Due o tre cose che so (di lei)
Giacomo Giossi

Giacomo Giossi collabora con riviste e blog.

 

@GiossiGiacomo

23.02.2012

Parigi. Sarkozy nel blu dipinto di blu

L’uso dei media aggressivo e spregiudicato accomuna di certo Sarkozy a Berlusconi, la resa decisamente no. Se Berlusconi si è garantito una lunga permanenza al potere grazie anche al controllo di giornali e televisioni, Sarkozy è stato subito messo sotto pressione dall’informazione, nonostante i suoi evidenti tentativi di assoggettarla. Ha peccato di presunzione e probabilmente d’ingenuità: il sistema berlusconiano è valido sotto molti aspetti, ma non è facilmente esportabile. Il presidente francese che si era posto come l’uomo della rupture, del cambiamento radicale della Francia, è stato costretto ad una continua ed incessante serie di giravolte. Il suo mandato, inizialmente aperto a sinistra con l’inclusione nel...

22.02.2012

Murakami Haruki. 1Q84

Murakami Haruki non racconta, piuttosto riveste. Come un abile decoratore, Murakami addobba la storia utilizzando frammenti luccicanti. Pezzi di personaggi, ambienti e situazioni che ricollocati dall’autore si trasformano in veri e propri lampi per il lettore, senza il bisogno di ricorrere a riduzioni o stereotipi. La scrittura di 1Q84 (Giulio Einaudi editore, 724 pp.) si mimetizza con la lettura in un testo che incrocia e sovrappone mondi e ruoli, primo fra tutti quello del lettore e quello dell’autore: imbrigliati in un unico movimento. 1Q84 si apre con una storia già ampiamente in corso: è come ritrovarsi seduti in un cinema a film iniziato con il regista a fianco che racconta cosa ci si è persi; per lo meno è straniante.   1Q84si...

30.01.2012

Intervista a Lorenzo Mattotti

Abbiamo incontrato Lorenzo Mattotti in Italia, di passaggio da Parigi dove abita ormai da diversi anni. Illustratore tra i più noti al mondo, esordisce a metà degli anni Settanta come autore di fumetti. All’inizio del anni Ottanta fonda con Carpinteri, Jori e Igort il gruppo Valvoline, che reinventa il linguaggio del fumetto italiano.   Raggiunge la popolarità nel 2000, quando è chiamato a illustrare la locandina per il Festival di Cannes, ma già da parecchi anni collabora con Le Monde e The New Yorker. Tra gli ultimi lavori, la collaborazione con Lou Reed attorno a The Raven e le tavole dedicate al padre e alla madre all’interno del volume a cura di Yves Haddad, Père & Mère (Editions de la Martinière), che...

23.01.2012

Thomas B. Reverdy. L’ombra vuota

La storia raccontata da Thomas B. Reverdy in L’ombra vuota (traduzione di Gaia Amaducci , Sironi editore, Milano 2011) non ha la forma del noir nonostante verta attorno ad un’inchiesta per omicidio e non ha nemmeno la costruzione del romanzo nonostante l’intreccio che coinvolge i personaggi principali. La storia si sovrappone nella forma come nell’ambientazione ad un cantiere - siamo a Ground Zero - come un palazzo in costruzione ancora non chiaramente visibile e comprensibile. Brevi pezzi narrativi si alternano a lunghe disquisizioni sulla città, sul suo carattere e sulle sue strade: tutto è ridotto all’essenziale e la sensazione è di ritrovarsi tra le pagine di una guida capace di raccontare l’immaginario incrinato di una citt...

19.12.2011

Parigi. Propreté de Paris

È il giorno della raccolta della carta, o meglio: domani è il giorno, questa è la sera in cui i cassonetti di plastica vengono messi in strada e lasciati in attesa del passaggio dei netturbini. Abbandonati, spesso sulle piste ciclabili o agli angoli tra i portoni e le vetrine dei negozi, i cassonetti sono sempre più preda di razzie e non è raro che almeno la metà del loro contenuto venga sottratto alla propreté de Paris.   Una forma anticipata e diretta di riciclaggio che ha visto negli ultimi mesi a Parigi un evidente aumento. Non esiste cassonetto che non venga ispezionato come non esistono cose utili che non vengano buttate via. Il fenomeno è una diretta conseguenza di una crisi economica che per prima cosa ha lasciato...

13.12.2011

William Gaddis. L’agonia dell’agape

L’agonia dell’agape (Alet edizioni, Padova 2011, 144 pp., Traduzione di Fabio Zucchella) è qualcosa di più di un capolavoro, è un tentativo di capolavoro. William Gaddis decripta in poco più di novanta pagine la sua ossessione per la “meccanizzazione delle arti”. Un lungo monologo ricchissimo di citazioni e spesso dichiaratamente autobiografico con cui Gaddis tenta di riappropriarsi della propria posizione di autore, un modo per tentare di esaurire la propria ossessione coltivata per più di quarant’anni: il tempo sfugge all’autore ormai destinato alla morte.   La voce monologante è quella di un vecchio scrittore ormai morente che tenta di riannodare i fili del discorso sdraiato su un letto d’...