AUTORI
Marco Dotti
15.04.2015

Pietro Barbetta. La follia rivisitata

Se l'umanità potesse fare un sogno comune, che cosa sognerebbe? Sognerebbe Moosbrugger, i suoi occhi dolci, la sua mitezza, la simpatia che ne celano il crimine. Queste, le conclusioni cui giunge Ulrich, l'uomo senza qualità descritto da Musil, in un mondo che di qualità – rispetto al residuo mitteleuropeo anni Trenta – ne ha ancor meno. Anche nei suoi sogni. Il sapere di Ulrich – ogni lettore lo sa – non ha valore, si disperde nella mediocritas e nell'indifferenza, mentre in Moosbrugger è il volere a non avere qualità. La volontà di quest'ultimo è ferma, ma indifferente alla tonalità morale dei suoi effetti. Per questo, più che occhi sbarrati – come quelli dei pesci, di cui parler...