AUTORI
Fabrizio Migliorati
09.01.2014

Il mondo-immagine e l’insieme vuoto

In L’insieme vuoto. Per una pragmatica dell’immagine (Johan & Levi, 2013) il filosofo Federico Ferrari propone una riflessione su di una possibile nuova modalità del guardare, che parta dalla singolarità e dal suo spazio vuoto. Il testo si prospetta come una raccolta di frammenti programmatici, non omogenei, provenienti da molte storie e da visioni che si sfiorano là dove le due superfici convesse chiamate a partecipare dell’azione, l’occhio e il mondo, accennano un contatto: l’immagine. Imprevedibile momento che ci coglie impreparati e che illumina, fa vedere, come avviene con la parola poetica. Come un’immagine. Un’immagine vissuta, quindi, come sintomo, come «segno inatteso, non familiare, spesso intenso e...

21.08.2013

Vedere, una patologica necessità

Il mondo esteriore è un flusso continuo di immagini e di parole e la loro fisiologica ricezione rappresenta una continuità, assunta come tale e, proprio per questo motivo, leggera, quasi impalpabile. Allo stesso tempo, il mondo ottico esteriore sembra avere un peso infinitesimale e questo è dovuto alla trasparenza della vista, meccanismo incastonato nella perfetta macchina del corpo umano. Ma le immagini esteriori non sono eternamente condannate alla leggerezza, poiché subiscono effrazioni, graffiature, bruciature, terremoti e mancanze che si limitano, però, alla semplice sfera soggettiva. Lo stesso può essere detto per il linguaggio. Le incrinature sono quasi consustanziali all’essere-nel-mondo dell’individuo, sono già, in...

20.11.2012

Le immagini, luoghi antropologici

Un uomo nascosto e protetto da una veste. Un cingolo di lana bianca che gli chiude la vita. Le mani nascoste alla vista e al mondo. Solamente il viso emerge da questa tanto leggera quanto insondabile armatura religiosa. Si tratta di un volto mai visto, mai incontrato, universale. Nel profondo dello sconosciuto, balugina un frammento di immediata e condivisa conoscibilità. San Francesco dipinto da Francisco de Zurbarán. Il corpo del santo, dipinto come vivente, si staglia su di un fondo scuro e anonimo, mentre gli occhi si levano al cielo e, contemporaneamente, si eclissano dietro le palpebre. Un paradosso visivo si infiltra negli occhi del santo. La visione necessita della cecità per vedere.   Francisco de Zurbarán, San Francesco d’Assisi, 1659...

24.02.2012

Vertigine, riti e rituali a Parigi

Fino al 25 marzo, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi presenta un blocco di cinque mostre, distribuite nelle sale dell’edificio posto in Rue de Fourcy, nel quarto arrondissement della città.   Nella Vitrine, locale tanto esposto ai passanti, quanto intimo all’interno, è possibile incontrare Les quatre saisons, piccola esposizione di cinque lavori del 2010 che colgono istanti ed incroci di Parigi sostenendosi sul fattore T. Nonostante la semplicità dei luoghi, Götz Göppert sveste i cliché del fare fotografico, riallacciandosi fenomenologicamente alla visione percepita dall’occhio umano. Immagini concepite da un occhio solo (si tratta pur sempre di fotografie “classiche”) che donano, per...