raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
06.01.2020

Miti d’origine / Gli spaghetti: ricostruzione storica di un simbolo

Il 26 luglio 1860, terminata l’impresa garibaldina in Sicilia, Cavour informa i suoi ambasciatori a Parigi: “Le arance sono già sulla nostra tavola e siamo decisi a mangiarle”. Il 7 settembre dello stesso anno i Mille entrano a Napoli, e Cavour manda una seconda missiva ai suoi uomini oltralpe: “I maccheroni sono cotti e noi li mangeremo”. Nell’immaginario dell’epoca le arance connotano insomma il territorio siciliano mentre i maccheroni sono lo stereotipo napoletano per eccellenza. E il Piemontese, apprestandosi a mangiarli, intende inglobare le sorti politiche del Meridione al resto della costituenda Italia.   È sempre stato così? Ovviamente no. Anche se troppo spesso si intende a pensare il contrario, dato che l’immaginario collettivo si nutre ingenuamente di simboli alimentari,...

05.01.2020

Su Sigmund Freud / Ama il prossimo tuo

“Amaci, delinquente!”          (Voi)                                                                                                                        Nel quinto paragrafo del saggio intitolato Il disagio della civiltà (Das Unbehagen in der Kultur, 1929), Sigmund Freud prende in esame una di quelle che chiama “pretensioni ideali della società incivilita”, il precetto “Ama il prossimo tuo come te stesso”, e propone di adottare verso di esso “un atteggiamento ingenuo...

03.01.2020

Addii: Carlo Quartucci / Ecco Carlo sulla soglia del teatro

Eccolo.  Siamo al Teatro Manzoni, a Milano, febbraio 1965. Alla fine di Troilo e Cressida, regia di Luigi Squarzina, appare in scena Carlo Quartucci e dice mulinando le braccia lunghe: Sono Margarelone, il figliolo bastardo di Priamo!  Quanto mi hanno parlato di lui Lisetta Carmi fotografa e Giannino Galloni studioso di teatro. Di Carlo e del suo Aspettando Godot con Leo de Berardinis, Rino Sudano, Anna D’Offizi, Maria Grazia Grassini. So che lui mi vuole incontrare, ha visto la mostra Genova-Porto, ha ascoltato La fabbrica illuminata e letto Padrone & Servo. E anch’io lo voglio conoscere, sento che c’è in lui vento e avventura. Alla fine del Troilo sono in quinta – ci abbracciamo. È mezzanotte, usciamo per Milano, Cammina cammina si va per le vie più dentro le visioni che...

03.01.2020

Lello Baldini / La camera cieca

Compatto. Almeno virtualmente la si immagini pronunciata, questa parola, con l’accento di Lello Baldini. Suppongo non solo a me, gli ultimi tempi prima di andarsene (con la discrezione che sempre lo aveva contraddistinto), diceva che gli sarebbe piaciuto pubblicare i suoi testi in forma non più scritta, bensì orale. Dev’essere stata verso la fine del 2004, l’ultima volta che ci siamo sentiti per telefono. (Mi piaceva parlare al telefono con Baldini. Non pensavo, le troppe poche volte che è successo, a quanto il motivo – con angoscia già kafkiana – fosse attestato nella sua poesia; si pensi a Mo acsé, in Ciacri, e al formidabile Pronto! Pronto! di Intercity.) «Ma sì, mi piacerebbe fare un compàtto», diceva tutto divertito. Intendeva un compact disc, cioè il supporto tecnologico sul quale...

02.01.2020

Collodi visto da Garrone / Pinocchio, l’Italia

“Che Paese meraviglioso era l’Italia”, suona l’attacco della recensione che Pasolini dedica a Un po’ di febbre di Sandro Penna e poi raccoglie nei suoi Scritti corsari. È l’Italia in cui “I paesi avevano ancora la loro forma intatta, o sui pianori verdi, o sui cucuzzoli delle antiche colline, o di qua e di là dei piccoli fiumi”. Così appare sin dalle prime scene l’Italia nel film che Garrone ha dedicato al più famoso libro della nostra letteratura, fatta salva la Divina Commedia: Pinocchio di Carlo Collodi, di sicuro il libro più letto dai bambini sino a qualche anno fa. Un’Italia ottocentesca col suo baricentro in un piccolo paese della Toscana, un luogo e un tempo che precedono l’Italia orribilmente sporca descritta dal poeta friulano nell’ultimo decennio della sua vita e che Matteo...

