AUTORI
Simone Spoladori
07.05.2019

7 maggio 1999 – 7 maggio 2019 / Da vent’anni dentro Matrix

Sembra incredibile, ma sono venti. Il primo episodio del franchise delle sorelle Wachowski compie vent’anni e li porta splendidamente. Il 7 maggio del 1999 usciva nelle sale italiane Matrix (il 31 marzo in quelle americane) e mai anno d’uscita potrebbe apparire più adatto, proprio a chiusura del Millennio: la rivoluzione della rete era solo all’inizio, i modem viaggiavano per lo più a 56K e i social network non avevano ancora modificato la nostra quotidianità e il nostro modo di percepirla, rendendo assai più problematica la scissione tra reale e immaginario. Eppure, una delle saghe più seminali della recente storia del cinema riusciva con sorprendente lungimiranza a intercettare le inquietudini di un rivolgimento in atto e a prevederne per iperbole le conseguenze.     Buona...

04.06.2018

Ritorna al cinema il film di Stanley Kubrick / “2001”: 50 anni, 70 millimetri

Duecentoquarantuno. La sera del 2 aprile del 1968, duecentoquarantuno persone abbandonano l’Uptown Theatre di Washington prima della fine di 2001: Odissea nello spazio. È il giorno della “prima” del film, dopo quattro anni di lavorazione: un anno e mezzo di preproduzione, sei mesi di riprese e due anni di postproduzione. Il risultato è lì: un’opera di fantascienza che sfugge a qualsiasi catalogazione di genere e spiazza la platea della première; tra coloro che lasciano anzitempo la sala c’è anche Rock Hudson, il divo de Il gigante, che si abbandona a un’esclamazione colorita: «Qualcuno potrebbe dirmi di che cazzo parla questo film?».      Oggi il film di Kubrick compie mezzo secolo e – come tutti i grandi classici della narrativa – è ancora (e sempre di più) un testo “...

11.05.2018

Un Wes Anderson politico? / “L'isola dei cani”: la profondità della superficie

«Vorrei vivere in un film di Wes Anderson/ inquadrature simmetriche e poi partono i Kinks./ Vorrei l'amore dei film di Wes Anderson/ tutto tenerezza e finali agrodolci./ E i cattivi non sono cattivi davvero./ E i fratelli non sono nemici davvero».   Così cantano “I Cani” nel brano che ha come titolo proprio il nome del regista de I Tenenbaum. La band di Niccolò Contessa sottolinea a modo suo come Wes Anderson appartenga a quel ristretto novero di auteurs le cui coordinate estetiche creano un universo poetico talmente riconoscibile da diventare proverbiale: la formula “alla Wes Anderson” è infatti l’equivalente di significanti come “felliniano”, “lynchano” o “burtoniano”, che rimandano a significati afferenti a immaginari cinematografico-autoriali estremamente elaborati e codificati....

19.01.2018

Rian Johnson, “Star Wars Episodio VIII” / Gli ultimi Jedi e l’età adulta della Repubblica

Episodio VIII: Gli ultimi Jedi è il miglior film di Star Wars mai realizzato. E non lo è soltanto perché viene dopo il pessimo Episodio VII: il risveglio della forza, ma lo è soprattutto perché ha la sfrontatezza di compiere un’audace e inaspettata opera di attualizzazione. È il passaggio all’età adulta di un intero immaginario e ha coraggio di fare ciò che Kylo Ren suggerisce a Rey: «Lascia morire il passato. Uccidilo se devi. Questo è l'unico modo per diventare ciò che sei destinato a essere».  Non è un caso che il film abbia letteralmente spaccato in due la comunità dei fan del franchise ideato da George Lucas. In che cosa consiste questa operazione di “spostamento” e perché assume questo peso specifico?         La galassia e le sue certezze   Quando nel...

29.12.2017

L'erba cattiva della Ragion di Stato / Errol Morris, “Wormwood”

Non esiste “la Verità”: esistono tante verità quante sono le persone che credono di possederne una. Questo assunto pirandelliano pare essere uno dei principi che in Wormwood – miniserie in sei episodi che, dopo le presentazioni estive a Telluride e alla Mostra del Cinema di Venezia, è approdata il 15 Dicembre su Netflix – guida lo sguardo di Errol Morris, uno dei più acclamati documentaristi al mondo. Uno sguardo che rinuncia all’elemento tecnico che aveva caratterizzato nel profondo il suo stile nei film più acclamati (The Fog of War, Mr Death, Thin Blue Line, Gates of Heaven, Standard Operating Procedure), l’Interrotron. Dietro a questo nome cacofonico, coniato a quanto pare dalla moglie di Morris, si cela un ingegnoso dispositivo formato da due macchine da presa e due teleprompter...

20.10.2017

La memoria e l’apocalisse sintetica / Blade Runner 2049

In una landa desolata, quasi postapocalittica, l’agente K (diminutivo di KD6.3-7, replicante della polizia di Los Angeles interpretato da un Ryan Gosling perfetto nella sua inespressività) deve “ritirare” (eufemismo per uccidere) un modello vecchio e quindi meno disciplinato di Nexus (breve ma strepitosa apparizione di Dave Bautista), umani sintetici creati dalla Tyrrell Corporation. Nebbia, un albero scheletrico, una serra in cui vengono coltivati vermi, uniche proteine che sfuggono alla rovina del mondo: Blade Runner 2049 (da qui in avanti BR2049) inizia così, in uno scenario distopico classico ma per certi aspetti molto diverso da quelli che avevano caratterizzato il primo film (Blade Runner, Ridley Scott, 1982, da qui in avanti BR) e che hanno segnato per decenni l’immaginario di...