raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
28.08.2020

28 agosto 1920 - 28 agosto 2020 / Il partigiano Giorgio Bocca

Giorgio Bocca è nato il 28 agosto 1920 a Cuneo. Un attacco quanto mai vieto per introdurre un anniversario, ma le coordinate spazio-temporali appaiono decisive per il personaggio: il radicamento profondo e caratteriale nella terra d'origine, l'appartenenza ad una generazione nata e cresciuta nel fascismo. Bocca è certo stato uno dei maggiori giornalisti del dopoguerra, dagli esordi precoci del 1938 fino a «Il Giorno» di Italo Pietra, all'«Espresso» e alla «Repubblica», dotato di una penna incisiva e inconfondibile, capace di firmare un'infinità di articoli sulla politica e la società italiane, ampliati a volte in reportage e riversati in libri di successo: tra i molti Miracolo all'italiana (1962), Il terrorismo italiano (1978), Napoli siamo noi (2006) per l'attenzione persistente e...

28.08.2020

Biografie / Tutte le vite di Spinoza

Un’attrazione irresistibile sembra esercitare su molti, esperti e no, la figura del filosofo Bento (Baruch, Benedetto) Spinoza, 1632-1667, che ha ispirato romanzi, opere teatrali e figurative, poemi e persino gruppi rock e siti internet. Probabilmente perché fu ed è visto come una specie di Robin Hood della filosofia, ribelle e radicale e insieme mite e equo, ingiustamente perseguitato dagli uomini di potere.    La ricerca della felicità Spinoza visse in un’epoca di grande fermento intellettuale, in un contesto che permise a «un giovane e intellettualmente vivace mercante ebreo-olandese, intorno alla metà del secolo XVII, di rompere in modo radicale con il proprio passato e di fare della filosofia la propria vocazione». Così presenta Spinoza l’inappuntabile studioso Steven...

27.08.2020

27 agosto 1950 / Pavese: Walt Whitman primo amore

I. Il 20 giugno 1930, ancora ventunenne, Cesare Pavese si laureò in lettere all’Università di Torino con una tesi intitolata Interpretazione della poesia di Walt Whitman. L’incontro con le Leaves of Grass risaliva agli ultimi anni del liceo, come dimostrano alcune lettere a Tullio Pinelli. In una missiva del 1° agosto 1926, leggiamo per esempio: «Io, in questi boschi, mi esalto di Walt Whitman», mentre un’altra, del 19 settembre successivo, recita: «Ora io, non so se sia l’influenza di Walt Whitman, ma darei 27 campagne per una città come Torino» (Lettere 1924-1944, Einaudi, Torino 1966). Ciò spiega perché, sebbene il giovane studioso restasse profondamente colpito dal corso biennale di letterature e lingue classiche comparate tenuto da Augusto Rostagni, le sue preferenze si volsero ben...

23.08.2020

James Romm / Alessandro Magno e il fantasma sul trono

Che differenza c'è tra Alessandro (Magno) e un pirata?  Quasi nessuna, almeno a giudizio del pirata, il quale infatti così rispose ad Alessandro che gli chiedeva come mai gli fosse venuto in mente di infestare i mari: facciamo lo stesso mestiere io e te, Alessandro; solo che io lo faccio con una piccola imbarcazione e perciò mi chiamano “pirata”, tu invece lo fai con una grande flotta e sei definito per questo “condottiero”.   Questo celebre aneddoto è riferito da Sant'Agostino nel quarto capitolo del quarto libro del De civitate Dei, ed è ricavato a sua volta dal terzo libro del De re publica di Cicerone. Lo menziona anche James Romm, professore di Classics al Bard College di Annandale-on-Hudson, nel suo Il fantasma sul trono (a pagina 281), appena uscito per i tipi di Keller....

23.08.2020

Ricordi di un entomologo / Jean-Henri Fabre, La passione degli insetti

Jean-Henri Fabre è stato il principe degli entomologi, il fondatore di questo mestiere, così strano, curioso ed emozionante. Ma prima di tutto è stato uno scrittore, e che scrittore! Chi legge Ricordi di un entomologo (tr. it. di Laura Frausin Guarino, Adelphi), capisce al volo cosa significa saper descrivere, raccontare e commentare. Basta una sola riga d’avvio d’un capitolo di quel libro pubblicato in originale in dieci volumi tra il 1879 e il 1907, per capire cosa vuol dire esporre una materia così splendida, eppure anche ostica, com’è la vita degli insetti. “Ecco come andarono le cose”, così principia Lo scarabeo d’oro, primo capitolo del primo volume dei Ricordi, per poi proseguire: “Eravamo cinque o sei, io il più vecchio, il maestro, ma soprattutto il compagno e l’amico; loro...

