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Migrazioni e teatro / Un Supercontinent a Drodesera

Supercontinent è il titolo della 37a edizione di Drodesera, che si svolge negli spazi di Centrale Fies. Per provare a intercettare il senso di questa “pangea ricucita dalle nuove tecnologie così come dalle tratte migratorie, in simbiosi con un territorio che muta aspetto in continuazione, in cui tradizione e innovazione si intrecciano per dare origine a un equilibrio possibile solo grazie alle diversità” – così la descrive la presentazione della manifestazione – sarebbe stato da osservare con la giusta attenzione tutte le diverse iniziative e progetti di cui è composto il festival. Ma in qualche modo si può forse cogliere qualche tratto di questo scenario in movimento anche soltanto attraversando il programma di spettacoli che chi scrive ha potuto vedere, fra il 26 e 27 luglio. O almeno...

Forza tutti insieme incontro all’avventuraaaaa! / Tondelli: Sette parole per Altri libertini

1. Presenza    Non tutto è andato perduto, come diceva uno slogan. Non tutto è sparito o è stato fatto cadavere dai decenni successivi e dalla retorica dominante del buio con cui troppe volte si è oscurata l’epoca del Settantasette, usando l’immagine unica della lotta armata e occultando, a distanza, la molteplicità di esperienze e i colori che animarono quel periodo. Di tale policromia, di tale vitalismo a tratti anche autodistruttivo, ma non per questo monotonale, resta, per esempio, la scrittura di uno dei libri più significativi usciti da quegli anni, Altri libertini: uno tra i migliori e, forse, il più capace di formalizzare e trasmettere un sentimento di “presenza” con il proprio tempo.    Altri Libertini esce nel gennaio 1980 (pochi mesi dopo Se una notte d’...

Tutto comincia con l’acqua / Tè. Una moda solo inglese?

Tutto comincia con l’acqua. Non è sempre disponibile, e soprattutto non sempre è buona. Provoca malattie; la più diffusa è la dissenteria. Perciò a un certo punto si è cominciato a bollirla. Da qui agli infusi con erbe e foglie il passo è breve. E cosa è il tè, se non un infuso? Comincia così una vicenda che migliaia d’anni dopo avrà il suo culmine nella creazione di un impero, quello inglese, e nella contemporanea fine di un altro, quello cinese. Com’è possibile? Diecimila anni fa emergono le prime città e con loro le malattie causate dalla densità della popolazione stretta in spazi angusti: mancanza d’igiene. L’acqua non è incontaminata, anche se ha molte prerogative, tra cui il fatto che è la bevanda ideale, molto di più del latte; non tutti possiedono da adulti gli enzimi per...

Una matita per l'estate / L'anima nera della matita

  Molti millenni addietro, l’autore delle pitture rupestri di Lascaux, in grotte buie, su tralicci incerti e traballanti, alla luce di fiaccole fumose alimentate da grassi dall’odore nauseabondo, seppe disegnare, su una superficie irregolare, figure di animali di eccezionale icasticità. In quelle condizioni, questo grande artista riuscì a raffigurare forme di svariate dimensioni di bovini con una sorprendente precisione nelle proporzioni, considerato che alcune figure disegnate misurano circa sei metri di lunghezza.   Pur avendo a disposizione materiali diversi come il gesso, il marnae le diverse tonalità di crete e ocra rosse, i pittori paleolitici, in generale, tranne alcuni sporadici casi, impiegavano prevalentemente il nero del carbone (testimonianza esemplare a riguardo è...

Ritorno nell’Impero dei segni / Giappone: riti contro la fine della storia

La prima volta che mi capitò di leggere le riflessioni di un filosofo occidentale sul Giappone fu per me un’autentica folgorazione intellettuale. Si trattava di Alexandre Kojève, quello che più tardi verrà definito da Antonio Gnoli il “maestro occulto del ‘900”: nato in Russia ma naturalizzato francese, nipote di Kandinskij, laureato in lingue esotiche come il cinese, il tibetano, il sanscrito, esperto di Hegel e Kant, oltre che di fisica, combattente per la Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, probabile agente del KGB.   Kojève aveva raccolto attorno a sé, alla metà degli anni ’30 uno sparuto manipolo di studenti, che a Parigi ascoltavano con cadenza regolare le sue lezioni: Jacques Lacan, Georges Bataille, Raymond Queneau (per fare solo tre nomi) erano tra gli uditori...

