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Spazi e luoghi / Salvarsi dalla dittatura del presente

Fine della tradizione, memoria senza storia, dispotismo del presente: la memoria subisce, nella contemporaneità, una profonda mutazione segnata com’è da una percezione sempre più distorta – e distratta – del passato. Parlo di mutazione, potrei dire cesura, determinata da una serie di vistosi paradossi che sembrano condizionare i moti contraddittori della memoria contemporanea. Avvertiamo anzitutto una caduta della nostra capacità di ricordare – il tempo di ieri è già un passato remoto, il nostro stesso passato è straniero a noi stessi – ma insieme sperimentiamo una tendenza ipertrofica della memoria a celebrare se stessa (è lo storico Charles Mayer a farlo notare).   Il passato anche quello prossimo ci è già estraneo ma le sue schegge ci raggiungono, compiacenti, dal video di casa: popola gli schermi cinematografici di ibridi mutanti, prolifera attraverso una letteratura iperbolica che vive del suo solo, incredulo, racconto. È una memoria, quella che ci invade nell’epoca – a detta di molti – del poststorico, in larga parte immemore del passato ma insieme incontinente.  Spia di un tempo sofferente, la memoria contemporanea sconta i paradossi maturati nel cuore feroce...

Dal ‘Made in Germany’ al ‘Fake in Germany’?

Che cosa sta succedendo in queste ultime settimane in Germania? Dopo la crisi greca, la Germania sembrava essersi calata definitivamente nel ruolo di inflessibile e vendicativo tutore di regole e norme; poi, con l’inaspettata decisione di Merkel di aprire le frontiere ai rifugiati in arrivo attraverso l’Est Europa, aveva guadagnato un volto più amichevole, riconquistando anche all’estero l’immagine di un paese con una forte società civile, pronto ad assumersi il peso di gravi responsabilità politiche e morali. Lo scandalo della Volkswagen ne mette adesso di nuovo in crisi l’immagine, colpendo la Germania proprio là dove si vorrebbe far percepire più forte, e cioè nell’adesione incondizionata ai principi di correttezza e trasparenza. Proprio per questo le reazioni dell’opinione pubblica tedesca allo scandalo, dagli operai dell’industria automobilistica ai cittadini comuni, dai commentatori dei quotidiani ai giornalisti televisivi, sono di delusione, incredulità, indignazione e rabbia. Come ha puntualizzato un commentatore dello Spiegel  “lo scandalo della Volkswagen è...