22.08.2020

Carteggi d'amore / Gozzano e Guglielminetti. L'ansiomania inesplicabile del Signorino Infelicito

Il carteggio d’amore più commovente e utile sarebbe quello che racconta la resistenza nel tempo, di un amore: sappiamo come fare innamorare, innamorarci, ma quel che è difficile è rimanere accanto a qualcuno, sostenerlo, rispettarlo, desiderarlo, volerlo ogni giorno per anni. Ci incuriosisce comunque leggere di fiammate, ci entusiasma il plateau in cui sia lui che lei sono innamorati, ci rattrista l’intiepidirsi dell’ardore, assistere al distacco di uno dei due, alla disperazione e poi alla tristezza di chi amava e resta solo con la torcia della passione tra le mani. L’amore tra Amalia Guglielminetti e Guido Gozzano è tra i più malinconici possibili. L’era delle lettere ci permette di scrutare dalla serratura, post mortem, il diagramma che dalla pianura dell’indifferenza si innalza al...

21.08.2020

Le fotografie al Castello Sforzesco / Cesare Colombo. L’occhio di Milano

Un enorme tavolo occupa la sala del Castello Sforzesco dove si tiene la mostra di Cesare Colombo. Tante piccole lampade sono disposte sulla sua superficie. Sembra un immenso piano di lavoro costituito da due pannelli sostenuti da alcuni cavalletti che fanno venire in mente quelli usati dagli imbianchini. Lo sguardo ne è immediatamente attratto. Chi si avvicina e lo scruta con curiosità non ne rimane deluso, anzi, ne subisce un moto di empatia.   Su un lato è stampata la biografia di Cesare Colombo e sull’altro si possono leggere molti dei suoi scritti, legati all’attività di critico e curatore. La luce delle lampade crea un’atmosfera di intimità e favorisce una prossimità con l’autore. Sono lampade disegnate da Philippe Starck, le Miss Sissi, “quasi un grottesco ricordo del...

18.08.2020

In sella a un disegno / Viaggio nella terra degli Etruschi

Gli Etruschi allevavano i ghiri in orci di terracotta (gliraria) per poi cucinarli e servirli conditi con miele. Uno di questi contenitori è stato recentemente ritrovato a Celleno antica scavando un magazzino etrusco, che sembrava un butto medievale, un pozzo dove si gettavano i rifiuti. Abbandonata nel 1951, a causa del progressivo franare della rupe tufacea sulla quale è arroccata, Celleno antica si trova lungo uno degli itinerari archeologici che ho percorso disegnando contorni in sella a una motocicletta.   Ingresso di Celleno antica / Sezione di un glirarium. “Per anni sono stato affascinato da un certo parallelismo tra l’atto del pilotare una moto e l’atto del disegnare” scrive John Berger, osservando che quando il motociclista cambia direzione inclinando il suo corpo verso...

17.08.2020

Generazioni / Giovanni Mastrangelo, I padri e i vinti

Nella Parte decima di I padri e i vinti (Epilogo e ringraziamenti), Giovanni Mastrangelo annuncia la prossima uscita di un altro romanzo, intitolato Il sistema di Gordon, che sarà insieme «un seguito e un inizio» di quello appena concluso; ed entrambi faranno parte di una tetralogia in corso d’opera, Soundtrack, «che vuole raccontare la storia di un uomo attraverso le persone che lo hanno influenzato durante la vita», sulla base della «convinzione profonda che ognuno di noi esiste solo e unicamente in relazione agli altri, così come le cellule del nostro corpo esistono solo ed esclusivamente in stretto rapporto con la propria collettività».  Un progetto ambizioso, al quale non si può certo rimproverare la mancanza di chiarezza. Si può invece avanzare una piccola riserva sull’uso del...

17.08.2020

Lettere a don Julio Einaudi / La prammatica della fantasia

La casa editrice Einaudi è nata nel 1933: nel 1983 festeggiò il suo anniversario con varie iniziative, fra cui la pubblicazione del suo catalogo storico. Il volume uscì con il titolo Cinquant’anni di un editore nella collana Pbe ed era dotato di un apparato iconografico, che riproduceva le immagini di una mostra allestita per la ricorrenza. Erano copertine di libri, documenti storici (come l’informativa che la polizia torinese mandò a Mussolini già il 3 marzo del 1934 in merito alla nuova, e certamente antifascista, casa editrice), ritratti fotografici di autori (da Leone a Carlo Ginzburg, e fra Wittgenstein, Gadda, Benjamin, Beckett anche un indimenticabile Giorgio Manganelli, che esce dalla tenda a strisce di una salumeria di Dogliani, tenendo in mano un goloso pacchettino). A...

