniziativa, ritorno velocemente al nostro spazio di confidenza. Un commento di...

11.03.2012

Persona, posizione, forma, cambiamento

  Oggi è il mio primo giorno come ospite del Dheisheh Camp. Abiterò temporaneamente nella guest-house del Centro Culturale Al-Feniq, centralità simbolica e operativa del campo, in attesa di spostarmi nuovamentein un’altra quotidianità Refugee. Nel frattempo si sono aggregate due figure chiave di questo progetto: Yasser Hem’dan, Project Administrator, e Vivien Sansour, Project Coordinator. Giorno per giorno assistiamo alla genesi di Campus in Camps dove le competenze e le osservazioni dei nuovi arrivati offrono ulteriori elementi di avanzamento.   Ho dedicato le prime due settimane al disegno degli arredi e abbozzando una numerosa serie di segni in grado di trasformarsi in un...

29.02.2012

La visione del futuro nasce tra i profughi

Mi trovo a Beit Sahour, un villaggio vicino a Bethlehem, in Palestina. Il viaggio per arrivare è avvenuto in modo inaspettatamente ricco. Questa volta ho deciso di arrivare dalla Giordania, via Istanbul. Da Amman, superato il ponte King Hussein, sono arrivato a Jericho dove ha luogo la prassi di confine per l’identificazione e la selezione degli ingressi. Il bagaglio, il corpo, la psiche ai raggi X.   Ad accogliermi, Sandi Hilal e Alessandro Petti, i progettisti e agitatori culturali che movimentano il fenomeno Decolonizing Architecture. Sono loro a curare e dirigere il progetto Campus in Camps, il motivo del mio stare, che a partire dal 16 febbraio offre a 15 giovani palestinesi un percorso formativo di due anni finalizzato a individuare nuovi modelli e processi...