01.01.2020

La nazione delle piante / Angela Borghesi, La camelia

Durante le vacanze, nell’ora della siesta, Fermina Daza appare nel cortile di casa seduta sotto i mandorli, accanto alla zia, entrambe ricamano. Un giorno di gennaio, entrata la zia in casa, Fermina si ritrova fuori da sola; allora Florentino Ariza, frastornato dal sole e dal desiderio, può consegnarle il biglietto in cui le promette ciò che vi è di più raro: l’amore imperituro.  È difficile dare in pegno il tempo in una terra in cui il caldo fa marcire ogni cosa rapidamente, tuttavia è ben noto come il tenace protagonista de L’amore ai tempi del colera riesca nel suo intento.    Siamo nella seconda metà dell’Ottocento in una città immaginaria del Caribe colombiano. Florentino Ariza è un giovane richiesto, balla la musica alla moda, suona il violino, sa recitare a comando...

31.12.2019

Spazio Trentacinque, Torino / La Madonna di Alzano, di Giovanni Bellini

Quella con la Madonna di Alzano di Giovanni Bellini è la dodicesima edizione di L’Ospite illustre, la rassegna curata e promossa da Intesa Sanpaolo che propone un’opera di rilievo in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri ospitata nelle sedi espositive della Banca, le Gallerie d’Italia di Milano, Napoli e Vicenza, e il grattacielo di Torino, diventato spazio museale di Intesa Sanpaolo. Il capolavoro di Giovanni Bellini è per alcuni giorni visitabile a Torino, nello “Spazio Trentacinque” al 36° piano del grattacielo di Intesa Sanpaolo, assieme al suggestivo scenario della Serra bioclimatica. Un’occasione da non perdere per chi non conosce l’Accademia Carrara di Bergamo che l’ha prestata, che è uno dei Musei di città minori più belli d’Italia, dove...

31.12.2019

Biografia e opere / Julian Barnes, Con un occhio aperto

Diciassette saggi dedicati ad altrettanti pittori compongono la raccolta Con un occhio aperto (Keeping an Eye Open. Essays on Art, trad, it. di Daniela Fargione) dello scrittore inglese Julian Barnes e sono un perfetto specimen del personal essay di marca anglossassone: prosa brillante, argomentazioni sostenute da conoscenza di prima mano e da fonti storiche, soprattutto un punto di vista soggettivo, a tratti esistenziale. Julian Barnes, nato a Leicester nel 1946, ha avuto modo di conoscere, da vivi, esponenti del movimento modernista, quello che senz’altro ha maggiormente influito nella formazione del suo gusto e della sua prospettiva, ne è consapevole e sa storicizzare il proprio sguardo e nel farlo attraversa con mite ironia, e con contrappunto critico, alcuni miti dell’arte...

30.12.2019

Il giocatore (d'azzardo) in ascensore / Tommaso Landolfi, Del Meno

È appena uscita la ristampa Adelphi dell’ultimo libro che Landolfi pubblicò in vita, i cinquanta elzeviri di Del Meno (febbraio 1978). Questo volume, come già lo scorso anno successe per A caso, non è accompagnato da postfazioni, prefazioni, nemmeno da una nota finale. Solo il nudo testo. Viceversa i Racconti impossibili (1966), rieditati nel 2017, godevano del viatico di un gustoso saggio di Giovanni Maccari, più un’appendice, che illuminavano l’altrimenti assai oscuro testo d’esordio (La passeggiata). Certo, uno può sostenere, a ragione, che la prosa landolfiana basta a se stessa, però ci permettiamo noi qui, benché irrichiesti, di fornire qualche precisazione sulla genesi di questi brani, anche basandoci sulla puntuale cronologia che la figlia Idolina premise a suo tempo all’...

