AUTORI
Luigi Zoja
16.02.2015

Scontri di civiltà

Era il crepuscolo. L’auto era grande, ma allo stadio finale. Troppo vicina al muro: come fanno gatti randagi o colombi, quando in città cercano un angolo per morire. Lungo la parte posteriore l’uomo aveva steso uno straccio e ci si coricava sopra. Ho fatto gli ultimi metri verso casa. Prima di entrare, mi sono voltato verso quei due relitti. C’era qualcosa di incomprensibile: perché non si metteva sulla schiena, perché non scivolava sotto la macchina, perché in mano non aveva una chiave inglese? Su un palmo di vento mi hanno raggiunto le aspirate forti del Corano. Allah, il soffio divino. Salito in casa, ho aperto la finestra; sono rimasto a contemplare quel fossile spirituale che respirava su un marciapiede di Milano, finché si...

12.06.2014

Handke: l'identità dello scrittore

Matite, dappertutto matite. Anche uno dei suoi libri si chiama Storia della matita, Peter Handke è uno dei maggiori scrittori nel mondo. O meglio, autore: anche di testi per il teatro (iniziò la carriera sconvolgendo gli spettatori con Insulti al pubblico) o per il cinema (insieme a uno dei più noti registi, Wim Wenders). Ma quando scrive, come da bambino, scrive a matita.   Ci mostra la sua casa. Vive solo, a mezz’ora da Parigi. Delle figlie restano gli animali di pezza e le altezze incise sul muro. Tre tavoli in casa, due in giardino: un battaglione di matite schierato sopra ognuno. Non vedo schermi, né di televisioni né di computer. Handke è intransigente, anche con se stesso. Niente fiere del libro, festival culturali. Ha accettato questa intervista attraverso un amico fotografo...

02.12.2013

Ritorno dei padri?

Doppiozero si chiede se assistiamo a un ritorno dei padri. Mi chiede un parere. Sul crinale del millennio ho pubblicato Il gesto di Ettore. Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre (Bollati Boringhieri 2000): libro che, per sincronia più fortunata che calcolata, è diventato apristrada di una serie di studi paterni. Almeno in Italia: altrove già se ne pubblicavano. Ma il testo ha avuto la seconda fortuna di diffondersi gradualmente anche in quei paesi: ogni anno compare in una nuova lingua e quella cinese si è allargata a diversi editori.   Nel nostro paese sembra ora che dai libri, dal cinema, dalla TV rigurgitino i padri. Quando la cronaca racconta di liceali romane che si prostituiscono, i giornalisti non chiedono allo...

03.10.2013

Utopie minimaliste

Pubblichiamo un estratto dal libro Utopie minimaliste di Luigi Zoja da oggi in libreria per Chiarelettere.     È ancora attuale l’utopia?   Hanno ancora senso i progetti utopici? L’Atlante delle Utopie include ottanta autori, 186 pagine, duecento carte geografiche e infinite tabelle. Il pensiero utopico ha dominato il XIX secolo è dilagato nel successivo: anche nel Duemila è sorprendentemente attivo, ma più lontano dal discorso pubblico. Quella che sembra essersi esaurita non è l’utopia in ogni senso, ma l’utopia massimalista. Gran parte delle ≪rivoluzioni≫ nazionaliste del XIX secolo avevano un limitato bagaglio di ideali utopici. Nel XX esse culminarono nei fascismi, che possono esser detti...

22.07.2013

James Hillman. Psicologia alchemica

Il grande cuoco non è necessariamente chi ti fa gustare una cosa squisita: con gli ingredienti e i fornelli di oggi questo è diventato relativamente facile. Il vero maestro è chi ti spiega cos’è la buona cucina in un libro o in una conferenza, lasciandoti ancor più convinto che se l’avessi assaggiata. Anche nella musica potrà passare alla storia soprattutto chi te l’ha fatta capire col racconto, senza farti sentire una nota. Cosa c’entra questo con Psicologia alchemica, il testo di James Hillman apparso ora da Adelphi? È quasi la stessa cosa: questo libro farà fare al lettore il più grande viaggio fra i colori della sua vita attraversando 442 pagine rigorosamente in bianco e nero, senza nessuna...

15.03.2013

Buenos Aires. Papa argentino

Da più di un’ora sul taxi, sono ormai stramazzato. Ma la mia testa appoggia contro un altoparlante della radio, che i tassisti qui tengono sempre accesa per svicolare tra picchetti e imbottigliamenti.     Così, sono il primo a sentirlo: “Habemus papam!” E grido a mia volta: “El papa es argentino!”.  Il tassista, cui è permesso di stramazzare solo a metà e che, chiacchierone come tutti, si è reso conto di avere un italiano in macchina: “Si, si”. Non ascolta e gli sembra che quel che dico sia una ribollitura dello solito “Dio è argentino”, a sua volta sottospecie delle battute sull’orgoglio locale lanciate nel resto del Sudamerica (“Come si suicida un...