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La Commissione Europea difende CEU University, contro Orbán / Le proteste in Ungheria

Dieci anni fa ho partecipato a una “graduation” alla Ceu University a Budapest, fondata dal miliardario americano George Soros. Victor Orbán, con una legge che esclude dall’Ungheria le istituzioni universitarie che non fanno ufficialmente parte della Ue, vuole chiuderla. La Commissione Europea ha annunciato il 26 aprile scorso di aver aperto una procedura d’infrazione contro l’Ungheria, proprio per l’adozione di questa legge, che Bruxelles ritiene rimetta in causa il principio della libertà accademica e quindi incompatibile con i valori democratici della Ue. L’Ungheria ha un mese di tempo per rispondere sul piano legale alla Commissione. La vicenda della legge ormai soprannominata “anti Soros”, che ha provocato manifestazioni di protesta con numeri importanti dentro e fuori l’Ungheria, vede Orbán premier ultra conservatore, che da quell’istituzione è stato sostenuto nel suo percorso di studi, opporsi a un’università che non è certo in linea con il suo governo nazionalista. Il testo di legge approvata dal Parlamento ungherese, il 4 aprile 2017, prevede che le università straniere (extra UE), non potranno attribuire dei diplomi con validità nazionale senza un accordo con...

Un'analisi retorico-tematica / Il discorso di insediamento di Donald Trump

Questa è una breve analisi retorico-tematica del discorso di insediamento alla presidenza degli Stati Uniti di Donald John Trump, che intenzionalmente non entra nel merito della critica politica se non quando l'autrice proprio non ce la fa a stare zitta.     Un discorso popolar-populista   Il discorso inaugurale di Trump tenuto a Washington il 20 gennaio 2017 è popolare nell'impianto, in quanto semplice, comprensibile e composto da frasi molto brevi disposte paratatticamente, con un impiego minimo di proposizioni subordinate. È comunque anche un discorso populista in quanto esalta il primato del popolo quale unico detentore e gestore della sovranità. Ma limitiamoci agli aspetti retorici e tematici. Visto e sentito pronunciare sullo schermo, il discorso del neopresidente era ricco di pathos, di impegno e di passione; apparentemente non letto, pronunciato eroicamente sotto la pioggia, è stato tenuto con vivace movimento delle mani e con voce da melodramma (forse il figlio adolescente è stato attento almeno al discorso paterno, dopo che per tutto il tempo della cerimonia non aveva fatto che sbadigliare e ciondolare e muoversi se era in piedi, o presumibilmente guardare...

Como. Il muro sul lungolago

Un giorno di settembre del 2009, Innocente Proverbio (cosa sono certi nomi e cognomi?), pensionato a passeggio col cane, si affaccia ad una delle feritoie poste sulle transenne che separano il cantiere delle paratie dal lungolago di Como. Quanto gli appare ha dell’incredibile. A poca distanza dall’acqua c’è un muro, alto circa due metri, che oscura la diga foranea e gran parte della passeggiata, il Lungolario Trento. Il lago non c’è più. Il pensionato telefona al giornale La Provincia e il “caso” esplode. Solo allora – ma come? – tutti scoprono che nel punto nevralgico del turismo lariano, là dove Como allestisce la rappresentazione di se stessa attraverso la scenografia che ha consegnato a libri, film, serial televisivi, riviste, è stata costruita una barriera di cemento armato per contenere le piene del lago che hanno inondato l’adiacente piazza Cavour 17 volte dal 1845 (non sembrerebbero molte). Finalmente consapevole, la cittadinanza si solleva compatta contro l’incomprensibile mostro. La Provincia si mette alla testa del movimento di protesta, facendo leva su un’imponente...

Como / Paesi e città

Dominique Baettig, consigliere nazionale svizzero del Cantone del Giura, non è un personaggio che passerà alla storia. Ma nel corso dell’estate 2010 ha tentato di entrarvi con una di quelle idee che, se realizzate, possono cambiare i destini dei popoli. Il baffuto deputato dell’Udc (partito del centro destra elvetico), cinquantaseienne dal ruvido tratto valligiano, ha chiesto al suo governo una modifica alla Costituzione che consentisse di annettere il Baden-Württemberg, la Savoia, la Val d’Aosta e le due province lombarde di Como e di Varese. Tre pezzetti di Germania, Francia e Italia, quelli che nella sua ottica più dovrebbero assomigliare alla Svizzera, avrebbero così potuto far parte della Confederazione. Liquidata rapidamente dal governo e dagli organi di stampa elvetici, l’ipotesi del “leghista” confederato ha solleticato però l’immaginazione dei comaschi. Un sondaggio della Provincia, il quotidiano locale di riferimento, ha stabilito che quasi l’80 per cento dei lettori sarebbe favorevole all’idea di voltare le spalle all’Italia e di convolare a nozze con Berna. Si...