30.12.2019

Arte e desiderio a Palazzo Te / Giulio Romano e il piano sequenza

Sul coperchio della scatola Baci Perugina da 257 grammi due innamorati si baciano sotto un cielo stellato. L’influsso delle stelle sembra avere una relazione con il desiderio dei due innamorati, come suggerisce il termine latino “de-sidere” (dal quale discende il nostro “desiderare”), composto dalla preposizione “de”, che indica il moto dall’alto verso il basso, seguita da “sidere”, ablativo di “sidus – stella”.   Scatola Baci Perugina da 257 grammi. “Oh se potessi toccare la mano di Neobule!” esclama Archiloco nel frammento 118 West, citato da Plutarco di Cheronea nel contesto di una discussione sulla natura della lettera “E” contenuta nella formula di consultazione oracolare (L’E di Delfi, in Dialoghi delfici. Adelphi, Milano 1983, p. 139). Archiloco canta l’amore con immagini...

29.12.2019

Divulgare / L’infinito in uno spot

In questi giorni, all’Infinito di Giacomo Leopardi tocca in sorte una reiterata epifania nella programmazione delle reti della televisione pubblica italiana, con il pretesto di una celebrazione bicentenaria. C’è ben più del rischio che, per quanto la poesia possa essere considerata un bene immateriale e quindi, in linea di principio, inattaccabile dal degrado, essa venga egualmente sfigurata dall’usura, come altre delicate e preziose opere radicate in un passato di ormai vertiginosa diversità. È del resto cominciata già qualche anno fa un’anamorfosi del pensatore, prosatore e poeta recanatese che ha avuto, come esito, la proiettiva creazione di un’icona pop. “Giovane favoloso”, creatura “fragile”, languido rimedio e innesco dolciastro per le turbe esistenziali e sentimentali dell’...

29.12.2019

Cotti e crudi / Cavoli, è l’anno nuovo!

Succulenti con salsicce, cotiche e costolette, i cavoli ben si sposano anche con eriche, ciclamini e viole del pensiero. No, non vi sto proponendo per il cenone di Capodanno  una rivisitazione con fiori eduli della cassoeula milanese. Ma è innegabile la fortuna del momento di questo ortaggio (Brassica oleracea), povero quanto gustoso, versatile quanto vituperato, che dal piatto s’è allargato al centrotavola, dopo aver conquistato giardini e aiuole cittadine. Cavoli ornamentali, dunque o, come dicono fiorai e giardinieri, brassiche, dal nome del genere.    Vuoi mettere come è più fine, nonché specialistico, dire brassica invece che cavolo! Visto poi che il termine non gode di buon uso: sia come eufemismo di un più triviale e assonante intercalare («son cavoli amari», «cavoli...

29.12.2019

Da Karl Kraus a Ece Temelkuran / Riprendersi il linguaggio

In alcuni saggi di Furio Jesi dedicati alla costellazione di scrittori mitteleuropei di lingua tedesca del primo Novecento, accanto a Elias Canetti viene citato ripetutamente Karl Kraus (entrambi sono stati da Jesi tradotti in italiano): nel laboratorio jesiano la sua figura è avvicinata a quella di Rainer M. Rilke – oggetto di amore e di decostruzione – per via di una simile abilità linguistica di «dismisura di scrittura, ambiguità semantiche e audacie di metaforesi» ma portata avanti con «lucidità ironica»; lo scrittore austriaco, a differenza del poeta anacoreta dalla sensibilità e dalla ricettività divina, mostra una «voce umana, scrive, legge in pubblico, parla» con la sua «satira istrionica e affilata come una lama» e dà vita a una scrittura eminentemente politica. Canetti, la cui...

27.12.2019

Individui e macchine / L’automazione della società e i suoi limiti

Ultimamente sono usciti diversi libri che hanno come fuoco i processi di automazione messi in moto dalle tecnologie digitali: automazione del gusto (gli algoritmi di Spotify che ci dicono cosa ascoltare e formano il nostro gusto musicale), automazione del lavoro (non solo la sostituzione dell’uomo con le macchine, ma anche la direzione del lavoro umano attraverso le macchine, come succede ai lavoratori di Amazon o a quelli della gig economy, il cui boss è incarnato negli algoritmi delle app che utilizzano per trovare clienti), automazione del consumo (siamo sempre più indirizzati da algoritmi di raccomandazione verso l’acquisto di una merce), automazione della cultura e della società più in generale. Solo quest’anno, in italiano, sono usciti due libri molto importanti: La società...

