Museofilia
Stefania Zuliani

Stefania Zuliani è docente di Storia e teoria del museo contemporaneo all'Università di Salerno e studia i mutamenti che negli ultimi decenni hanno segnato le relazioni tra arte, critica e spazio espositivo. Su questi temi ha, tra l'altro, curato il convegno e il volume Il museo all'opera. Trasformazione e prospettive del museo d'arte contemporanea (2006) e pubblicato la monografia Effetto museo. Arte critica educazione (Bruno Mondadori 2009). Critico d'arte, ha curato numerose mostre tra cui, più di recente, Filiberto Menna. La linea analitica dell'arte contemporanea (2009) e La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann (2010), entrambe in collaborazione con la Fondazione Filiberto Menna. Centro Studi di Arte contemporanea.

13.12.2016

Napoli. Retrospettiva a luce solida / Fabio Mauri. Diffidenza

“La mia è un’arte saggistica, cerco di capire i nodi, i temi dell’essere in vita”. Fabio Mauri non ha mai nascosto l’intenzione radicalmente critica della sua ricerca di artista “sperimentatore”. Oltre mezzo secolo di riflessione, di interrogazione e di confronto continuo sulla verità, sempre sfuggente e sempre da cercare, della storia (“La verità non esiste. È verissimo”), sulle ragioni di un’esistenza che si fa, spesso involontariamente, memoria – “Diffidenza verso la memoria, e la sua credulità, come di un delirio arbitrario” si legge nel testo “fuori tema” di Dio e la scena, una delle tante, ineguagliate conferenze con performance in cui Mauri ha più volte condensato gesto, pensiero, scrittura e visione – nel corso del quale l’artista non si è mai sottratto al rischio del giudizio e...

21.02.2014

Mark Dion, The Pursuit of Sir William Hamilton

Tra la passione dell’amante e la lucida mania del collezionista, i due (opposti ?) poli attorno ai quali Susan Sontag ha costruito il suo The volcano lover: a romance, un fortunato e generoso racconto delle avventure di amore e di scienza di Lord William Hamilton, Mark Dion non ha voluto scegliere.   Stanza del collezionismo - 2013 veduta dell'installazione   Accolta con ragione nelle stanze neoclassiche della napoletana Villa Pignatelli, residenza di raffinati lussi e di colte conversazioni donata nel 1955 allo stato dalla principessa Rosina Pignatelli, casa museo incantevole ma soprattutto grato intervallo di verde e di impossibile silenzio su una Riviera di Chiaia da troppo tempo ormai devastata dai cantieri e dalla rabbia di un traffico che non trova...

15.01.2014

Il Museo dell'innocenza

“Se un uomo sognasse di trovarsi in paradiso e gli venisse dato un fiore come prova che la sua anima è stata lì, e al suo risveglio avesse quel fiore in mano cosa accadrebbe?” Forse è proprio in questa impossibile domanda, una scintilla rubata con scaltrezza al fuoco romantico di Samuel Taylor Coleridge, che Orhan Pamuk ha nascosto, mostrandolo in esergo, il senso del suo monumentale e fragile Masumiyet Müzesi, il Museo dell’innocenza.   Un romanzo sterminato, Il museo dell’innocenza (trad. it. Di Salim B. La Rosa, Einaudi), che è anche (e contemporaneamente) una vertiginosa collezione di oggetti eterocliti e confortanti, una raccolta impressionante di reliquie, trovate o inventate poco importa, allegorie, metafore...

24.07.2013

Matera addio?

Matera, antichissima città dei Sassi, è da sempre città della scultura. Fin da quando, era il 1978, l’eroico circolo La Scaletta aveva accompagnato la presentazione dei progetti urbanistici scaturiti dal Concorso Internazionale per i Sassi, una scandalosa “vergogna nazionale” oggi fortunatamente divenuta patrimonio Unesco, con una indimenticabile mostra di undici grandi sculture che Pietro Consagra aveva collocato, catalizzatori di energia e di altri sguardi, nella gravina e fra il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, Matera ha fatto proprio il significato più autentico della scultura, non banalmente interpretata come produzione di monumenti o, peggio, di arredi urbani ma, ben più radicalmente, come esperienza concreta del tempo e dello...

