Visti e scritti
Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna, nato a Bagheria, in Sicilia, ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d'origine; da questo lavoro è nato anche un libro scritto con Leonardo Sciascia sulle feste religiose. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, è passato poi a reportages all'estero e dal 1982 è entrato a far parte della della Magnum Photo. Fotografo tra i più versatili, ha lavorato per la moda, la pubblicità e il reportage.

17.06.2019

Sciascia Trenta / Sciascia a Militello in val di Catania

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto....

20.05.2019

Sciascia Trenta / Sciascia e Gesualdo Bufalino

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto....

08.04.2019

Sciascia Trenta / La nuova casa della Nuci

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto....

11.03.2019

Sciascia Trenta / Leonardo e Racalmuto

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto....

11.02.2019

Sciascia Trenta / La vecchia casa della noce

Sono trascorsi 30 anni da quel giorno di novembre in cui Leonardo Sciascia ci ha lasciati, trent'anni in cui il paese, che lui ha così bene descritto, è profondamente cambiato, eppure nel profondo è sempre lo stesso: conformismo, mafie, divisione tra Nord e Sud, arroganza del potere, l'eterno fascismo italiano. Possibile? Per ricordare Sciascia abbiamo pensato di farlo raccontare da uno dei suoi amici, il fotografo Ferdinando Scianna, con le sue immagini e le sue parole, e di rivisitare i suoi libri con l'aiuto dei collaboratori di doppiozero, libri che continuano a essere letti, che tuttavia ancora molti non conoscono, libri che raccontano il nostro paese e la sua storia. Una scoperta per chi non li ha ancora letti e una riscoperta e un suggerimento a rileggerli per chi lo ha già fatto....

16.03.2018

Nel quarantennale del sequestro / Le tre foto di Moro

L’editore Guanda ripubblica il volume Da quella prigione. Moro, Warhol e le Brigate Rosse, di Marco Belpoliti, che analizza le fotografie scattate ad Aldo Moro dai brigatisti. Uscito otto anni fa, rilegge quelle immagini con cui ancora oggi ricordiamo l’avvenimento del sequestro del Presidente della Democrazia Cristiana, il più importante politico dell’epoca. Nella nuova edizione sono comprese nuove pagine. In occasione di questa uscita, nel quarantennale del sequestro di Moro, Marco Belpoliti discute con il fotografo Ferdinando Scianna di quegli scatti.    Scianna: Tu scrivi che nessuno degli autori, scrittori compresi, all’epoca del sequestro, e anche dopo, si sono occupati delle foto di Moro, non c’è stata un’analisi delle immagini. Tutti si sono occupati dei testi, delle...

09.03.2018

Tempo di libri - maestri / Henri Cartier–Bresson

Per contribuire a un momento d’incontro, approfondimento e scambio come Tempo di Libri, la fiera del libro che si terrà a Milano dall'8 al 12 marzo, non abbiamo solo creato uno speciale doppiozero | Tempo di Libri dove raccogliere materiale e contenuti in dialogo con quanto avverrà nei cinque giorni della fiera, ma abbiamo pensato di organizzare dieci incontri: maestri che parlano di maestri. Sabato 10 marzo, alle ore 11.00, Ferdinando Scianna parlerà di Henri Cartier–Bresson.   Se penso a una definizione di Henri Cartier–Bresson, la più adatta mi sembra quella di specialista in evasioni. Non c’è prigione, fisica o intellettuale, nella quale abbiano cercato di rinchiuderlo dalla quale non sia riuscito a fuggire. Anche dal campo nazista nel quale era...

16.10.2017

Ernesto Guevara 1967-2017 / Che “icona”

Che cosa trasforma un’immagine, per esempio un dipinto, in un’icona?  La Gioconda di Leonardo da Vinci è un’icona, la Primavera di Botticelli, il Cristo di Mantegna. Insomma, un dipinto, un’opera che per scelta e tradizione viene indicato come esempio alto di un’arte e come tale è poi universalmente riconosciuto come icona di quell’arte. Ma che succede con una fotografia? Il vocabolario Devoto Oli per quanto riguarda il terreno che ci interessa recita: nel linguaggio dei semiologi, messaggio affidato all'immagine. E poi aggiunge, come esempio: figura emblematica o altamente rappresentativa: Mick Jagger è l'icona del rock anni Sessanta. Insomma, anche un personaggio, collegato a un’immagine, che universalmente viene riconosciuto come un’icona del suo tempo nella sua vicenda personale...

