raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Material Book
Federico Novaro

Critico dell’editoria; cura la rubrica Appunti, su L’indice dei Libri; dirige il sito federiconovaro.eu

27.05.2014

Edmund White. Un giovane americano

Edmund White sarebbe dovuto essere un autore Einaudi. Ha le caratteristiche di contemporaneità, di relazione con la tradizione, di innovazione comprensibile, di glamour, di spocchia – per noi europei – dell’americano che è soggiogato dal fascino dell’Europa. Einaudi lo pubblicò, infatti. Nel 1990, otto anni dopo l’uscita negli Stati Uniti, Einaudi pubblica la versione di Sandro Melani di A Boy’s Own Story, col titolo Un giovane americano; un Supercorallo elegante nella sua superscontata illustrazione di copertina: un particolare di Portrait of an artist (Pool with two figures, 1972), di David Hockney, che nel sistema degli apparati criptici italiani segnalava sempre  nel secolo scorso – con qualche strascico in questo...

01.04.2014

Hervé Guibert. I miei genitori

In Italia iniziò Guanda a pubblicare Hervé Guibert, con All’amico che non mi salvò la vita, nei “Narratori della Fenice”, tradotto in italiano da Monica Martinat, nel 1991. À l'ami qui ne m'a pas sauvé la vie era uscito l’anno prima, in Francia, riscuotendo un successo deflagrante. Guibert aveva pubblicato all’epoca 18 testi. Il 1991 fu anche l’anno in cui Guibert morì, trentaseienne, il 27 dicembre. Nel gennaio del 1988 gli era stata diagnosticata la positività al virus dell’HIV. Ne All’amico… raccontò della propria malattia e di quella di Michel Foucault, riconoscibile in tralice. Altri 11 testi postumi fecero seguito. L’anno dopo, Bollati Boringhieri pubblica...

25.02.2014

Denton Welch. Voce da una nube

Denton Welch, scrittore, pittore, lungo la sua breve vita scrive tre romanzi; due li ha visti pubblicati (Maiden Voyage nel 1943 e In Youth is Pleasure nel 1944), il terzo fu pubblicato postumo (Through a Cloud, nel 1950). Scrisse e pubblicò inoltre una raccolta di racconti (Brave and Cruel, pubblicata nel 1946); postumi (nel 1952) uscirono i Journals, incentrati sui suoi racconti di viaggio e Grandfather’s House (1958), rimasto a livello di bozza.   Tre romanzi sono pochi per la nostra editoria smemorata. In italiano sono stati disponibili solo i romanzi; molto raramente. Nel 1948 Maria Luisa Giartosio De Courten tradusse per Bompiani Maiden Voyage che uscì, col titolo Viaggio inaugurale, nel “Pegaso letterario”, una collana importante (sottotitolo...

10.12.2013

David Leavitt. Ballo di famiglia

Della dozzina di testi di Leavitt che Mondadori ha pubblicato - tutti nelle traduzioni di Delfina Vezzoli -  ora a catalogo non se ne trovano che cinque. È un peccato. Mondadori, molto più di altre case editrici, continua la tradizione, nobile, di essere, per un autore o un'autrice, il suo editore; ne ha certo anche la possibilità economica. Ora non usa più, o usa meno. E nella noia della comunicazione editorale si seguono con scandalo o soddisfazione i traslochi degli autori da una casa all'altra.   In realtà salvo rari casi - per esempio Edmund White che pubblicò prima Einaudi, poi Baldini & Castoldi e che solo ora che è autore Playground riceve le cure e le attenzioni che si merita un grande della letteratura del...

12.11.2013

J. Purdy. Sono Elijah Thrush

James Purdy era un “autore Einaudi”. Fra il 1965 (con la pubblicazione di Malcolm [Malcolm, 1959], nella collana “La ricerca letteraria”, diretta da Guido Davico Bonino, una collana di piccoli libretti in brossura, privi di illustrazione in copertina, che ebbe alcune derivazioni per le quali dal cartoncino grigio opaco passò a uno squillante verde, a uno sfacciato rosa e a un meraviglioso argento quasi specchiante – Malcolm riuscì poi nei “Nuovi Coralli” nel 1975 e fu ristampato 29 anni dopo da minimum fax –nella stessa versione di Floriana Basso) e il 1974 (con questo Sono Elijah Thrush [I Am Elijah Thrush, 1972] ne “i Coralli”, che comparve –bellissimo, con il suo Beardsley in copertina, elegante nell’...

