raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Categorie

Elenco articoli con tag:

dna

(5 risultati)

Festa a Firenze / La Rificolona. Transizioni metafisiche

Scambiare quattro chiacchiere su quale è la più bella città del mondo è un modo vano per sprecare il proprio tempo libero: ma io tanto per introdurre il mio articoletto, tratteggerò le tre città che mi piacciono di più e mi soffermerò su Firenze che, lo dico subito, è la mia preferita. Dunque: Roma, Venezia e Firenze. Roma è troppo vasta e, per essere conosciuta, richiede una vita intera. Inoltre, per mascherare la sua caratteristica di Città Eterna, da millenni si copre di sporcizia e disordine.  Venezia è la maestosa Capitale a mezz’acqua di un Pianeta Oceanico extragalattico.  Città magica è invece Firenze. Avevo stretto amicizia con un solitario studente sperduto, taciturno, e giapponese, che anche lui visitava la città toscana per la prima volta. Alla fine, quando ci salutammo alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, dopo due giornate di meraviglie gli domandai, imbaldanzito: “In conclusione allora?”, e lui dal finestrino: “È davvero fantastica, però perché l’avete fatta solo di fortilizi da guerra?”. “‘Sto giapponese – pensai lì per lì e poi anche per parecchio tempo – ‘sto giapponese è troppo assuefatto alle loro casucce di carta”.   Ma mi sbagliavo...

Carnet geoanarchico 16 / Antropocene fantasma

La spettralità ha attraversato il pensiero del Novecento ma è solo adesso che un inquinante dell’aria ha attaccato le sinapsi dell’immaginario collettivo e ha relegato i fantasmi di cui parlavano Derrida o Žižek in una wunderkammer obsoleta. Questo inquinante è il crollo percepito del futuro, un futuro troppo smaltato nel pensiero evoluzionista, troppo volontaristico nella antropopoiesi marxista, troppo vaporoso nella controcultura pop. Adesso è il futuro il vero fantasma del nostro tempo e, con una retroazione all you can eat, la spettralità è un geist che sta divorando il presente e il passato, trasformando in ectoplasmi forme di vita che ancora esistono o che per essere esistite, e non esserci più, infestano il nostro lungo sonno da svegli.   Me ne sono reso conto, con l’impatto di un pugno interiore, quando ho fatto ponte tra due intrusioni nel cuore, che mi hanno lasciato a pezzi. La seconda è un audio condiviso in rete in cui un’orca in cattività dice “hello” e “bye-bye” imitando la voce del proprio addestratore. Sentire l’animale imitare l’uomo mi ha gettato in un senso di tristezza e costernazione come se fossi in presenza di un lutto. La prima cosa a cui ho pensato è...

Digitalizzare il vivente

Guido Ucelli, fondatore a Milano del Museo nazionale della scienza e della tecnologia, era un ingegnere immerso nel proprio secolo. Conclusi gli studi politecnici, impiegatosi nel 1909 per l'impresa meccanica Riva, lottò per portare in Italia la cultura scientifico-tecnica appresa durante i viaggi europei. Ucelli conobbe e frequentò Guglielmo Marconi mentre la crisi del 1929 tracimava nel vecchio continente. Secondo quest'ultimo – che ne scrisse nel 1932 sulla neonata rivista del Consiglio nazionale delle ricerche – la crisi in corso era «una delle più grandi che la storia ricordi» le cui cause, certo complesse, «le possiamo far dipendere in massima parte dagli errori degli uomini stessi, in preda ad un pessimismo senza limiti e in gran parte ad un egoismo senza precedenti. Come può la scienza – si chiedeva – spingere l’umanità ad uscire da questa grave situazione?». Se le risorse scientifiche per assisterci nella vita quotidiana sono infinite, «forse non sarà lontano il giorno in cui l’uomo riuscirà a governare nuove forze della...

Richard Powers. Generosity

Se riuscissimo a scoprire il segreto biologico dell’ottimismo potremmo inaugurare un’altra era dell’umanità. Non solo. Se riuscissimo a mettere insieme gli elementi giusti potremmo fabbricare storie con estrema facilità. Nel suo ultimo romanzo Richard Powers maneggia geni e parole come se rispondessero a uno stesso disegno. La protagonista di Generosity (Mondadori, 365 pagg., euro 20) è una ragazza algerina di ventitré anni innamorata della vita. Thassa sprizza la positività di una mistica e il suo buonumore è magnetico a tal punto da diventare materia di studio da parte di uno scienziato genomista che vuole ridisegnare l’umanità cancellando dal mondo depressione e vecchiaia. Thassa ha perso i genitori in Algeria e adesso vive sola in un dormitorio a Chicago, dove frequenta l’Arts College. Scoprire il suo segreto è scoprire il segreto della felicità. Russell Stone, il suo professore di scrittura, la crede affetta da ipertimia, un disturbo che porta a un’esaltazione dell’umore.   Questa è in parte la trama. Ma il romanzo di Powers è una scatola narrativa...

Codice Bin Laden

Dunque hanno ucciso Bin Laden, e buttato via il corpo. Non ci sono fotografie – anzi hanno commesso il lapsus di esibirne una falsa – sostituite dalla prova del dna. Sembra l’illustrazione di un testo di Baudrillard: il “delitto perfetto”? Niente più documentazione fotografica, bisogna anzi mettere anche il cadavere al riparo da future verifiche, da future immagini. Sparito il corpo del capo. Per non esibirlo al ludibrio delle folle? Per non farlo diventare oggetto di culto? Per farlo entrare nell’immaginario, invece che nel simbolico? O viceversa? O forse perché è finalmente finito – dichiarato finito – il culto del corpo del capo? Gettato in mare aperto, perché non ci sia neppure un luogo che diventi di culto. Morte liquida: sarà Bauman a commentare questo aspetto.   Invece della fotografia è stato prelevato un campione di dna. Baudrillardianamente, cioè, si è dichiarata chiusa l’era della rappresentazione e sancita quella del codice: niente più esseri umani personali, ma solo macchine di decodifica di catene di amminoacidi. E la verifica del...

2Array ( )