16.08.2020

16 agosto 1920 - 16 agosto 2020 / Charles Bukowski, il puritano timido

Charles Bukowski, nato cent’anni fa a Andernach, nella Renania Palatinato, e vissuto poi quasi tutta la vita a Los Angeles, dove è morto nel 1994, era un puritano. Lo dice lui stesso in Shakespeare non l’ha mai fatto, appena ripubblicato da Feltrinelli nella traduzione di Simona Viciani e con un corredo fotografico di Michael Montfort: “Serena si è seduta accanto a me. Era un tipo molto vittoriano, ma andavamo d’accordo. Mi conosceva bene. Sapeva che nonostante tutte le mie storie sconce sotto la scorza da stupratore si celava solo un puritano”.  Non era una posa, era la verità. Bukowski era un puritano timido. Sapeva benissimo che ci vuole molta più faccia di bronzo a fare il puritano che a fare il puttaniere, e se ha scelto l’alcol e il sesso è solo perché mai e poi mai avrebbe...

15.08.2020

Crinale tosco-emiliano / Fnide

(Kaputt)   Fnide, nel mio dialetto, sta apparentemente per finito, terminato, con una minima differenza grafica e fonetica rispetto all’italiano.  Sul crinale tosco emiliano lato Emilia, esposizione nord verso la Pianura Padana: a mille metri d’altezza un paese che fino agli anni del boom economico era indietro di cinquant’anni.  In quegli anni, tra le conseguenze non cercate delle lunghe vacanze estive ogni anno c’era l’incontro con un altro mondo e un’altra pagina della storia. In quegli anni, lontano dai luccichii della città, incredibilmente si potevano avvertire i sentori profondi dell’epoca preindustriale.  Fnide è parola che sarebbe sbagliato ridurre semplicemente all’aggettivo finito, terminato; in realtà il suo significato va altrove.    Una sera...

11.08.2020

San Lorenzo / La gondola meccanica

  Quale oggetto è legato a una città (e una sola città) come la gondola a Venezia? Senonché, avete letto “gondola” e non avete pensato all’imbarcazione. Avete pensato ad attori famosi (come Gary Cooper nel 1955), ad altre celebrità (seguite da paparazzi in motoscafo), a palle di vetro con la città lagunare, ad Alberto Sordi e Nino Manfredi in un film di Dino Risi (Venezia, la luna e tu, 1958), a James Bond-Roger Moore con la sua gondola a motore in Moonraker (1979). Ma vi verranno soprattutto in mente coppie di innamorati in luna di miele, oppure la canzone di Aznavour (“Com'è triste Venezia se nella barca c'è / soltanto un gondoliere che guarda verso te...”).     Questo stereotipo delle gondole “romantiche” in una Venezia per turisti era già ben saldo più di un secolo fa...

10.08.2020

Ricordi di un grande collezionista / Morandi. Vasi greci e capponi

Scavalcare il soggetto   La pittura di Giorgio Morandi? Inattuale, decisamente inattuale, quindi contemporanea. Chi è veramente contemporaneo aderisce al proprio tempo attraverso una sfasatura, sostiene Giorgio Agamben rielaborando il concetto di “unzeitgemäß” utilizzato da Friedrich Nietzsche nella sua critica allo storicismo (Sull'utilità e il danno della storia per la nostra vita, 1874).   Giorgio Morandi e Luigi Magnani nella casa-studio dell’artista a Bologna, 1964. Fotografia di Ugo Mulas. Dell’inattualità nietzschiana di Morandi scrive il suo amico musicologo, compositore, scrittore e collezionista Luigi Magnani a pagina 35 del libro Il mio Morandi, pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1982. Il volume è stato ristampato nel mese di marzo da Johan & Levi, in...