26.12.2019

Ascolto

A quanto pare abbiamo una tendenza innata ad associare l’ascolto con lo spionaggio, i sotterfugi, le relazioni illecite. Chi non ha mai sognato di farsi mosca – o meglio cimice – nella stanza dei bottoni per carpire segreti senza esser visto?   Il Re di La città di smeraldo di Oz ordina al suo suddito Origlione di intercettare i dialoghi degli stranieri che si stanno minacciosamente avvicinando. Origlione spalanca allora le sue enormi orecchie, facendole oscillare leggermente su e giù, avanti e indietro. Verrebbe da pensare a una nuova versione di elephant man, adesso non più connotato per mostruosità fisica, ma perché le orecchie così giganti ricordano le straordinarie capacità uditive degli elefanti che comunicano tra loro a decine di chilometri di distanza.   Origlione...

26.12.2019

Giorno 26 / Ascolto

A quanto pare abbiamo una tendenza innata ad associare l’ascolto con lo spionaggio, i sotterfugi, le relazioni illecite. Chi non ha mai sognato di farsi mosca – o meglio cimice – nella stanza dei bottoni per carpire segreti senza esser visto? Il Re di La città di smeraldo di Oz ordina al suo suddito Origlione di intercettare i dialoghi degli stranieri che si stanno minacciosamente avvicinando. Origlione spalanca allora le sue enormi orecchie, facendole oscillare leggermente su e giù, avanti e indietro. Verrebbe da pensare a una nuova versione di elephant man, adesso non più connotato per mostruosità fisica, ma perché le orecchie così giganti ricordano le straordinarie capacità uditive degli elefanti che comunicano tra loro a decine di chilometri di distanza.Origlione riferisce che lo...

25.12.2019

Narrare / Robert Morris: prima di morire

Robert Morris è sicuramente uno dei grandi artisti degli ultimi sessant’anni. Scomparso l’anno scorso, il 28 novembre, era talmente esasperato dalle continue domande sul minimalismo con cui era stato identificato e sul perché aveva poi deviato da quella strada che ha scritto una lettera aperta di “indisponibilità” ai critici e giornalisti. Ricordo ancora quando vidi per la prima volta a metà degli anni ottanta in una mostra a New York le sue opere con teschi e ossa in bassorilievo, tutti neri, con enormi cornici. Erano in mostra insieme a dei Richard Serra e dei Bruce Nauman, così discordanti dai lavori degli altri due. Mi fecero un grande effetto. Erano gli anni del successo dirompente della Transavanguardia e della New Image, Picture Generation, Neo-Geo, e la sua opera davvero apparve...

24.12.2019

Giorno 24 / La lingua naturale

La lingua naturale non esiste. Accade spesso, certo, che si confondano le due categorie – anche se nella stessa scelta della parola è evidente che si tratta di appigli raffazzonati; incertezze terminologiche di riuso – di Lingua e di Linguaggio. L’affermazione “non esiste” potrebbe sembrare eccessivamente perentoria, quando non si parta dalla ricreazione scritta (dall’invenzione, vìa) di grammatiche e di linguaggi letterarî che testimoniano, e ratificano, l’artificiosità d’arrivo delle lingue descritte (e quindi ricreate). In sostanza: vogliamo considerare naturale lo sforzo linguistico inerziale, almeno ai nostri occhi, di Toto nel Mago di Oz; o la percezione diffratta di Buck nel Richiamo della foresta (o il loro contraltare pluriversale dei Conigli della Collina più o meno omonima)?...

22.12.2019

Saggezza / Ancora sulla filosofia come Prozac

Alcuni anni fa ebbe un certo successo un libro di pratica filosofica, Platone è meglio del Prozac, di Lou Marinoff. L'idea era che la saggezza degli antichi filosofi può aiutare nella soluzione dei problemi della vita moderna: una bella terapia a base di Platone, e via. Ci riprova Michel Onfray, questa volta, con il suo Saggezza. Saper vivere ai piedi di un vulcano (Ponte alle Grazie 2019, traduzione di Michele Zaffarano di Sagesse. Savoir vivre au pied d'un volcan, Paris, Flammarion, 2019).    Un cinico dichiarato   Gli anni '80 e '90 del Novecento furono un momento di rilancio del cinismo, antico e moderno. Esso servì per lanciare nel panorama scientifico e nella sua eco mediatica due filosofi, che da allora non ne sono più usciti: uno è Peter Sloterdijk, con la sua...

