In primo piano

Ricomincia il campionato di calcio / Cristiano Ronaldo: umano e inumano

Se penso a Cristiano Ronaldo mi vengono in mente due cose: il ghigno beffardo e gli orecchini di diamanti, grazie a lui assurti a must have per ogni calciatore, anche se nessuno ancora è sceso in campo con gioielli di simile caratura e purezza, ammirabili anche dagli spalti.  Ricordo bene quel paio di orecchini perché, quando l'ho visto giocare al San Paolo di Napoli, il loro bagliore, quasi accecante, sembrava contrastare l’illuminazione dello stadio, ricreando un effetto da scontro epico tra supereroi, al cui termine c’è il contrasto tra due fasci di luce di diversa consistenza e diverso colore, per un po' in equilibrio tra loro finché uno dei due soccombe, decretando il dominio del vincitore con la completa sovrapposizione della sua energia, visibile e palpabile.  Al suo...

Pensare il disegno

Il disegno lineare è il mezzo che permette allo sguardo di accedere al massimo della chiarezza e di portare alla massima precisione il pensiero, sostiene Matisse.  Il pensare condivide con il disegnare molti aspetti. Tanto la prima attività quanto la seconda si svolgono secondo un andamento pressoché lineare nel tempo: il loro fine è quello di incanalare e delimitare il flusso incessante di idee che non ha ancora assunto una propria forma. Nelle mente i flussi di pensiero possono dare luogo a reti di inestricabili connessioni, legami e combinazioni tra svariati dati sensoriali, tracce mnestiche, pulsioni e impulsi inconsci.  Tanto la chiarezza delle idee, e la connessa capacità di distillare in modo cristallino un pensiero, quanto la confusione mentale, determinata da una...

Non è tempo di ospitalità / Restare nel posto sbagliato

È notte inoltrata e bisogna tornare in albergo nella 96th west, in Upper west side. Siamo in Lower Manhattan e New York si è rilassata almeno un po’ a quest’ora. Non si capisce mai se questo fatto tranquillizzi o metta più ansia. Il modo migliore per andare a riposarci ci sembra la metropolitana; meglio ancora la linea veloce. La giornata è stata impegnativa e una doccia e una stanza sono una meta agognata. Il tempo di salire e prima ancora di sedersi tra qualche volto stanco il treno balza in avanti veloce, troppo veloce ci sembra. Un presagio. Quando siamo alla nostra fermata, quella più vicina alla meta, infatti, il treno non ferma e scopriamo che sarà Strivers’ Row la prima fermata. Non possiamo che restare, prima sul treno e poi per un lungo quarto d’ora sul marciapiede della...

Scrittrici italiane al cinema (a cura di Elena Porciani) / Una gentile festa per gli occhi

Una delle più recenti acquisizioni del Fondo Morante alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma consiste in un corpus di 47 recensioni cinematografiche che l’autrice scrisse fra l’inizio del 1950 e il novembre del 1951 per la rubrica radiofonica della RAI Cinema. Cronache di Elsa Morante.  Pubblicate l’anno scorso a cura di Goffredo Fofi con il titolo La vita nel suo movimento (Einaudi, 2017), le recensioni delineano la postura critica di una scrittrice-spettatrice che guarda i film – i più vari: italiani e stranieri, di autore e di genere, drammatici e comici – con una sua sensibilità visuale, ma in virtù soprattutto di una concezione estetico-letteraria del cinema, riconoscibile, per quanto riguarda il testo presentato, dell’estate 1951, nell’affermazione che in Powell e...

Adulterio e responsabilità / Coppie

Se devo pensare al matrimonio americano, mi vengono in mente i coniugi Jack e Fran protagonisti del racconto Penne, contenuto nella raccolta Cattedrale, di Raymond Carver. Il “matrimonio” è raccontato attraverso una cena che la coppia trascorre a casa di Bud, amico di Jack, e di sua moglie Olla. I dialoghi tra le due coppie sono banali; il pane fatto in casa da Fran, Bud che beve sempre latte durante i pasti. La cena, che scorre noiosamente, è costellata da dettagli grotteschi che sembrano quasi oscuri presagi di ciò che si verificherà in futuro; l’inquietante pavone che gira per la casa, il calco dei denti storti di Olla sfoggiato come un trofeo e il loro bambino. Brutto.   “Per essere brutto, quel bambino era proprio brutto. Ma, per quel che ne so, immagino che la cosa non...

