raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

AUTORI
Giuseppe Previtali
05.03.2020

La Grande guerra di Peter Jackson / Per sempre giovani: la trincea e l’archivio

La Prima guerra mondiale è stata per molti versi un vero e proprio laboratorio della modernità. Limitandoci a considerare gli aspetti che più da vicino riguardano la sfera visiva – e seguendo il percorso tracciato da Gabriele D’Autilia in un suo acuto volume (La guerra cieca. Esperienze ottiche e cultura visuale nella Grande guerra, Meltemi 2018) – è possibile verificare come questo evento abbia prima di tutto cambiato radicalmente le condizioni di immaginabilità e i metodi di visualizzazione della guerra.  È in questa occasione, in altre parole, che sembra venire a maturazione quel rapporto strettissimo fra media visivi e armi da fuoco su cui Virilio ha scritto pagine ancora oggi fondamentali. I conflitti armati, da questo punto di vista, sarebbero prima di tutto una questione...

11.01.2019

Le streghe di Guadagnino / “Suspiria”: un film parallelo

In una delle pagine iniziali del suo illuminante testo su Pinocchio, Giorgio Manganelli descrive il libro come una sorta di mappa, un territorio infinito ed infinitamente estendibile. In accordo al suo progetto di lavorare sugli indizi del testo, dice poi: “ogni parola è stata scritta in un certo punto per nascondere altre, innumerevoli parole”. Poco più avanti, se possibile, è ancora più esplicito: “Non possiamo supporre che un testo sia un tuorlo che può produrre innumerevoli autori, e che anzi io stesso sia uno degli innumerevoli autori del testo?”.  Questa lieve deviazione in uno spazio extra-cinematografico può forse essere impiegata produttivamente per cercare di venire a capo del groviglio di sollecitazioni a cui la visione del Suspiria di Luca Guadagnino sottopone lo...

05.08.2015

Le icone di Hiroshima

Sono passati settant'anni. L’atomica non finisce mai di incombere su di noi. Per questo ricordare la prima volta in cui è stata usata su obiettivi civili, a Hiroshima, e poi la seconda, a Nagasaki, non è un dovere di memoria e di pietà puro e semplice ancorché necessario: è una meditazione obbligatoria sul presente e su un sempre possibile futuro prossimo, sull’infinita capacità di male delle società e dei singoli.   Doppiozero ricorda le due tragedie con l'articolo di Yosuke Taki apparso ieri e con questo di Giuseppe Previtali.     Gli avvenimenti dell’Agosto 1945 in Giappone hanno aperto una nuova pagina nella storia dell’uomo. La caduta dei primi ordigni atomici sulle città di...