21.12.2019

Consumato e finito / Dialetto ed economia circolare

Nel dialetto del mio paese non c’è parola per esprimere il concetto di consumato. O almeno c’è – la t che diventa d e la o finale che diventa e in consumade – ma è scarsamente utilizzata e forse è di introduzione recente, in epoca contemporanea.  Del resto, il consumo come la società dei consumi sono un humus nuovo in cui solo alcune generazioni sono nate e cresciute. Gli echi nel linguaggio non possono essere che recenti.    Prima, era stata un’economia povera ma sempre autosostenibile, all’interno di cicli naturali, dei quali oggi stiamo riscoprendo le necessarie positività. La riscopriamo nell’urgenza di darci nuovi modelli rispetto a una società dei consumi appunto ormai non più sostenibile. Qualcosa da reimparare con urgenza all’interno di uno sviluppo economico che in...

20.12.2019

Incorruttibile / Plastica: un nuovo materiale

Il nome di John Wesley Hyatt non dice molto alla maggior parte delle persone, eppure senza questo americano, che lavorava in una baracca insieme al fratello, non avremmo le plastiche sintetiche.  Il termine “plastica” (“che ha molti parti”), coniato da un chimico svedese dell’inizio dell’Ottocento, Jöns Jacob Berzelius, indica una gamma molto vasta di materiali organici, ovvero formati da un gruppo di composti fondati sul carbonio, solidi e plasmabili. Come racconta un ingegnere dei materiali dall’indubbio talento narrativo, Mark Miodownik, in un libro godibile, La sostanza delle cose (tr.it. di A. Asioli, Bollati Boringhieri, pp. 249, € 20), tutto comincia con un annuncio pubblicitario sul “New York Times”: diecimila dollari a chi inventa un nuovo materiale per le palle di bigliardo...

18.12.2019

Mondi possibli / Ted Chiang, Respiro

Alcuni pensano che, come il noir lo sarebbe del romanzo politico e sociale, la fantascienza è uno degli ultimi rifugi della metafisica. O quantomeno della speculazione. “Il miglior terreno di coltura per le riflessioni eterodosse”, secondo le parole di Franco La Polla ovvero, per usarne altre di Valerio Evangelisti, letteratura che spesso si traduce in "metafora politica unita a metafora di una condizione esistenziale". Non a caso per essa, e altri generi affini (fantasy, horror, ecc.), è stata coniata la categoria di “speculative fiction”, che personalmente mi piace molto, quantomeno come definizione. Meno invece come categoria “ombrello” che racchiude praticamente tutto quanto non appartenga alla fantomatica narrativa realista o quasi, forse anche la mia carta d’identità.  Uno dei...

17.12.2019

Ogni cosa al suo posto / Oliver Sacks e le cellule dell’Aston Martin

Ho ascoltato di recente una conferenza tenuta una decina di anni fa da Oliver Sacks, intitolata Che cosa rivelano le allucinazioni alla mente. Sacks mette in guardia gli psichiatri e gli psicologi dal considerare tutti i tipi di allucinazione come fenomeni psicotici, l’idea che propone è che il cervello possa vedere anche senza il supporto degli occhi e dei recettori oculari; al di là dei fenomeni psicotici e per ragioni assai diverse. In quella conferenza, Sacks sostiene che, poiché una diagnosi psichiatrica è ancora un’etichetta spaventosa, sarebbe bene rassicurare la maggior parte delle persone che hanno allucinazioni che non sono affatto folli. Molti infatti tengono segrete queste esperienze visive per il timore di essere psichiatrizzati. In quella conferenza Sacks cita affascinanti...

17.12.2019

Osservazioni marginali di un lettore di provincia / La società signorile di massa

La società signorile di massa è un saggio appena uscito di Luca Ricolfi che sta riscuotendo un notevole e, se mi posso permettere, meritato successo. Cercherò di riassumerlo e di esprimere alcune considerazioni che mi sono venute in mente leggendolo. Non ho particolari titoli per farlo, non essendo un esperto in materia, né un sociologo né un economista né uno che si occupi abitualmente di questi o analoghi temi. Sono solo un lettore.    Se un marziano assumesse informazioni sull’Italia, scrive Ricolfi, troverebbe che queste sono generalmente di segno negativo. Un paese povero, pieno di vecchi che campano a stento con una misera pensione, di giovani esclusi dal mercato del lavoro, di immigrati che faticano per paghe da fame, di milioni di persone prive dei più elementari diritti...