AUTORI
Agostino Riitano

Agostino Riitano, cultural project manager dal 2004 si occupa di innovazione sociale e rigenerazione urbana mediante la valorizzazione del patrimonio culturale.

Fonda nel 2003 Officine Efesti, associazione per la promozione delle arti contemporanee nell’area Euro-Mediterranea e centro di produzione creativa. Dal 2006 è stato art director di Eruzioni Festival, Barock, Festival delle Culture Giovani e Trasparenze Festival, progetti dedicati alla creolizzazione dei linguaggi espressivi e alle culture urbane contemporanee. Nel 2010 a Bassano del Grappa co-fonda il C.Re.S.Co - Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea.

A seguito di un progetto di cooperazione internazionale Italo-Serbo co-fonda a Novi Sad, con il Teatro dei Venti, il Teatar Libero contemporary performing art company.

Ha sperimentato dal 2011 al 2013 un approccio glocal allo sviluppo della smart city mediterranea collaborando con L’Altra Napoli Onlus al progetto di co-design sociale del Rione Sanità di Napoli.

Attualmente è project manager di Rural Hub, progetto di ricerca che favorisce l’affermazione di change maker rurali, contaminando le innovazioni tecnologiche e sociali al mondo delle cultura rurale. E’ general manager di Societing, centro indipendente di ricerca sulla social innovation; collabora con dipartimenti universitari e istituti di cultura italiani e stranieri.

12.11.2019

Artigiani dell’immaginario

Il tema del fallimento affiora di continuo, non solo nel mio cammino personale, ma anche nelle vicende collettive, in cui spesso si configura come una tara storicizzata, parte insondabile e tuttavia consolidata di un tessuto sociale. L’urgenza di intervenire, di rimediare è spesso la spinta motivazionale che pungola l’artigiano dell’immaginario a parlare con la collettività, ad assumersi la responsabilità di interrompere il disastro, a incarnarsi in decisioni progettuali che temporaneamente o a lungo diventano missioni.  La storia di alcuni luoghi e delle persone che hanno dovuto prendersene cura oggi mi fa riflettere sul legame tra necessità e scelta. Non saprei collocarmi tra queste due se non avessi appreso, e affinato, le qualità “artigianali” con cui ho iniziato la mia...

28.05.2014

Mediterraneo come attitudine all’innovazione sociale

Il Mediterraneus, mare in mezzo alle terre che i romani chiamavano mare nostrum, è di colore bianco sulle labbra degli arabi: al-Baḥr al-Abyaḍ al-Mutawassiṭ, Mar Bianco di Mezzo. Mare di mezzo, Hayam Hatikhon per la parola ebraica, ilel Agrakal per i berberi. Mare in mezzo alle terre, Chichūkai  per i giapponesi e deti mesdhe per gli albanesi.     "Fatta" l'Europa, si è posto il problema di mettere in cornice questo specchio che rifrange popoli, idiomi, politiche. L'appartenenza comune alle sue acque, impone che le terre da esse lambite non siano escluse dallo sviluppo ivi possibile e al tempo stesso che si stabilisca un certo ordine.   L'importanza della cooperazione, che L'Unione Europea ha espresso nella...

11.04.2014

A un anno da Faro, l'Italia è ancora nella nebbia

A partire dagli anni ‘70, cominciò a farsi strada l'idea che il patrimonio immateriale dovesse giovarsi di uno strumento internazionale di tutela analogo a quello istituito per le ricchezze materiali. La ripartizione del bene culturale in patrimonio materiale e patrimonio immateriale consegue dalla consapevolezza che la diversità culturale è necessaria all'umanità quanto la biodiversità lo è alla natura (Raccomandazione sulla salvaguardia della cultura tradizionale e del folklore, 1989). La prospettiva della “tangibilità” nella tutela dei beni culturali è stata quindi superata nel 2001 con l’approvazione della convezione UNESCO sul patrimonio culturale subacqueo, ma la sua piena affermazione avviene...