AUTORI
Francesco Demichelis
05.04.2019

5 aprile 1994 / Kurt Cobain. Un colpo di pistola

C'è un aspetto divertente, che trascende l'imbarazzo del momento, nell'avere la possibilità di scambiare due parole – perlopiù timidi ringraziamenti, la richiesta di una dedica – con una persona la cui immagine ha campeggiato sul muro accanto al proprio letto durante gli anni dell'adolescenza. Si tenga presente che l'età in questione è quella della definizione della propria identità per immedesimazione, e che il momento storico era quello in cui la scelta dei propri modelli avveniva sulla base di una suggestione, di una affinità elettiva, veicolata dalla musica quale forma del linguaggio improntata sull'immediatezza più assoluta. Quanto all'immagine, Lee Ranaldo, with is mild mannered look on, ha sempre avuto l'aspetto di un tipo ordinario, persino durante quella manciata di anni, ormai...

10.12.2018

Ritorno al futuro / "L'uomo senza qualità" e la nostra confusione

In una breve nota di commento alla pubblicazione del primo volume de L'uomo senza qualità di Robert Musil del 1932 (trad. it. Einaudi, 2014), Thomas Mann si richiamava ad un principio di "ordine, senso e poesia" quale prodotto di una "necessità vitale", nel contesto di "un'epoca di desolato disordine e assenza di senso"; in quest'ottica egli scriveva: "L'uomo senza qualità è un libro attuale nel senso più profondo del termine” (Robert Musil, "L'uomo senza qualità" in Nobiltà dello spirito e altri saggi, Mondadori, 1997).   Tale anelito verso una "necessità vitale" in merito alla ricerca del senso di un'epoca tradisce lo spirito goethiano che animava il Mann degli anni '30, e basterebbe forse da solo per indurre ad adottare il monumentale romanzo-saggio di Musil quale viatico cui...

13.10.2017

1917 - 2017 / Quattro letture intorno alla Rivoluzione d'Ottobre

Se ha ancora una storia di questo genere, vorremmo ascoltarla. Mi piacciono assai storie parallele. Una accenna all'altra e ne dichiara il senso meglio di molte aride parole. (J.W. Goethe, Conversazioni di emigrati tedeschi – 1795)   All'approssimarsi della scadenza del secolo quasi trascorso dalla Rivoluzione di Ottobre, vorrei condividere alcune letture sull'argomento che mi hanno accompagnato durante i primi mesi di questo centenario del 1917, non tanto per disegnare un quadro in termini di conoscenze storiche o letterarie da me acquisite nel corso delle suddette letture, quanto per porre sui piatti di una bilancia quel po' di libbre di eroismo e di tragedia, di utopia e di farsa che mi sembrano concernere il drammatico avvenimento storico e cercare in questo modo di mantenere in...

01.11.2016

Michail Bulgakov letto solo ora / Il Maestro e Margherita

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Memore della lezione di E.T.A. Hoffmann e del Sogno di August Strindberg, Michail Bulgakov ha prodotto, con Il Maestro e Margherita, un ardito esperimento letterario di realtà aumentata destinato a influenzare in maniera sostanziale l'immaginario fantastico dell'ultimo quarto del novecento (si pensi a Neal Gaiman, tanto per fare un esempio). Va da sé che per uno scrittore russo che visse e lavorò nel pieno del fiorire del Realismo Socialista, l'adozione di simili numi tutelari significò una condanna all'invisibilità che lo condusse a uno stato di feroce prostrazione e a una fine ingloriosa. Il fantastico, nelle mani di Bulgakov, era in effetti allegoria nonché...

29.09.2016

Come sono cambiati alcuni quartieri di Londra / La barba come destino

1   "Che guardino pure.." dice Nina, con tutta la spavalderia dei suoi vent'anni, mentre cammina a passo spedito lungo le strade di Dalston in un assolato pomeriggio d'agosto. Del fatto che i pantaloni evanescenti che indossa lascino poco spazio all'immaginazione del codazzo di hipster e di sfaccendati che lambiscono i marciapiedi di Columbia Road, non sembra importarle granché.   Nina è un'artista che vive a Londra da parecchi anni; frequenta la scena dell'arte radicale, è amica e collaboratrice di uno dei musicisti più in voga nel panorama underground della città e, per quanto concerne il suo look, la si può ascrivere tranquillamente a quella categoria di ragazze nelle quali la décence des figures tempérait les provocations du costume.   Gettare un occhio al modo di...