12.07.2013

Madre. Per_formare il museo

Che, come ha osservato qualche tempo fa Boris Groys, i visitatori oggi vadano al museo, e in particolare al museo d’arte contemporanea, innanzitutto per riconoscere l’immagine della propria contemporaneità, resa opaca e persino illeggibile dal flusso convulso della comunicazione quotidiana, è ormai dato certo, punto di partenza e non di arrivo per ogni discorso che abbia al suo centro il museo, spazio pubblico ed eterotopia, dispositivo di conoscenza, di socialità e anche di consenso (magari di istituzionalizzata critica) la cui attualità sembra resistere ad ogni turbolenza epistemologica.  Così, nonostante il panorama dei musei d’arte contemporanea dalle nostre parti si mostri purtroppo ancora incerto e preoccupante - ...

26.06.2013

When attitudes Become Form: reloaded

Frutto di un’intuizione folgorante e definitiva o di un lungo e penoso lavoro di cesellatura - il meno è (e?) il più - il titolo di una mostra è sempre un viatico e una promessa, a volte persino una proposta di pensiero. Harald Szeemann ne era ben consapevole e non è certo un caso se tra i tanti documenti, gli appunti, le interviste, gli schizzi e le frammentate memorie raccolte con sistematica cura nel suo archivio, inesauribile giacimento di ossessioni e visioni da poco traslocato con tutti gli onori mediatici dai boschi della Svizzera alle stanze tecnologiche del Getty Research Institute di Los Angeles, più volte si fa riferimento al processo che ha condotto alla scelta dei titoli delle sue esposizioni (delle sue opere, come pure è...

23.01.2013

China Art Palace, Shanghai

The Crown of the East, la Corona d’Oriente: questo, a dare retta alle sempre provvisorie guide turistiche di Shanghai, inutili baedeker ogni volta in ritardo rispetto ai mutamenti incessanti di una megalopoli senza rimpianti, è il soprannome attribuito all’architettura bolliwoodiana – uno sorta di ziggurat rovesciato, ovviamente rosso lacca (o rosso PCC ?)– che, nato come Padiglione Cina per l’Expo 2010, oggi accoglie il China Art Palace. Meta di un pellegrinaggio obbligatorio e infinitamente paziente nelle settimane affollate dell’Esposizione Universale più visitata di tutti i tempi, una sontuosa celebrazione della nuova Cina (e del tardo capitalismo) di cui rimangono oggi giovanissime rovine e qualche improvviso monumento – tra...

26.07.2012

Berlino, Jüdisches Museum

Arrivandoci a piedi attraverso le strade animate di Kreuzberg, tra parchi colorati di hijab leggeri e bambini in canottiera, qualche educato graffito, biciclette e pannelli solari, il Jüdisches Museum di Libeskind, già tante volte incontrato nei libri e sulle pagine patinate delle riviste o dei lussuosi cataloghi di architettura, non fa poi tutta l’impressione che ti aspetti. Sarà forse per la presenza vistosa della vigilanza, o per l’accenno ordinato di coda, di qui le scolaresche, di là i visitatori singoli, o forse per il senso di precarietà dato dalle alte transenne che chiudono il cantiere della piazza di fronte, rumore di scavi e voci straniere, ma l’ingresso al museo attraverso la sua parte antica è più una formalit...

14.01.2012

Palermo: morte annunciata di un museo

  Se la ormai globale Biennale fever non sembra dare segni di remissione – solo per rimanere in Europa, dopo quelle di Venezia e di Salonicco si è appena chiusa la Biennale di Lione mentre monta l’attesa attorno a quella di Berlino – a mostrare preoccupanti segnali di fragilità, se non addirittura di clamoroso cedimento è, in Italia, il sistema dei musei, dei musei d’arte contemporanea, specialmente. Il caso recentissimo del museo Riso di Palermo, della cui chiusura per mancanza di fondi si discute da qualche giorno sulla stampa e soprattutto in rete, non senza toni aspri e fra molte ambiguità (ma che fine hanno fatto gli ingenti stanziamenti attribuiti dall’Unione Europea alla Regione Sicilia per la ristrutturazione...

