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1981

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Fantasma d’amore

L’Italia è un paese di vecchi. E non da oggi. Sono anni che il paese invecchia avvitandosi in patetiche abitudini elevate a tradizioni. Già negli anni Ottanta i sintomi di quella che sarebbe diventata una nazione ad alto tasso geriatrico erano evidenti. E allora come è possibile che gli anni Ottanta vengano ricordati nella retorica nazionale come un periodo di ringiovanimento, tentata modernizzazione, e sostanziale mutazione dei vecchi stili di vita? Molto è stato illusione, un gioco di prestigio. Una tossica scorribanda punk nella nebbia, come ha mostrato Federico Fellini ne La città delle donne del 1986. Una seduzione indotta, per certi aspetti, da una classe dirigente di vecchi, o di chi era ormai sul punto di diventarlo. Una generazione che nulla aveva capito del decennio precedente, quello dei Settanta (definito non a caso «grigio» e «di piombo»), si apprestava all’orgia liberatoria che, in particolare in Italia, riguarderà esclusivamente denaro e potere.     Il cinema italiano, arte popolare per eccellenza, subisce in questo decennio un colpo fatale: nelle mani di pochi autori sempre...

MTV

A mezzanotte del 1 agosto 1981 nasce MTV. La M sta per musica, quindi la sigla si legge Music Television. Al momento della fondazione la library del canale è piuttosto sguarnita: 250 video appena, destinati ad aumentare nell’arco di poco tempo. Il primo videoclip mandato in onda è dei Buggles, ma più che di una canzone si tratta di un presagio: Video Killed the Radio Stars. Mentre in Italia la cosiddetta “musica da vedere” è relegata dentro esperimenti da seconda serata Rai (tipo Mister Fantasy di Carlo Massarini, MTV sarebbe arrivata qui solo a metà degli anni ’90), il primo canale televisivo integralmente musicale assolveva a due bisogni. Da una parte, negli Stati Uniti, l’emergente tv via cavo necessitava di contenuti specifici originali (la musica, in questo caso) per definire meglio l’offerta destinata a nuovi target di consumatori. Dall’altra si trattava di un potente veicolo commerciale per far vendere più dischi. O almeno, così la pensava Robert Warren Pittman, il giovane manager (25 anni appena all’epoca) chiamato a generare un’idea che rendesse redditizio il nascente...

Per Enrico Nosei

  26 agosto 2008 Gentile Enrico Nosei   Tutto è cominciato nel 1981 da un lavoro appassionante assieme a Luigi Ghirri e venti altri fotografi, per trovare un modo di descrivere ciò che era allora un nuovo paesaggio italiano, a quei tempi definito “post industriale”.   Lavorando con fotografi come Luigi Ghirri, Gabriele Basilico e altri, mi sono trovato su un terreno senza confini precisi; non tanto una ricerca di cose “oggettive” da fissare, bensì uno studio dei modi di percepire il mondo esterno. Verso la foce è il mio libro (un attraversamento della valle del Po), nato da questa esperienza: non più letteraria, ma consacrata all’incertezza del percepire.   E quando la RAI 3 (su suggerimento di Angelo Guglielmi) mi ha offerto di trasformare Verso la foce in un documentario, ho dovuto partire da zero, per le mie scarse cognizione tecniche etc. Nel film documentario che sono riuscito a mettere assieme (Strada provinciale delle anime, anno 1991) ho imparato molto sia da Ghirri – che era con noi – sia dai miei operatori che a loro volta hanno imparato molto da lui....