09.08.2020

9 agosto 1920 - 9 agosto 2020 / Enzo Biagi, Disonora il padre

Sono passati trent'anni. Nel 1948, dopo le famose elezioni, mi sposai. Nessun rapporto, evidentemente, tra i due fatti: il mio matrimonio e il trionfo della Democrazia cristiana. Feci il viaggio di nozze a Venezia: ho un certo gusto per le cose banali; d'agosto dico spesso: “Che caldo”; d'inverno, quando qualcuno si lamenta per la neve, ricordo il 1929.     “Senti,” diceva il Pompierino “mi pare impossibile che adesso uno si svegli e vada a lavorare, che a mezzogiorno si mangi, che la sera si chiuda la porta, poi a dormire.” “Si è combattuto” dissi “soprattutto per questo.”   Non so perché dei momenti epici io ricordo particolari quasi trascurabili. C'è in me evidentemente, la deformazione del cronista.    Tre citazioni per presentare il carattere del...

06.08.2020

Le atomiche sul Giappone, 75 anni dopo / Nagasaki, dimenticata dagli anniversari

La colonna di fumo che si è prodotta dopo l’immane esplosione a Beirut dell’altro ieri ha la medesima forma del fungo atomico generato dalla bomba sganciata dall’aereo americano su Hiroshima, e oggi è il settantacinquesimo anniversario di quell’evento tragico che ha segnato la storia del nostro Pianeta in questo lasso di tempo. Gli anniversari servono a ricordarci eventi lieti e eventi luttuosi, a consolarci e a metterci anche in allarme, questo in un momento in cui sembra che altre nazioni e paesi si stiano dotando di questo immane strumento di morte. Ne avevamo già parlato in occasione delle vicende legate all’atomica pakistana (qui) e il 16 luglio Riccardo Venturi ci ha rammentato l’anniversario della prima bomba nucleare fatta esplodere in un poligono in attesa di usarla direttamente...

06.08.2020

Due studi / Cinema, gesti e corpi

In una foto del 1930 una giovane donna e un giovanotto sono seduti in poltrona, mentre altre persone sistemano dei sensori sulle loro braccia. La didascalia recita: “Testing subjects for their reactions to screen episodes”, in altre parole si tenta di verificare le reazioni dei due giovani davanti a un film (lo schermo non si vede, ma sulla parete di fondo si notano bene piccole aperture quadrate per le proiezioni). La foto è tratta da The Art of Sound Pictures (New York 1930) di Walter Pitkin e William Marston. È proprio quest’ultimo, sul tavolo in fondo, a controllare i dati assieme alla sua collaboratrice Olive Byrne; tra parentesi: pare sia lei ad aver suggerito le fattezze di Wonder woman, il personaggio dei fumetti creato proprio da Marston, non a caso un convinto femminista....

06.08.2020

Costanza Rizzacasa D'Orsogna / Non superare le dosi consigliate

Matilde, protagonista e voce narrante di Non superare le dosi consigliate di Costanza Rizzacasa D'Orsogna (Guanda, 2020), ha quarantaquattro anni e pesa centotrenta chili, quasi centotrentuno.  Matilde ha vissuto ingiustizie, fatiche, ambizioni, conquiste, perdite e lutti, e ogni cosa, mentre riaffiora nel suo racconto, pare immancabilmente legata alla massa del suo corpo.  A otto anni Matilde cena a mezzanotte quando il padre torna dal lavoro e si ritrova spesso sola, dimenticata nel refettorio della scuola delle suore, dove non c’è nulla di buono da mangiare. A casa ruba il pane, scioglie la mollica sul palato e la invade un senso di pace e soddisfazione, poi spia il corpo nudo della madre piegato sul water in un bagno moderno, senza privacy e senza porte e ingoia i...

04.08.2020

Fantascienza sovietica / La chiocciola sul pendio

Dovremmo essere tutti d’accordo, ormai, sull’importanza non secondaria (e sulla bellezza) della letteratura fantascientifica. Ma se la fantascienza viene spesso vista come una letteratura di pertinenza anglo-americana, a cui si aggiungono ogni tanto voci provenienti dal resto del mondo, Italia compresa, non può andar taciuto che nel secolo scorso i narratori del blocco sovietico abbiano avuto un ruolo tutt’altro che marginale. Lo scrittore più famoso è stato senza ombra di dubbio il polacco Stanislaw Lem, noto al grande pubblico per il romanzo Solaris. Ma le sue opere, a eccezione proprio di Solaris, pubblicato da Sellerio, Golem XIV, pubblicato da Il sirente, e Vuoto assoluto, pubblicato da Voland, sono in questo momento assenti dalle nostre librerie e reperibili solo nel mercato dell’...

