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volti

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Conversazione / Boltanski: un fallimento che non si risolve

Christian Boltanski ha un lungo rapporto con l’Italia e con Bologna in particolare. Venti anni fa si tenne in questa città dalle molte ferite la sua prima mostra italiana, “Pentimenti”, all’interno della Villa delle Rose. Nel capoluogo emiliano ci è tornato per realizzare l’installazione dedicata Museo per la memoria di Ustica, la sua prima installazione permanente nel nostro paese realizzata al fianco dei parenti delle vittime. E ora torna per un progetto che coinvolgerà ancora una volta anche la storia della strage di Ustica, ma tutto il tessuto della città. “Ho sempre pensato di voler realizzare opere totali”, ha detto Boltanski presentando anche questo progetto che utilizza diversi linguaggi espressivi in una mostra diffusa, “Anime. Di luogo in luogo” (si è aperta domenica 25 giugno, al MamBo dove – parallelo a queste vare sezioni cittadine – è presente anche un allestimento che ripercorre i suoi lavori precedenti).   Fanno parte del progetto “Anime” la nuova installazione, “Réserve”, nel bunker della Lunetta Gamberini (inaugurata il 27 giugno, 37° anniversario della strage di Ustica), una performance, “Ultima”, e ancora, fuori dalla cerchia dei viali – nelle vie Agucchi...

Il volto di tutti i volti / Come si può arrivare a Dio?

"Mio nonno era credente, praticante, viveva in una fede che mi è sempre parsa pesante. Ma non ne parlava, non la esplicitava mai; la posava sulla tavola e la tavola scricchiolava sotto il suo peso."   Inizia così Il volto di tutti i volti (Edizioni Qiqajon), un piccolo libro a metà tra narrazione e saggio, biografia e meditazione, vincitore del premio Spiritualités Aujourd'hui 2015, in cui l'autore, lo scrittore francese Alexis Jenni (vincitore nel 2011 del Premio Goncourt con il suo romanzo d'esordio L'arte francese della guerra, tr.it. Mondadori) ripercorre la propria esperienza di fede.     Jenni racconta di essere cresciuto in una famiglia permeata, da un lato, dalla religiosità del nonno, toccato dal dubbio una sola volta in tutta la vita e poi pervicacemente tornato alla sua fede pesante come un "blocco di ghisa", fonte di "prescrizioni, divieti, precetti di vita inderogabili", e dall'altro segnata dalla silenziosa contestazione della madre (la figlia di quel nonno), "né atea, nemmeno agnostica… semplicemente riservata". Attraverso la figura materna si forma l'impressione che la religione sia ancora un peso, ma questa volta "un peso che non diceva nulla". Da...

Una mostra a Venaria / Steve McCurry

Le fotografie di Steve McCurry meritano di essere osservate più e più volte. Può  sembrare banale, ma invogliano al viaggio, alla scoperta di culture lontane, visi, espressioni, abitudini per noi incomprensibili. C’è un prezioso pezzo di mondo all’interno delle sue mostre e raccolte fotografiche. Un regalo, una concessione (a tratti quasi istruttiva), che permette di scaraventare a migliaia di chilometri anche chi non si potrà mai permettere (o a cui mancherà la voglia) di spingersi oltre la propria realtà. La mostra organizzata alla Reggia di Venaria (attiva dal 1 aprile al 25 settembre 2016) merita decisamente una visita. Ben congegnata, appaga il visitatore con una vastissima quantità di foto (oltre le duecentocinquanta per la precisione) organizzate senza un ordine rigido, cosa apprezzabile perché permette di scegliere un percorso proprio, libero e non influenzato da una gerarchia o da una ‘forzatura concettuale’.     Vanta inoltre due esposizioni inedite, la prima relativa all’esperienza giovanile in Afghanistan presso i guerriglieri-profughi del Nuristan (rigorosamente in bianco e nero) e la seconda legata al progetto di sostenibilità Lavazza ¡Tierra! di cui...

Alberto Giacometti: "Non può esserci riuscita"

Sono trascorsi cinquant’anni dalla morte di Alberto Giacometti. Pubblichiamo, per ricordarlo,  una conversazione con Jean-Marie Drot, trascrizione dal film Giacometti un homme parmi les autres trasmesso il 12 novembre 1963, realizzato da Jean-Marie Drot, pubblicata sul numero 11 della collana «Riga» a lui dedicato (a cura di Marco Belpoliti e Elio Grazioli, 1997). Traduzione di Elio Grazioli.   Giacometti nel suo studio, ph. Ernst Schei     Giacometti, entrando nel suo atelier si è al tempo stesso infastiditi e rassicurati. Si teme di disturbarla. Si sente chiaramente che è lo studio di qualcuno che si nasconde un po’. E poi, rassicurati, perché dato che lei continua a lavorare anche in nostra presenza, allora questo un po’ rassicura.   Io non mi nascondo; non mi nascondo in particolare, no, ma per quel che riguarda il lavorare in vostra presenza, ne approfitto, e mi serve tanto più perché comincio, riprendo un lavoro che non avevo ripreso in mano da tempo. Non so perché, il fatto di essere filmato mi riporta a questo lavoro, dunque ne approfitto. In ogni caso sono io che ne...