05.06.2016

Nel ventennale del capolavoro / Infinite Jest per principianti

Metodo   – Viviamo un'epoca in cui è più semplice parlare di un romanzo senza averlo letto che riuscire a mantenere saldo un punto di vista critico sull'oggetto stesso della lettura.   – È il paradosso di un sistema mediatico complesso qual è quello in cui ci troviamo a vivere: ad un numero di informazioni in crescita esponenziale non corrisponde necessariamente un aumento delle possibilità di conoscenza. Ma è un dato storicamente verificabile: è già successo, sta succedendo, succederà ancora.   – Questo è un punto cardine su cui far ruotare le pale di un piccolo esperimento. Ignorare il flusso costante di parole e immagini ed evitare la perdita di concentrazione che ne deriva; non prendere in considerazione gli elementi biografici; sforzarsi di determinare con sicurezza il...

03.01.2016

L'autunno a Parigi

Strano constatare quanto la realtà e la sua crudezza necessitino di risuonare attraverso la memoria per trovare le parole. Cerco di mettere ordine tra i pensieri di questa stagione costellata di cadaveri mentre ascolto in maniera compulsiva “Sign O' the Times”, una canzone di trent'anni fa che parla di AIDS e di ragazzini fatti di crack, di fucili mitragliatori e di bombe atomiche, di destino, di ingiustizia e di speranza. Questione di pochi giorni, poi come al solito va a finire con i Sangue Misto a ripetizione, come se la chiave per uscire da questo labirinto di morte e di follia stesse nascosta in qualche piega degli anni ‘90, in quei concerti improvvisati negli spazi dismessi delle borgate, nei miei viaggi in motorino verso le periferie di Roma alla...

22.11.2015

Ti scrivo. Cani randagi

Caro Pasolini, com'era in uso presso quelle culture arcaiche alle quali lei si dichiarava tanto affezionato, allo scadere della quarta decade dalla sua scomparsa mi rivolgo alla sua ombra, cieca e immemore, che si trascina vagabonda per l'oscura desolazione dell'Ade.Chi la reclama è un figlio della mutazione antropologica di cui lei andava denunciando le storture e le abiezioni, un esponente di quella generazione che è cresciuta, un po' per scelta e un po' per circostanza, senza padri, o quanto meno senza padri nobili.In questo senso, a lei che è sempre rimasto figlio, voglio rivolgere la mia attenzione.Non fosse stato per l'ondata celebrativa che ha interessato la sua figura nel corso dell'anno che si va chiudendo, non mi sarei mai permesso di venire a disturbarla nel suo oblio,...

09.10.2015

Piccola nota su Claudio Caligari seguita alla visione di Non essere cattivo

Francesco Demichelis, Isola Sacra, Fiumicino, 2006   Una brezza marina scivola lieve verso il quartiere Prati: ha un che di dolce e di salmastro, e si muove con l'allegria e la leggerezza delle promesse mantenute. Dalle baracche dell'Isola Sacra e dalle macerie dell'Idroscalo, risale il gioco misterioso delle anse del Tevere fino al viadotto della Magliana, dove si intrufola in città. Scavalcato il ponte del Gasometro, lambisce l'Isola Tiberina e pare dissolversi, per qualche istante, tra il colonnato di Piazza San Pietro, per riprendere corpo proprio sotto ai nostri nasi, messi in fila davanti al cinema di Viale Giulio Cesare. Io la sento quando arriva e subito la riconosco, ma non mi volto a cercarne l'origine con lo sguardo: mi capitasse di vedere...

11.04.2015

Pietre parlanti

Alcuni mesi fa un amico mi telefona per assistere in anteprima alla proiezione di un film. Ci troviamo sotto una pioggerella leggera e minacciosa in una piazza del centro di Roma, dalla quale ci avviamo spediti verso Palazzo Altemps, sede designata dell'evento. Arrivati in leggero anticipo, mentre alle nostre spalle un violento acquazzone prende a scrosciare, decidiamo di entrare e ci accomodiamo in una delle sale del museo, sotto lo sguardo della moglie morente del Galata suicida: l'originale di questa statua, che con fattura di estrema raffinatezza raffigura un gesto brutale – un omicidio/suicidio – apparteneva a un monumento trionfale con il quale, nel celebrare una vittoria della città di Pergamo sui Galati, si era voluto ricordare anche la virtù,...

07.11.2014

Ritorno nel Regno. Un incontro con Marco Baliani

Incontro Marco Baliani in un pomeriggio infuocato d'estate, a Roma, dalle parti di Viale Regina Margherita. Quando lo vedo gli faccio un cenno e lo chiamo, senza scendere dalla macchina; lui mi saluta con un sorriso caloroso. Salta su e mi accorgo che ha tutta l'aria di un pischello in procinto di lanciarsi in qualche nuova avventura: la voce allegra, un che di spensierato nello sguardo, mi trasmette subito una buona dose di energia e di entusiasmo. A vederlo così, non si direbbe che proprio oggi compia 64 anni. - Mi piace questa cosa di ritornare sul luogo del delitto nel giorno del mio compleanno... Il "luogo del delitto", come lo chiama lui, è Acilia, una borgata romana situata lungo la Via del Mare dove Baliani ha trascorso l'infanzia e in cui ha...