04.01.2016

Gabriele Basilico

Due anni dalla morte di Gabriele mi sembrano ancora troppo pochi per potere parlare del fotografo in una prospettiva storica. Ci manca ancora troppo l’uomo, prevale il sentimento dell’assenza. O per meglio dire ci manca la sua presenza. Inoltre, io non sono un critico: faccio il fotografo. Un fotografo che parla delle immagini di un altro fotografo inevitabilmente verifica le proprie ed è a partire dalla propria pratica che si confronta con quelle dell’altro. Se poi l’altro fotografo è, è stato, anche un amico, con le fotografie dell’amico si confronta e si specchia, si scontra anche, cerca di comprendere se stesso e l’altro in ciò che li unisce e in ciò che li separa. Se ne difende mentre se ne lascia influenzare. Ma...

23.10.2014

Il dolore vissuto

Si può non essere interessati e preda di compassione di fronte all'oceano di dolore nel quale affoga il tempo che viviamo e nel quale da sempre affoga la coscienza degli uomini che in mezzo al dolore hanno vissuto e vivono?   * Io sono fotografo. O almeno, lo faccio da cinquant'anni. Nel tempo e con la vecchiaia ho visto crescermi dentro la necessità di esprimere in quello che faccio, anche con parole, dentro una letteratura ibrida di immagini e parole, ma anche di sole parole o di immagini senza parole, il mio rapporto di complicata relazione con la realtà e con me stesso. Ci ho costruito delle cose: libri, mostre, testi. Contraddittoriamente e caoticamente. In un paio di mostre, per esempio, c'erano capitoli che si intitolavano: La...

21.02.2014

Federico Campbell, Mexico City 1991

Federico Campbell è messicano. Ma è anche un  uomo e uno scrittore cosmopolita, come quasi tutti gli scrittori latinoamericani.   Alla fine degli anni sessanta si trovava a Barcellona, in Spagna, mentre ancora ferocemente sopravviveva Francisco Franco. Frequentava un gruppo di giovani scrittori arrabbiati e pieni di talento. Non avevano ancora pubblicato quasi nulla. Nel 1971 Federico li raccontò in un libro, Infame Turba , erano Vazquez Montalban, Juan Marsè, Biedma, e molti altri che sareb;ero diventati i protagonisti della letteratura della nuova Spagna postfranchista.   Federico sente l’odore della qualità lontano un miglio. È lui che ha fatto conoscere in Messico e fatto scoprire a tanti scrittori latinoamericani...

18.12.2013

Robert Capa e il miliziano

Mario Dondero Lo scatto alla cieca di Capa   Come si sia svolta e che cosa abbia significato la guerra di Spagna, conclusasi nel modo più tragico per l’intervento decisivo dei nazisti tedeschi e dei fascisti italiani, è relativamente poco conosciuto in Italia e del tutto ignorato nei programmi scolastici: come accade, del resto, per qualcosa che avvenne e ci riguarda ancor più da vicino, e cioè la Resistenza italiana durante la Seconda guerra mondiale.   Rievocata generalmente a livello di curiosità, specialmente negli ambienti che si interessano alla fotografia, è la questione, diventata un’annosa querelle, sulla foto di Robert Capa del Miliziano che muore. Muore o non muore? È caduto veramente, perdendo...