03.08.2020

Rivolta contro l'ingiustizia / Il Cipollino di Gianni Rodari

Originariamente intitolato Il romanzo di Cipollino (1951), il libro di Gianni Rodari che ho scelto di raccontare è noto come Le avventure di Cipollino, titolo assunto dal 1957 e mantenuto nelle diverse riedizioni. Il protagonista è un ragazzino-cipollotto dal ciuffo e dal carattere vitale ed esuberante, sorto dalla penna di Rodari e dalle matite di Raul Verdini nel 1950 per le pagine di «Il Pioniere», la rivista di area comunista per l'infanzia diretta dallo scrittore stesso: le tavole sarebbero presto diventate un romanzo. Nell'edizione che ho riletto in questi giorni i disegni sono di Manuela Santini (Einaudi 2009, 1980 per il testo). Non ho memorie di infanzia del libro, mentre ne ho di La torta in cielo e delle filastrocche che hanno accompagnato le mie scuole elementari (...

03.08.2020

L’ultimo Montalbano / Cronache di una fine annunciata

La storia è nota? Forse. Ma ricordiamola comunque – tenendo conto che anche la notorietà e il possibile oblio ne fanno parte. Alla fine del 2004, celebrati e ricelebrati i successi mediatici della saga del commissario Montalbano, appena compiuti gli ottant’anni Andrea Camilleri decide di scrivere un ennesimo romanzo dove la sua creatura, secondo molti critici assai invecchiata, esce definitivamente di scena. Detto fatto. Il libro, provvisoriamente intitolato Riccardino, è consegnato ai primi dell’anno successivo alla casa editrice Sellerio, dove viene secretato, con il mandato di pubblicarlo soltanto dopo la scomparsa dello stesso Camilleri. Lo scrittore, riaffermando in pieno la sua volontà autoriale, decide di far morire il suo eroe insieme con lui. Con una posa alquanto teatrale (da “...

30.07.2020

Gregorio di Tours / I miracoli di San Martino

“Oh indicibile triaca! Oh inesprimibile balsamo! Oh inestimabile antidoto! Oh purgante celeste, se così posso dire! Questa polvere vince le arguzie dei medici, supera la dolcezza degli aromi ed è più forte di qualsiasi unguento! Pulisce il ventre come l'agrimonia e i polmoni come l'issopo, purifica la testa come il piretro. E non solo rafforza le membra deboli, ma, beneficio ben più importante di qualsiasi altro, lava e deterge le macchie della coscienza”.    Chi prorompe in questa serie di esclamative? E, soprattutto, a proposito di quale polvere? Si tratta di Gregorio di Tours e la polvere di cui si magnificano le virtù curative, di gran lunga più efficaci di tutte le erbe officinali prescritte da qualsivoglia medico, è quella del sepolcro di San Martino. Abbiamo tratto questa...

30.07.2020

Mario Barenghi / Poetici primati. Saggio su letteratura e evoluzione

Letteratura e evoluzione: è lecito un accostamento tra questi due termini?  Se intendiamo l’evoluzione non in senso storico, non come il progredire nel tempo delle vicende umane, ma in senso darwiniano, ossia come la vita si evolve sulla Terra è possibile un confronto tra questo paradigma e la letteratura?  Queste domande non sono nuove, per quanto possano apparire ancora oggi paradossali a tutti coloro che si sono formati alla scuola della storiografia letteraria tradizionale, che in Italia e in molti altri paesi è quella che si basa sui principi dello storicismo. Vale a dire sull’idea che l’avvicendarsi degli eventi del mondo e insieme ad essi delle forme simboliche, tra cui quelle artistiche, segua una traiettoria riconoscibile, una direzione determinata. Il modello...

29.07.2020

Trenta poesie famigliari / Il Pascoli di Garboli

Rileggo un libro da me molto amato, appassionante e divertentissimo; e sono un po’ sulle spine. L’editrice Quodlibet, che con merito ha tra le sue vocazioni anche quella di riproporre testi importanti eppure dimenticati o introvabili sul mercato, ha da poco riproposto le Trenta poesie famigliari di Cesare Garboli (con una introduzione di Emanuele Trevi, Quodlibet, Compagnia extra, 2020, 20 €). Uscì per la prima volta nel 1985 nella collana economica dei classici Mondadori, e Garboli figurava come curatore del manipolo di poesie pascoliane. Cinque anni dopo, ricomparve nella Nuova Universale Einaudi con un sorprendente cambio d’intestazione: il curatore che assurgeva al ruolo di autore.   Quello che poteva sembrare un colpo di mano, o meglio un coup de théâtre in flagrante stile...