AUTORI
Nello Barile
19.05.2016

Trattato di antropologia scritto per immagini / Antonio Zambardino nelle terre estreme

L’immagine del fotografo raccontata dall’industria culturale è spesso quella d’un emissario della società dello spettacolo per cui tutto ciò che esiste va reso visibile e messo a disposizione di un pubblico possibilmente vasto. Più che servomeccanismo della macchina, il fotografo è servomeccanismo di un sistema spettacolare che trasforma il visibile in spettacolo, performance, ma che modifica la sua stessa immagine per renderla funzionale al sistema che lo governa. Sia che si tratti della variante “fashion” che di quella più artistica o d’inchiesta, nessuno sfugge alla drammatica legge del disvelamento spettacolare. A un estremo c’è la metafora di Thomas, protagonista nervoso, scontroso e compulsato di Blow-up (Antonioni, 1966), che incarna lo spirito modernista della Swinging London e di...

11.04.2016

La risposta di Renzi all'incidente lucano / Buongiorno sono Matteo

L'intervento di Cuperlo alla direzione del PD, in risposta all'incidente lucano del ministro Guidi, ha avuto un forte impatto su stampa e addetti ai lavori. Pur con la sua rinomata cortesia personale e istituzionale, questa volta le parole dell’esponente della minoranza del partito sono parse molto più dure del solito. Cuperlo ha posto la questione un po’ alla Mario Brega di “Sta mano po esse fero o po esse piuma". Il “fero” come pars destruens è la stoccata al premier accusato di non avere la “statura del leader ma solo l’arroganza del capo”. La piuma invece è la pars construens, ovvero la proposta di un “tagliando al governo come quello delle automobili”, al fine di allentare la stretta personalistica e toscanocentrica del Giglio magico. In altre parole l’intervento di Cuperlo è stato...

28.03.2016

L'ultimo libro di Vanni Codeluppi / La moda e le altre forme espressive

La relazione tra moda e altre forme espressive è controversa, fatta di repentini inseguimenti e di ribaltamenti di prospettiva. La moda come sistema nasce da un senso di sudditanza nei confronti del sistema dell’arte. Siamo nella seconda metà dell’ottocento, quando in un sol colpo C. F. Worth inventa la Haute Couture francese, trasformando lo stilista in una sorta di genio creativo, svincolato dalle convenzioni sociali, sulla falsariga dell'artista romantico. Il ribaltamento di committenza tra sarto e cliente (Gilles Lipovetsky, L’impero dell’effimero, Milano, Garzanti, 1989) rende possibile la nascita dello stilista che a sua volta può legittimare il suo potere grazie ai dispositivi di comunicazione della sfilata (ib.) e delle riviste. L'ultimo libro di Vanni Codeluppi ci propone un...

09.03.2016

La spia nel corpo di qualcun altro

Lo stile di spionaggio della CIA è ormai un’attività umana totalizzante. Comunque vogliate chiamarla – misurazione dell’audience, indagini di mercato e così via – tutti gli uomini sono arruolati come cacciatori in questa forma di spionaggio. (MARSHALL MCLUHAN, 1971)   Con l’uscita del primo romanzo di Fleming, Casino Royale (1953), seguito a distanza di qualche anno anche dalla sua prima riduzione cinematografica, la nuova immagine della spia è molto più definita, riconoscibile e dispone di una forte identità visiva rispetto al passato. È altamente connotata socialmente e culturalmente: incarna infatti la quintessenza dell’astuzia, del talento e dello stile britannico, esibito da un supereroe di origine scozzese, ma che ha sposato in pieno l’allora nascente modernità londinese. In...

17.02.2016

Zoolander II: autofagia della moda

La mia tesi prima di aver visto il sequel di Zoolander era che l’intera operazione non avesse alcun senso, non di certo per l’assoluta unicità e irripetibilità del successo del primo, ma solo perché il vero sequel del film c’è già stato, anch’esso diretto e interpretato da Ben Stiller. Mi riferisco ovviamente a I sogni segreti di Walter Mitty (2013) che, seppur narrando una storia affatto lontana dal tema e dalle ambientazioni della celebre parodia sulla moda, riprende alcuni elementi essenziali di Zoolander e li sviluppa in un’epoca in cui la moda, intesa come eccessi di paillettes e lustrini, pareva cedere il posto a un concetto più sfumato di classe creativa. La ricerca autentica dei valori essenziali come la...

17.07.2015

L'altro Matteo

Matteo Salvini #ilMilitante (goWare 2015), di Alessandro Franzi e Alessandro Madron ricostruisce meticolosamente la cronistoria dell’altro Matteo, dagli anni della militanza all’epoca della svolta “patriottica” e dell’occupazione incontrastata dell’area di centrodestra. Il risultato di tale analisi è “un umile lavoro di cronisti di strada, non di politologi” (p. 12) che non intende meramente elencare le provocazioni continue del leader, semmai spiegare il modo in cui “Salvini è diventato Salvini” (ib.). La storia narrata dagli autori interseca continuamente il piano biografico con la parabola evolutiva della Lega e con le macro-vicende che hanno mutato il panorama politico nazionale. Il ritratto che ne viene fuori...