In primo piano

Bisogna bruciare Siti?

«“Mettermelo in culo”, disse, con tranquilla innocenza, Ernesto»: così risponde un ragazzino sedicenne, nella Trieste del 1880, a un uomo adulto che gli ha fatto capire le sue intenzioni erotiche e gli ha dichiarato, in dialetto, e usando un rispettosissimo pronome di terza persona, «non sa cosa mi piacerebbe tanto farle?». La forza eversiva, scandalosa, della battuta, circondata da un’aura che si percepisce ancora oggi, composta dalla magica rarefazione del dialogo, della situazione imbarazzante, della differenza di classe (Ernesto è colto, di famiglia medio borghese, il bracciante è povero, usa quasi sempre la lingua del popolo), non sta certo nel termine usato e nell’atto che presuppone. Nell’Italia del 1975, quando esce il romanzetto di iniziazione scritto da Umberto Saba durante un...

Su “Girls” e “American Bitch” / Scrittori misogini e groupie femministe

I. Girls è giunta a conclusione, si direbbe in coerenza con il resto della serie, con un calare smorzato. Le vicende aperte e quelle chiuse rimangono esterne al momento finale, che strascica e chiude l’ultima giovinezza, rimasta per tutta la serie di un certo tipo, cioè comunque sempre cool, economicamente instabile (ma a quanto ne sappiamo incredibilmente equilibrista) e spregiudicata nelle azioni, ma sempre pronta a deliberare sulle norme di condotta. Come Hannah, la protagonista, ci ricorda in una delle prime puntate dell’ultima stagione, abbiamo a che fare con un prodotto seriale che opina su qualsiasi argomento. I personaggi esprimono pareri a piede libero – e questo non è male, significa visibilità e articolazione di questioni che non potrebbero altrimenti venire a...

Dove tira l'Ostro

Sandro Campani, classe 1974, approda, dopo qualche vicissitudine, ai Supercoralli einaudiani. Una scelta non trascurabile di questi tempi, in cui vanno le scritture spoglie, mutuate da altri mezzi di comunicazione o quelle sentimentali, declinate su qualche spunto memorialistico, tanto per non dover imbastire una storia. E arriva Campani, così incatalogabile, così anomalo ma talmente accurato nella parola da evocare scrittori morti, poeti anche, con la sua dolcissima cantilena che richiama il fraseggio e la solitudine di Francesco Biamonti o il silenzio parlante di Andrea Zanzotto, quel segreto che risiede “dietro al paesaggio” a cui bisogna dare voce.     Con Campani, infatti, ritorna rivitalizzata la letteratura di natura, quella che timidamente si è riaffacciata nel nostro...

25 aprile 2017 / Ancora e sempre Il partigiano Johnny

Quando nel discorso del 26 luglio 1943, quasi atto fondativo della Resistenza, Duccio Galimberti definiva “pena atroce” il conflitto che si sarebbe scatenato, i giovani volontari e i soldati sbandati avranno subito pensato al duro combattimento contro i nazifascisti, fatto di raid. Ovvero di rapide azioni, di danneggiamento o di sottrazione, da parte di pochi uomini che agiscono in netta inferiorità di forze nel campo nemico e che configurano un’andata e un ritorno, aggiungendo che esse sono una figura tipica della guerriglia di resistenza. Nel più importante romanzo resistenziale, oggi ancor più completo e splendido nella versione critica offerta da Gabriele Pedullà con il titolo Il libro di Johnny, la parola ricorre due volte come del resto il fatto; ben più frequente un'altra forma...

Un verso, la poesia su doppiozero / La carne è triste, ahimè, e ho letto tutti i libri

È un verso di Mallarmé, che nella sua lingua suona: La chair est triste, hélas! Et j’ai lu tous les livres. Apre Brise marine (Brezza marina), poesia scritta dal poeta nel 1865, a ventitré anni. Un verso, dunque, della prima stagione del poeta, una stagione ancora tutta segnata dall’entusiasmo per le Fleurs du mal di Baudelaire (la cui seconda edizione era uscita nel 1861). La poesia è infatti in dialogo con alcuni famosi fiori baudelairiani come Parfum exotique, o L’Invitation au voyage , o La Musique.     Un primo verso che, accanto ad altri primi versi delle poesie più enigmatiche o complesse di Mallarmé, è diventato memorabile (almeno presso i cultori di poesia). Il primo verso e l’ultimo verso sono per un poeta soglia e congedo di un’avventura nella lingua, con la...