Una seduta regale / La sedia Louis Ghost di Philippe Starck

Una seduta regale   Su una Louis Ghost si è addirittura seduta la regina Elisabetta II. D’altra parte un membro della casa reale di Windsor non poteva che apprezzare una sedia ispirata allo stile dei mobili intitolato ad un suo antico omologo borbonico, dal quale ha preso a prestito persino il nome. Per fortuna, Elizabeth la testa non l'ha persa, a differenza di Louis XVI; anzi The Queen quella ce l’ha ben salda sulle spalle. Seppure nella foto qui sotto riprodotta appaia priva di uno qualsiasi dei suoi famosissimi cappellini, è indubbiamente molto ben ‘coiffata’. La sedia Louis Ghost è talmente regale da essere stata utilizzata anche come seduta per gli ospiti della famiglia Grimaldi all’incoronazione di Alberto di Monaco, o almeno così narrano le cronache mondane.   A...

Paradisi artificiali / Peyote

Il 10 gennaio 1936 Antonin Artaud parte per il Messico. Segue le tracce di una tribù dedita all’uso e al culto del peyote. Nell’agosto dell’anno seguente esce anonimo sulle pagine della “Nouvelle Revue Française” il racconto Al paese dei Tarahumara: “Il soggiogamento fisico era sempre presente. Quel cataclisma che era il mio corpo… Dopo ventotto giorni d’attesa, non ero ancora rientrato in me; – bisognerebbe dire: uscito in me”. L’esperienza che Artaud compie non concerne il divino, bensì se stesso. Lo spiegherà nel 1945 all’amico Henri Parisot: “Significa che non è Gesù Cristo che sono andato a cercare dai Tarahumaras, ma me stesso, il signor Antonin Artaud, nato il 4 settembre 1896 a Marsiglia”. Il peyotl è un cactus, Lophophora willimasii (Lem.), che si trova nelle zone aride del...

Guardare con gli occhi dell’escluso / Le finestre sul cortile di Hitchcock e Chodasevič

Nati entrambi sul finire dell'Ottocento, Hitchcock e Chodasevič sembrerebbero non condividere altro che l’abbondanza di consonanti che compongono i loro cognomi. Regista inglese l’uno, poeta russo l’altro, che il lettore italiano conoscerà forse per Necropoli (Adelphi, 1985), vissero in ambienti e contesti molto diversi, e tali furono anche i loro prodotti artistici. Eppure il film La finestra sul cortile (Rear Window, 1954) e la poesia di Chodasevič Finestre sul cortile (Okna vo dvor, 1924) trattano entrambi il tema dell'osservazione che scaturisce da una condizione di esclusione e di disabilità reale o metaforica grazie alla quale si può vedere e conoscere meglio. C’è poi dell’altro in comune, come vedremo, a partire dall’esclusione vissuta da entrambi come esperienza biografica....

Scene d’estate / Valzer di mezzanotte a Monticchiello

C’è un luogo dell’anima del teatro proprio nel cuore d’Italia, tra antichi campi di grano che bordeggiano la Cassia e moderni agriturismi. Da 58 anni vi si fa un teatro veramente popolare, creato da tutto il paese, bambini, ragazzi, giovani, persone mature, anziani; un teatro che prova cocciutamente, ogni anno, a parlare di noi, come siamo oggi, ricorrendo spesso alla memoria, alla favola, alla parabola. Quel luogo si chiama Monticchiello e si trova, venendo da nord, poco dopo la città ideale di Pio II, Pienza. È un borgo medievale arroccato, abitato ormai da pochi residenti e pullulante di seconde case e alloggi per turisti. In questa “Italia in vendita” risorgono, con leggerezza, domande che tutti dovremmo porci, rinasce una voglia di fare insieme, capire insieme attraverso quel vecchio...