AUTORI
Federico Iarlori

Federico Iarlori è nato ad Ortona, in Abruzzo, nel 1983. Molto poco credente, ha tuttavia studiato all'Università Cattolica di Milano. Dopo la laurea si è definitivamente convertito al giacobinismo trasferendosi a Parigi, la città dei suoi sogni, dove vive e cerca di lavorare da quasi quattro anni. Nell'attesa che la ghigliottina decapiti le sue incerte velleità letterarie, si occupa dei libri degli altri. Francesi, in particolare. Anche se la nascita di un figlio franco-italo-tedesco lo ha avvicinato molto alla letteratura nordica. Ha scritto per Il Fatto Quotidiano, Linkiesta, cafébabel.com, Paris Berlin, Affari Italiani, Finzioni, Mangialibri e Femmes de chambre. Nonostante tutto, continua a preferire l'odore della carta stampata.

02.04.2018

Letto in un'altra lingua / La morte non è un’opzione

Tra Francia e Stati Uniti – lo sappiamo tutti – non corre buon sangue. “La Francia non può essere Francia senza grandeur”, diceva De Gaulle, ed è chiaro che l’universalismo americano è sempre stato scomodo ai francesi, percepito più come una minaccia al suo famoso narcisismo, che come un alleato o un modello a cui allinearsi. Ovviamente, l’antipatia è corrisposta: gli americani considerano i francesi “effemminati e pelandroni, corrotti e sprovvisti di idealismo, troppo teorici, elitisti e collettivisti”, scrive il giornalista Brian Palmer, e il cosiddetto “french bashing” dei giornali anglosassoni nei confronti delle 35 ore lavorative o le feroci critiche allo “Stato assistenziale” francese sono storia recente; ulteriori e costanti motivi di contrasto tra due visioni del mondo che – al...

02.12.2014

Mathias Énard, ricostruire il Mediterraneo

Mathias Énard è uno scrittore d'eccezione in Francia. Esempio più unico che raro nell’universo letterario d’Oltralpe, è uno dei pochi autori di successo che preferisce scrivere piuttosto che apparire; che si trova più a suo agio sulle poltroncine dei treni – preferibilmente di seconda classe e dirette verso sud-est – che su quelle dei palcoscenici televisivi o dei salotti letterari; che preferisce la vita vera alla sua sterile sublimazione narrativa; Barcellona – porto di mare dove vive dal 2000 e insegna l’arabo all’università – a Parigi, che sembra ormai un museo delle cere dell'élite editoriale francese. Proprio come per Blaise Cendrars e il collega scrittore e giornalista Olivier...

10.10.2014

Patrick Modiano, un Nobel alla memoria

Quest'anno il Premio Nobel per la Letteratura è finito nelle mani dell'outsider per eccellenza: Patrick Modiano. Tanti saluti a Philip Roth, che questo premio lo aspetta (insieme ai suoi fan) da una vita – un po' come Leonardo Di Caprio spera che arrivi il primo Oscar, – alla rediviva Joyce Carol Oates, vedova nera dalla bibliografia macabra e sterminata, e al fenomeno di culto giapponese Haruki Murakami, battuto inesorabilmente ancora una volta.   Patrick Modiano e Françoise Hardy al bois de Buologne a Parigi nel 1969   Patrick Modiano, classe 1945, è quindi il quindicesimo scrittore francese della storia ad aggiudicarsi l'agognato premio e questo Nobel l'ha vinto a modo suo, facendosi strada con la sua proverbiale...

28.04.2014

Il personaggio è tutto

David Thomas è nato a Boulogne-Billancourt (Île-de-France) nel 1966 e vive a Parigi. Ex giornalista, dal 2007 si dedica esclusivamente alla narrativa e alla scrittura per il teatro. Ha pubblicato due raccolte di micro-racconti, La patience des buffles sous la pluie (La pazienza dei bufali sotto la pioggia, Traduzione di Maurizia Balmelli, Marcos y Marcos, 2013) e J'ai n'ai pas fini de regarder le monde e il romanzo Un silence de clarière.       Ha pubblicato due raccolte di micro-racconti. Come mai ha deciso di cimentarsi in un formato così breve? Perché mi piace. E più scrivo testi brevi, più sono bravo. È un po' come nell'atletica: ci sono discipline nobili, come i 100 metri, e altre che lo...

14.04.2014

Flash fiction: un vizio francese

Beato chi ha il dono della sintesi. Soprattutto se – come accade oggi – allo spazio illimitato del web fa eco un radicale ridimensionamento del tempo che ciascuno di noi ha a disposizione. La visibilità è oramai diventato un valore indispensabile per l'esistenza stessa di un prodotto culturale e – i giornalisti lo sanno bene – internet ha imposto delle nuove e implacabili regole formali: conquistare un lettore in più, anche solo strappare un retweet o un click di un utente sul proprio contenuto, comporta come minimo reattività, brevità, senso dell'incipit e, perché no, una buona dose d'ironia. E se anche gli scrittori seguissero l'esempio? Il cronista e critico d'arte Félix Fénéon...

24.12.2013

Proust folie

Pensate ad una trasmissione televisiva. Non ad una qualunque, ma al campione dei talk show nazionali. Poi, ad un certo punto del programma, immaginate di assistere ad una lunga intervista agli autori di un libro sulla vita e l'opera di Alessandro Manzoni. Una follia, vero? Non in Francia. Qui il Dictionnaire amoureux de Marcel Proust (Dizionario amoroso di Marcel Proust), scritto a quattro mani da Jean-Paul Enthoven e da suo figlio Raphaël, si è rivelato un autentico fenomeno mediatico. I due intellettuali di famiglia, che, oltre alla passione apollinea per l'autore della Recherche, hanno condiviso quella dionisiaca per Carla Bruni, sono stati capaci non solo di aggiudicarsi il prestigioso prix Fémina 2013, ma anche di presidiare costantemente i giornali, le...