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dissolutezza

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Caduto (o quasi) martedì scorso il governo, il Presidente del Consiglio si è soffermato a lungo in Parlamento a individuare i nomi di coloro che gli hanno sfilato da sotto la poltrona: i traditori. I giornali vicini a Berlusconi hanno anticipato, rilanciato e amplificato la parola, corredandola di biografie esplicative. Ma che cosa indica precisamente il termine tradimento? L’etimologia, che copriva una variegata area di significati, si è poi ristretta, nel corso della storia, ad alcune accezioni negative derivanti dall’ambito scritturale e militare.   Il verbo latino trado spaziava infatti tra vendere, raccontare, comandare ed affidare, secondo molteplici accezioni, sempre contenendo l’idea di passaggio data dal prefisso trans. Ad imporsi fu poi il significato di consegna (di una città, di armi o amici) durante un conflitto e certamente attraverso il dolo, come nell’uso del verbo in questione nei Vangeli ad indicare la consegna di Gesù da parte di Giuda (Luca, 22, 4). Ciò segnala che il tradimento si dà quando viene violato un patto di fedeltà o di lealtà, esplicito o implicito (e di...

Il tradimento e la congiura

Specie nei periodi più turbolenti della società capitolina quali il passaggio tra monarchia e repubblica, nel travaglio delle guerre civili o durante i più bui anni dell’impero, pullulano per la verità figure di traditori interne al mondo romano e tratteggiate dai propri storici. Il giudizio degli scrittori si fa allora sferzante perché costoro sono degeneri rispetto all’essenza stessa del genus nazionale o, potremmo dire, ne mettono a nudo la notevole quota di costruzione ideologica. La loro colpa più grave è di attentare all’integrità dello stato gettando i semi della discordia civile, per futili o viziosi moventi personali, siano essi l’orgoglio (Coriolano secondo Plutarco) o un’annosa dissolutezza (il Catilina di Sallustio e di Cicerone). Tacito, dalla sua particolare prospettiva di classe, colpisce soprattutto gli imperatori che vogliono conservare il comando, il loro corrotto entourage, i sottoposti avidi di riconoscimenti, sempre pronti ad oscure e sediziose trame per sbarazzarsi dei superiori e dei rivali, degli amici, e dei familiari per appropriarsi del potere con la congiura....