AUTORI
Caterina Orsenigo
20.05.2019

Ece Temelkuran, Soffiano sui nodi

Chi sono le donne che soffiano sui nodi? Da Lilith a Didone, dalle sirene a Circe, da Medea alle streghe e allo splendido personaggio dell’Arte della Gioia di Goliarda Sapienza, Modesta, da Cibele a Fatima e a Kahina: le donne che soffiano sui nodi sono le Maghe, direbbe forse Cortázar. Lilith, figura proveniente dal mondo babilonese e mesopotamico, nella Bibbia fu la prima moglie di Adamo e venne ripudiata e cacciata per essersi rifiutata di sottomettersi all’Uomo. Da allora è un demone, una tempesta.  Cibele, o Madre Idea, è la divinità anatolica della natura, di animali e luoghi selvatici, creatrice e distruttrice. Didone fu la sovrana di Tiro e poi, grazie a un acuto artificio, divenne regina di Cartagine e ne fece una delle più importanti città del Mediterraneo. Kahina, che in...

23.03.2019

A Bloomsbury e altri racconti / La controversa Mary Butts

Poco prima di quello che Roberto Calasso ha chiamato nel suo Innominabile attuale il più grande e ben riuscito tentativo di autoannientamento che il mondo abbia compiuto, in Europa si aggirava una delle generazioni più colte, aperte e cosmopolite della storia. Lo racconta, per esempio, Klaus Mann nel suo La svolta (Saggiatore, 2016), oppure Annemarie Schwarzenbach in romanzi come Gli amici di Bernhard (L’Orma, 2014) e nei suoi scritti di viaggio in cui riporta, quasi come se niente fosse, quei mesi tra il 1939 e il ‘40 in cui se ne andava in giro in macchina con la svizzera francese Ella Maillard per la Turchia, la Persia e l’Afghanistan. Per non parlare dei diari di Anaïs Nin, delle memorie di Simone de Beauvoir e dell’immaginario che tutti abbiamo della Parigi di quegli anni. Una...

17.02.2019

Ritornare / Mario Benedetti, Impalcature

Il ritorno, nell’arco del viaggio dell’eroe, così come lo ha fissato il mitologo americano Joseph Campell (poggiando su Propp, riallacciandosi a Jung) è uno dei momenti più difficili del percorso. Chi torna fatica a riconoscere il mondo da cui era partito – i suoi luoghi, le sue abitudini, le voci e i gesti di chi è rimasto: perché, tanto quanto quel mondo è mutato durante il tempo della sua assenza, così lui stesso si è trasfigurato nell’essere e nello sguardo. L’esempio più banale e però più archetipico è quello di Odisseo che, giunto a Itaca dopo vent’anni, da un lato non viene riconosciuto se non dal suo cane (l’animale pare essere l’unico in grado di annusare l’essenza, quello che c’è di immutato), e che dall’altro non riconosce: trova la propria casa ostile, diversa, invasa. Una...

29.12.2018

Levan Berdzenisvili / La Santa Tenebra

Scrivere, che un autore lo voglia o no, è sempre, avrebbe detto Furio Jesi, un atto politico. Che si tratti di spostare o spodestare un’abitudine del pensiero in chi legge, o che la si voglia al contrario rassicurare, intrattenere, assopire – sempre la scrittura agisce in questo senso. Levan Berdzenisvili, autore georgiano, con La Santa Tenebra (uscito a settembre per e/o), rientra decisamente nel primo caso.    Per lo più il libro, che racconta i tre anni di Gulag da lui scontati tra l’ ‘84 e l’ ‘87 per aver fondato un partito repubblicano il cui programma era l’indipendenza della Georgia, è stato lodato dalla critica per la sua capacità di divertire il lettore nonostante l’argomento fin’ora affrontato sempre in maniera piuttosto cupa, come si trattasse di una di La vita è...

19.11.2018

Anamorfosi / Ornamento, Juan Cardenas

Anamorfosi è “l’arte di rendere quasi irriconoscibile un’immagine attraverso una distorsione calcolata della prospettiva”.  Nonostante la moglie del protagonista affermi che bisogna “rinunciare all’interpretazione”, la parola chiave del romanzo di Juan Cárdenas, seminata tra le pagine a più riprese, suggerisce il contrario.  Ornamento – questo il titolo del primo libro pubblicato in Italia da SUR di un autore colombiano innegabilmente interessante – è esso stesso un’anamorfosi. Si tratta, leggendolo, di cogliere gli indizi per scoprire la prospettiva (o le prospettive) giuste. Si tratta, lasciandosi portare dalla strana e scomposta trama, di mantenere un leggero distacco per poter cogliere il dietro le quinte delle parole, o per dirla con Manganelli, l’ombra delle parole, pur...

06.10.2018

Adolfo Bioy Casares / Dormire al sole

Nel vasto campo della letteratura fantastica ci sono storie in cui il fantastico si dà per uno sdrucciolamento del terreno, un leggero inciampo che apre non più che una feritoia nel reale.  Non dissimile può essere, in un personaggio, il confine lieve tra pazzia e sanità mentale, talmente sottile in certi casi da rendere difficile riconoscere in un discorso per lo più logico il germe della follia incastonato in piccoli tremori del racconto, in istantanei cortocircuiti che come un’invisibile scivolata portano su un sentiero inaspettato eppure a prima vista coerente all’incedere.   Lucho Bordenave è il protagonista di Dormire al sole, romanzo del 1972 di Adolfo Bioy Casares, pubblicato a luglio da Sur. È un protagonista che contiene in sé la capacità e il piacere semplice di...