AUTORI
Anna de Manincor
21.03.2012

Montevaccino / Paesi e città

Sono salita a Montevaccino dopo molti anni per delle mie ragioni segrete, diciamo per sciogliere un incantesimo. Il paese è a mezzacosta sul Calisio, il monte detto anche Argentario. Rispetto alle montagne “serie” questo è un monticello di poco conto, ma è un luogo misterioso e inospitale, coperto da boschi irregolari, bucato da forre, grotte, miniere d’argento abbandonate da centinaia di anni e piccole cave. Io sono nata lì, concepita su un plaid verde rosso e nero in una qualche radura in mezzo al bosco.   Montevaccino sta alle spalle di Trento, in cima a una strada che non porta da nessun’altra parte. Se hai meno di 14 anni ci arrivi solo con il bus numero 10, quello dei “selvaggi” che andavano a scuola alle Missioni Africane (ora sede del quotidiano L’Adige), che ancora oggi...

06.03.2012

La mostra al Mambo di Bologna / Marcel Broodthaers

Museum: enfants non admis. Toute la journée, jusqu’à la fin des temps. Une forme, une surface, un volume, serviles. Un angle ouvert. Des arêtes dures, un directeur, une servante et un caissier.   Marcel ha un cognome difficilissimo, per pronunciarlo penso a pane & lacrime: Brot, pane in tedesco e tears, e pronuncio le vocali invertite, un po’ all’italiana. L’unica opera di M.B. che avevo visto prima di prendere a frequentare il Belgio è quella strana ambientazione con l’ombrellone impunemente aperto esposto a Palazzo Grassi, The XIX Century Room, il décor fatto di fucili e sedie da giardino a righe blu. Quella del MAMbo è la prima grande retrospettiva in Italia. La prima sala dà la misura, Broodthaers è un gigante. Il lavoro di dodici anni è un unico grande lavoro: un museo. 30...

07.10.2011

La verticale sulla linea dell'orizzonte

Agosto, esterno notte. Cammino nella città dove tutti non possono fare altro che camminare: Venezia. Tanto si cammina che nemmeno ci si ferma per salutare un amico, ci si saluta dal fondo di una calle e si continua a parlare  fin quando si è a portata di voce, sempre senza fermarsi né voltarsi. In questa città ci solo sono rumori di cose e di persone, i miei zoccoli risuonano nel buio delle case, sogni d’oro a passo d’uomo. Non sono una camminatrice di professione, cammino come fanno tutti, senza pensarci. Sembra però che pensare e camminare abbiano una loro consonanza speciale. Rebecca Solnit, l’autrice di Storia del camminare, sospetta che “la mente, come i piedi, possa lavorare alla velocità di circa tre miglia...