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cifre

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Storia del Niente e dello Zero

La forza dello zero deve essere davvero considerevole se tre cifre zero usate nella denominazione naturale di quest'anno del Signore 2000 sono sufficienti a far accorrere a Venezia un gran numero di scienziati, studiosi e studenti di paesi diversi, per studiarvi nient'altro che la natura di questa nullità. Ma esiste forse già da tempo una certa affinità, mirabile o mirabolante, tra il nulla, il niente e lo zero da una parte, e la serenissima città di Venezia dall'altra? Venezia, sappiamo, fu sin dal Seicento la sede dell'Accademia degli Incogniti, i cui soci sono noti storicamente per il particolare interesse dimostrato verso il valore e la forza del Niente. Anzi, proprio a Venezia il tema venne trattato esplicitamente in un discorso accademico tenuto da Luigi Manzini a Ca' Contarini il giorno 8 maggio dell'anno 1634. Questo discorso ironicamente panegirico – recentemente ristampato e commentato con acutezza da Carlo Ossola nel suo libro Le antiche memorie del nulla (1997) – diede luogo a Venezia a un'accesa disputa nella quale intervennero diversi altri scienziati veneziani, parigini e torinesi, tra i quali...

Cellulare in auto: Sbengh!

Nel 2012 ci sono stati negli Stati Uniti più di 5 milioni e mezzo di incidenti stradali. Il National Safety Council ha calcolato che il 21% degli incidenti, ovvero circa un milione e duecentomila eventi, siano da attribuire a conversazioni al cellulare, in modalità vivavoce o tenuto in mano. Un ulteriore 5% (280 mila casi) è stato causato da interazioni video, come l'invio di messaggi o la consultazione di siti su smartphone. Alcuni studi recenti indicano che la proporzione di incidenti dovuti all'interazione con gli schermi sia in aumento (negli USA, 6% nel 2013), e spiegherebbe per esempio l'inversione di tendenza recente che si registra in Paesi come la Francia: da dieci anni in costante diminuzione, nell'ultimo anno le cifre della mortalità hanno registrato un'impennata (3412 morti all'anno contro il 3060 “attesi”).   Tanto le percentuali che i valori assoluti sono semplicemente enormi. Bisogna fare un piccolo esercizio di immaginazione e chiedersi come reagiremmo a numeri paragonabili riguardanti attentati terroristici o rapimenti di bambini (“Quest'anno sono stati rapiti soltanto 3000 bambini in...

La buona scuola è una sfida quotidiana

Facile dire riforma sì, riforma no. Ma le cose sono molto più complicate di così. Perché la scuola è una cosa maledettamente grande e complessa. Si impara il sapere dell'umanità in un tempo di radicale mutamento del come e del cosa si impara. Si apprende a stare insieme tra coetanei nel mezzo di una crisi educativa in un Paese dove le proiezioni di tanti adulti su pochi bambini hanno creato un'iper-protezione diffusa invece della santa promozione di chi vivrà dopo di noi che, per essere tale, deve prevedere libertà e responsabilità e dove la coesione sociale è stata tartassata dalla crisi economica e dalla pochezza delle classi dirigenti nonché da troppe idiozie irresponsabili urlate in giro da chi fa politica e da chi informa. E – attenzione – è l'unico luogo rimasto dove adulti dedicati a educare e ragazzi tra loro non consanguinei stanno insieme ogni giorno per molte ore e devono trovare il modo di far convivere, nel concreto del quotidiano e non a chiacchiere, l'eguaglianza assoluta dei diritti e l’enorme differenza tra le persone.   Di scuola ne...