05.01.2012

Museo Laboratorio della Mente

L’aria è leggera, appena profumata di resina, nel parco dell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà, a Monte Mario. I manicomi, del resto, sorgevano sempre lontani dal rumore e dai troppi sguardi della città, in luoghi appartati e spesso ameni, garanzia certa di salubre segregazione e di facile omertà. Così, aspettare seduti su una panchina ombreggiata l’apertura del Padiglione sei, che dal 2008 accoglie il Museo Laboratorio della Mente, non è un tempo perduto e neppure un educato esercizio di pazienza in risposta alla cortesia persino imbarazzante degli operatori dell’UOS-Centro Studi e Ricerche Asl Roma E che, tra mille e più difficoltà, ostinatamente aprono il museo a quanti, e sono tanti, ne...

12.10.2011

Bologna, Museo della Memoria di Ustica

Non è la città dei portici e della letteratura, e neppure quella dello spritz e dello shopping la Bologna che si percorre, un po’ smarriti e persino inquieti, per arrivare, dopo molte fermate di autobus e qualche richiesta di informazione, agli ex depositi tramviari di via di Saliceto, alla Zucca. Qui, poco lontano da via Stalingrado, dalle larghe strade operaie un tempo ai limiti della campagna, dal 2007 riposa, per sempre senza pace, il relitto del DC9 Itavia abbattuto nei cieli di Ustica nel giugno del 1980. Ci sono ancora i binari a segnare, metallica e moderna nervatura, il percorso che conduce, attraverso l’aperto di un giardino pubblico senza troppe pretese, ai capannoni imponenti che accolgono le scarne spoglie dell’aereo e dei suoi ottantuno...

17.05.2011

Teatro-museo Dalì, Figueres

Convulsiva o commestibile, tragica o sinistra che sia, la bellezza surrealista non abita l’architettura glassata del Museo Dalì di Figueres. E non perché non sia abbastanza splendente d’oro, persino rutilante, teatralissimo fin dalla facciata che chiude, proprio come una quinta da palcoscenico, l’antica piazza, oggi ovviamente intitolata all’ineffabile coppia Dalì - Gala. Qui, sulle rovine combuste del teatro municipale che aveva accolto i suoi primi disegni di adolescente “che vale tanto oro quanto pesa”, l’artista ormai al tramonto aveva deciso di costruirsi un esorbitante monumento, veramente un mausoleo, un’enorme Wunderkammer che mettesse per sempre in scena le sue visioni di critica paranoia. “Voglio che il...

29.03.2011

Napoli. Morte di un museo

Sono state molte le inaugurazioni del Madre. La prima, nel giugno del 2005, aveva aperto le sale di Palazzo Donnaregina per mostrare alla città e al mondo, da sempre interlocutore privilegiato del museo, come l’avventura transitoria delle installazioni a piazza Plebiscito, le numerose incursioni del contemporaneo al museo archeologico e a Capodimonte, i progetti degli Annali delle Arti avessero trovato finalmente domicilio stabile, arché e cominciamento, nel recinto saldo del museo. Poi è stata aperta la collezione permanente, frutto in comodato di una paziente tessitura di rapporti internazionali, si è dato l’avvio all’attività delle mostre – quella di Kounellis, con la riproposizione dei cavalli dell’Attico, fu un...

01.02.2011

Baia, Museo Archeologico

“Lost paradise” recita, non senza internazionale ironia, l’insegna del parcheggio, ovviamente a pagamento, e ovviamente vuoto, che ai piedi della rocca accoglie il visitatore del Museo Archeologico dei Campi Flegrei a Baia. Neppure un’auto, neanche una moto dimostrativa. Del resto, se si evitano i mesi obbligati e rumorosi del turismo scolastico e delle vacanze mare pizza e archeologia, il Castello Aragonese, che dal 1993 ospita, ma non sempre espone, gli straordinari reperti che il mare e il bradisismo hanno sottratto all’avidità degli antiquari e alla corrosione degli scarichi industriali – Bagnoli è un fantasma perplesso dietro la punta del golfo – non sembra proprio soffrire di sovraffollamento. Gli orari d’apertura...