21.10.2013

Milano chiude Spazio Forma

Con una conferenza stampa del suo presidente, Roberto Koch, è arrivata la peggiore delle notizie, forse da sempre, per la cultura fotografica milanese e italiana: la chiusura di Spazio Forma.   La peggiore notizia perché la vicenda di questo luogo, che giustamente è stato definito Casa della fotografia italiana, è stata di gran lunga la più straordinariamente positiva, anche questa da sempre, per questo importante linguaggio della modernità.   In soli nove anni, attraverso una straordinaria attività di mostre, comunicazione, incontri, iniziative didattiche, e basta per averne conferma visitare la mostra ricapitolativa che è stata allestita, Spazio Forma è diventato un formidabile, direi imprescindibile...

26.02.2013

Jorge Luis Borges, Palermo, 1984

A Palermo. Non, però, nell’ormai irriconoscibile quartiere bonearense di Palermo dove Borges nacque  e ha vissuto, ma in Sicilia, dove lo scrittore si era recato per ricevere un premio e per compiere un viaggio in un luogo per lui così ricco di memorie letterarie e di echi spirituali. Incontro Borges sulla terrazza del suo albergo davanti a un nitido mare. La giornata è radiosa. Lui sembrava bere quella particolare fragranza dell’aria, diceva di sentire che il cielo doveva essere azzurrissimo. Si volse verso il sole, la cui luce ignorava, ma di cui sentiva il calore, e cominciò a declamare: “Dolce color d’oriental zaffiro... Dante, Purgatorio, canto primo”, precisò con un sorriso timido. Il suo amato Dante. La...

14.02.2013

Gabriele Basilico à bord de mer

Chissà se Gabriele Basilico amava andare per mare. E chissà perché, in questo momento, dopo che da pochi minuti ho saputo della morte di Gabriele, mi scopro dentro questa domanda assurda come un tormentone assurdo.     Forse perché subito mi ha assalito il film, tra le tante, delle sue immagini, che amo molto, di Bords de mer, di porti, di navi che fanno dialogare le loro forme con le architetture delle città che le accolgono. Ha detto più volte che poteva trascorrere ore ad incantarsi di queste meravigliose relazioni. O forse perché tra i luoghi comuni della morte c’è quello di immaginarla come un salpare verso il riposante nulla del mare infinito.     Sono siciliano, con la morte ho...

17.01.2013

Milan Kundera, Parigi, 1981

Era stato Dominique Fernandez a presentarmelo. Nel 1977. Impressionante, allegro, travolgente. Andai a trovarlo a Rennes, dove insegnava, per fargli un’intervista per L’europeo. Vera preparò una buonissima cena con un dolce, ricordo, coperto di semi di papavero. Avevo letto Lo scherzo eAmori ridicoli, che mi sembrarono e mi sembrano tra i libri moderni più straordinari che abbia letto. Tradotti in Italia non avevano suscitato nessuna eco. L’intervista rimase in attesa mesi. Quando ne sollecitavo la pubblicazione il responsabile delle pagine culturali dell’Europeo mi diceva che lui la proponeva, ma il direttore commentava invariabilmente: Kundéra, ma chi è sto Kundéra? Poi venne D’Agostino e il suo tormentone sull’...

13.12.2012

Emilio Isgrò, Milano, 1969

Siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto.   Lavorava a Oggi e io all’Europeo. Solo un pezzo di corridoio ci divideva ma non ci eravamo mai incontrati. Avevamo amici in comune. Aveva cominciato a fare i suoi libri cancellati che sarebbero diventati famosi. Mi intrigarono molto. Volli incontrarlo. Lo fotografai. Intelligentissimo, sarcastico, spiazzante. Mi piacevano molto le sue poesie visive.   Molti anni dopo concepì un monumento a un seme d’arancia, ingrandito diecimila volte, per una piazza della sua città siciliana. Mi chiese di raccontarne le genesi. Mi ci sono molto divertito. Tra le altre, ho fatto una fotografia di un tir sull’autostrada lungo la fiancata del quale si leggeva : “Questo tir trasporta un seme d’arancia...

19.11.2012

Joseph Beuys, Kassel, 1977

Con il suo immancabile cappello mentre partecipa ad un picnic davanti alla Documenta di Kassel. Affascinate e misterioso. Seducentissimo o spiazzante fino all’irritazione. In quella Documenta presentava un pistone che girava dentro una massa di grasso giallastro. Roba per me incomprensibile.   Ma che sia stato un grande artista, mi ha fatto capire Mimmo Paladino, basterebbero a dimostrarlo i suoi straordinari disegni.