Internet delle cose / Connessione. Anche le macchine si parlano

La grande promessa che Internet sta facendo alle persone sin dalla sua comparsa sulla scena sociale è quella della connessione. Della possibilità cioè di collegarsi ovunque e con chiunque. Pertanto, il successo della Rete è fondamentalmente basato sulla capacità di soddisfare una delle più importanti necessità degli esseri umani: quella di costruire e coltivare le relazioni con gli altri. Di conseguenza, oggi viviamo in un mondo in cui siamo tutti fortemente connessi gli uni con gli altri. E il nostro livello di connessione reciproca sembra crescere costantemente.    Ma tutto ciò crescerà ulteriormente con la connessione, oltre che con gli esseri umani, anche con gli oggetti materiali. Come mostra chiaramente il giornalista statunitense Samuel Greengard nel libro Internet delle...

Conversazione con Bartolomeo Pietromarchi / Il nuovo MAXXI

Bartolomeo Pietromarchi da circa un anno è direttore del MAXXI Arte – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo – della sua città natale: Roma. Il percorso che l’ha portato fin qui è ricchissimo di incarichi prestigiosi portati a termine con assoluta professionalità, grande lungimiranza e accentuata attenzione nei confronti del pubblico. Pietromarchi si laurea con lode in Lettere e Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. Dal 1997 al 2003 è curatore del programma di arte contemporanea della Fondazione Adriano Olivetti di cui dal 2003 al 2007 diventa direttore, realizzando progetti di respiro internazionale quali il pluriennale Trans:it. Moving Culture Through Europe, che dal 2003 al 2006 ha coinvolto la Fondazione Olivetti, l’European Cultural Foundation, la Fondation de France...

I nomi, le abitudini, il senso dei pasti / A che ora si mangia?

A che ora si mangia?, si chiede Alessandro Barbero. La risposta sembrerebbe semplice. Oggi, almeno da noi, in Italia, intorno ai tre pasti principali – colazione, pranzo, cena – convivono una serie di variazioni individuali declinate secondo il gusto, le abitudini, il lavoro praticato, la composizione del proprio nucleo familiare, l'igiene dietetica ed altro. Tutti elementi che nell'insieme fanno dei nostri pasti un caleidoscopio tripartito, con tutte le ampie variazioni che la società dei consumi concede. Ben diverso è il quadro cui Barbero ci introduce tra il Settecento e l'Ottocento muovendosi soprattutto tra Francia, Inghilterra, Italia e in una diversificata varietà di fonti: narrative, epistolari, resoconti di viaggio, testimonianze. La lettura dell’agile saggio di Barbero, che ha...

Lingua madre / Agi Mishol. In volo

«La scrittura è la più tortuosa delle vie / per ricevere amore», è farsi spazio tra le rovine del passato, farsi strada, vicolo, sentiero, «è chinarsi sulle parole / finché non si trasformano in porta / e allora farvi irruzione».   Agi Mishol è una delle più note poetesse israeliane, autrice di sedici raccolte tradotte in molte lingue e vincitrice di diversi premi, tra cui, nel 2014, l'italianissimo Lerici Pea alla Carriera. Nello stesso anno le è stato assegnato un dottorato onorario (Dottore Philosophiae Honoris Causa) dall’università di Tel Aviv “in riconoscimento della sua posizione come uno dei più importanti e amati poeti di Israele [e] del suo immenso contributo all’arricchimento della cultura israeliana“. Dal 2011 insegna presso la Scuola di Poesia Helicon a Tel Aviv, dove...