15.10.2013

E. M. Forster. Maurice

Maurice, di Edward Morgan Forster, uscì postumo, nel 1971, l’anno dopo la morte del suo autore. In Italia Garzanti lo pubblicò a tambur battente l’anno dopo, nella traduzione di Marcella Bonsanti – a ora l’unica in Italia – nella collana “Romanzi moderni”, con una bella sovracoperta fatta solo di caratteri tipografici giganti, allegri e colorati.   Scritto nel 1914 non fu pubblicato per volontà di Forster, che temeva uno scandalo. Naturalmente Forster aveva ragione, lo scandalo sarebbe stato grande. Ora sono cose un po’ del passato per fortuna, ma per tutto il Novecento i personaggi omosessuali per vivere in un libro, prima o poi – così come al cinema – dovevano morire. L’opzione inoltre...

03.09.2013

Armistead Maupin. Racconti di San Francisco

Se per esistere un popolo ha bisogno di una saga, Armistead Maupin, con i Tales of the City ha provato a darne una al popolo gay, come allora si chiamava senza incertezze; lo fece negli anni in cui la coesione e il senso di appartenenza delle persone gay ad un’idea di comunità era forte, e nel luogo dove questo era più forte che in qualunque altro, la San Francisco della fine degli anni ’70. Cominciati a puntate su un quotidiano generalista (prima il Pacific Sun poi il Sal Francisco Chronicle) diventano un libro nel 1978 e si concludono sei volumi dopo nel 1989. Con ritmi da fiction televisiva – e i Racconti lo divennero, nel 1993 - la saga di Maupin racconta meglio di tanti saggi l’evoluzione di ciò che ha significato la parola gay dagli...

02.07.2013

Philip Ridley. Gli occhi di Mr. Fury

Usciva in ritardo in Italia nel 1994 Gli occhi di Mr Fury per partecipare della temperie degli anni ’80; scritto alla fine di quella decade ne è uno straordinario elemento, nella disinvoltura e intelligenza con cui mescola accenni gotici e piccola società dei consumi, cultura pop con echi mitici. La grafica della collana invece ne era un tardo frutto, forse fuori tempo massimo, e fu abbandonata a metà corsa; progettata da Federico Maggioni –grafico e illustratore straordinario che meriterebbe plausi quotidiani e che ha silentemente educato al gusto grafico almeno due generazioni di lettori e lettrici de Il Corriere dei ragazzi e de Il Corriere dei piccoli- era molto libera nell’utilizzare materiali iconografici di provenienze disparate e dai legami...

04.06.2013

Christopher Isherwood. Un uomo solo

A Single Man, uscì negli Stati Uniti nel 1964, Isherwood aveva già sessant’anni, era un autore affermato e da più di dieci anni viveva col pittore Dan Bachardy, suo compagno sino alla morte.     Isherwood e Bachardy rappresentarono a lungo uno dei pochi modelli di coppia gay stabile e di successo. In Italia, col titolo di Un uomo solo, arrivò, nella traduzione di Dario Villa, solo nel 1981, da Guanda. Non che Isherwood non fosse autore conosciuto in Italia, ma tutti i suoi testi erano – e sono – stati tradotti spesso con grande ritardo – molti ancora mancano – e da case editrici diverse, senza continuità e attenzione, quasi fosse un autore minore, e non uno dei grandi del Novecento: Addio a Berlino uscito nell...

18.08.2011

Minimo comun denominatore

Cerco di trovare sempre dei legami. Fra le cose piuttosto che le persone. A matematica ricordo mi piaceva il minimo comun denominatore. Anche secondo me per quel comun tronco, un po' da marcetta, da opera magari. L'etichetta riassuntiva delle cose che non mi piacciono porta scritto: “Cambiamenti di stato”.     Per questo sono un gran passeggiatore. Io starei sempre a letto. Alzarsi dal letto, la mattina soprattutto, comporta una serie di cose e azioni che avranno termine molto tempo dopo tutte diverse. Non solo bisogna alzarsi in piedi dopo avere scostato le coperte, infilato le pantofole, guardato l'ora, pensato cosa bisognerà fare quel giorno; bisogna anche cambiare di stanza – quasi sempre – entrare in contatto con...