02.10.2012

Felicia Bartolotta Impastato, Cinisi, 1983

Facevo un lavoro su donne e mafia: le madri, le mogli, le figlie di quanti dalla mafia erano stati ammazzati. Quelle, soprattutto, che cominciavano a parlare, dopo secoli di silenzio, che si ribellavano. Volevo incontrare Felicia Impastato.   Una amica e importante fotografa, specialista in mafia, mi aveva detto che sarebbe stato difficile cavarne un buon ritratto. Troppo poco suggestivo il salottino piccolissimo borghese nel quale Felicia incontrava le persone che volevano parlarle di suo figlio. Ancora se ne parlava poco. Il film I cento passi era di la da venire. Ma se la fai parlare molto, se magari le fai tirare giù il ritratto di Peppino che è attaccato al muro, magari piange, magari si crea una situazione forte.   Naturalmente non le ho fatto...

04.09.2012

Khomeini, Neauphle Le Chateau, 1978

L’ho incontrato nelle settimane nelle quali dal suo esilio iracheno si era trasferito in questa cittadina dei dintorni di Parigi dalla quale lanciava le ultime cannonate mediatiche che preludevano al crollo dello Shah.   Figura di grande condottiero, contemporaneamente capo spirituale e capo rivoluzionario.   Freddissimo e micidiale. Gli incontri con i giornalisti nel cortile della casa in cui viveva circondato da guardie e imam erano teatralissimi rituali in cui si mescolava la preghiera con la conferenza stampa. Grande impressione di forza e determinazione.   In tutti i resoconti giornalistici si parlava sempre dei suoi metallici occhi azzurri. Ma li aveva marroni.

28.08.2012

Giuseppe Panza di Biumo, Varese, 1983

Mi portava in giro tra i neon di Dan Flavin, i Baumann, i ferri di Richard Serra come un castellano che ti facesse vedere la sala d’armi dei suoi antenati.

14.08.2012

Uomo che si veste per il carnevale, Sampeyre, 1971

Uno uomo che si prepara per la sfilata di carnevale rimane per sempre un bambino.   Anche se ora ha quasi ottanta anni e non è più la mamma a vestirlo, ma la figlia.

23.07.2012

Michel Foucault, Parigi, 1975

Due interviste, due incontri.   La prima, dopo l’uscita di Surveiller et punir, non è partita molto bene. Aveva un tono scortese e furioso. Dopo un po’ mi spiegò scusandosi che da una settimana riceveva giornalisti che sì e no avevano letto del suo libro soltanto il titolo.   Poi si accorse che avevo due carnet pieni di appunti e domande. Diventò cortese e disponibile. E pronto a discutere e rispondere alle questioni. Sempre furioso, però.   Tanto denso e complesso e meditato risultava il suo pensiero scritto, tanto, nel dialogo diretto, dava l’impressione che quel pensiero nascesse dal furore della passione, come se emanasse direttamente dal suo corpo piccolo e nervosissimo. Uno spettacolo.

25.06.2012

Jacques Henri Lartigue, Opio, 1984

A Opio, in Costa azzurra, il giorno del suo novantesimo compleanno. Ho amato nel grande Jacques quello che non potrò mai avere: la leggerezza. Forse preclusa a un siciliano. È stato l’unico enfant prodige della storia della fotografia. La fotografia era bambina e Lartigue, bambino anche lui, l’ha usata con una grazia e una felicità imperdonabili nel secolo dei massacri. Come fotografo è stato scoperto ben oltre i sessanta anni.    Lui stesso, peraltro, non sapeva di essere un grande fotografo e non gli importava. Le fotografie le aveva fatte per se stesso, come, mi spiegò, in estate si fanno marmellate di albicocche quando sono al colmo del sapore e del profumo. Per conservare, di quel regalo della natura e della vita, una...