PAC (29 Marzo 2017 - 04 Giugno 2017) / Santiago Sierra. Il denaro e la colpa

In quest’epoca di crisi, di conflitti e di ascesa di nazionalismi, gli artisti o scelgono di disinteressarsi ai fatti del mondo ripiegandosi su loro stessi – e quindi, nei casi più felici, grandi narrazioni sull’io, sull’esistenza, sulla psicoanalisi – oppure, al contrario, operano una critica delle condizioni sociopolitiche del nostro tempo. Spesso il rischio è quello di scadere in una retorica buonista, quando non superficiale, oppure di produrre mostre densissime, complesse, cerebrali, forse più simili ad una tesi di laurea in Scienze Politiche. Pochi sono in grado di mettere a nudo i meccanismi del sistema dall’interno come Santiago Sierra (Madrid, 1966), con durezza e rigore, ma anche in maniera lineare.   Santiago Sierra, Black flag. L’artista infatti individua un...

Il ranking come misura della propria personalità / Reputazione. Non resta che esibirci

L’ultima cosa che impariamo nella vita, ha scritto una volta George Eliot, è l’effetto che facciamo agli altri. Eppure nell’età dei social network questo è diventato una delle cose più importanti. Come ci ricorda la filosofa Gloria Origgi in La reputazione (Università Bocconi Editore, pp. 209, € 18), possediamo due Io, che ci condizionano, sia per quello che siamo sia per come agiamo. Da un lato c’è la nostra “identità” composta di esperienze propriocettive, sensazioni fisiche incarnate nel corpo; dall’altro la nostra “reputazione”, il sistema potentissimo di “retroazioni del sé su se stesso che costituisce la nostra identità sociale e che integra nell’autopercezione il come ci vediamo visti”. Si tratta del nostro secondo Io, che un sociologo americano, Charles Horton Cooley, all’inizio...

Intervista a Alexandra Irimia / Il risveglio della Romania

Nonostante i riflettori della stampa internazionale si siano spostati altrove, il risveglio collettivo della coscienza civile in Romania avvenuto nei mesi passati continua a mietere i suoi frutti. Anche in questi giorni continuano le partecipatissime manifestazioni politiche contro la corruzione, completamente auto-organizzate ed autogestite dai cittadini rumeni che hanno dato prova di grande coesione, solidarietà e soprattutto efficacia nell'ideare una protesta omogenea e trasversale alle varie aree politiche e alle molteplici realtà sociali presenti nel loro paese.   Ma come si organizza un'azione di piazza efficace nel 2017? Quali sono i retroscena di una protesta pacifica che ha impedito che la corruzione fosse resa legale dalle istituzioni stesse? Come è nato e come si è...

Elio Grazioli | Paolo Gioli / Duchamp. Fontane e altro

Cosa non ha scatenato Fontana di Duchamp da cent’anni a questa parte neanche Saâdane Afif ce lo saprà mai dire in maniera esauriente. Questo artista, Afif, ha vinto nel 2009 il Premio Duchamp del Centre Pompidou con un progetto intitolato The Fountain Archive, che a gennaio il prestigioso museo parigino ha esposto nel suo stato attuale. Si tratta per l’appunto del più completo archivio sul readymade di Duchamp mai messo insieme, ovvero di come compare riprodotto nelle pubblicazioni che Afif ha rintracciato a livello internazionale.      Del resto i siti su di esso si moltiplicano tuttora, e le immagini che vi si rifanno, anche fuori dal mondo dell’arte, ragazze e ragazzi con scritto R. Mutt sul braccio o non so dove, vestiti a forma di Orinatoio… insomma è diventato uno...

È la mano che scheggia la selce a informare la mente / Le storie ci aiutano a vivere

Nella storia letteraria italiana ha avuto in passato largo corso il termine religioso «conversione», usato spesso e volentieri in senso metaforico. Da qualche decennio in qua la storia della cultura registra una diffusione straordinaria del traslato di origine automobilistica turn, «svolta». Non sarebbe male, una volta, interrogarsi sulle implicazioni, volontarie e non, di un immaginario che visualizza lo sviluppo delle ricerche in un percorso bensì tendenzialmente progressivo, ma contrassegnato da sterzate più o meno brusche, ovvero incline a una sorta di sinuosa, espansiva ramificazione (per questo aspetto, probabilmente, le scienze obbediscono alle medesime norme di altre forme della comunicazione sociale). Fatto si è che a metà del Novecento gli studi psicologici hanno...