raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Categorie

Elenco articoli con tag:

genitore

(3 risultati)

Papà di cartone

Federico, il più piccolo dei miei figli, ha sei anni. Come spesso mi accade, sto guardando con lui un episodio di “Peppa pig”, cartone animato realizzato in Inghilterra. È silenzioso, attentissimo. Solo ogni tanto si lascia andare ad una risata aperta e convinta. Peppa gli piace, perché è una bambina non bambina (non guarderebbe mai volentieri un cartone con protagonista una “femmina”). Peppa è, infatti, una maialina antropomorfa che va all’asilo e abita in una casetta in cima ad una collina. È ben educata, incline alla sopportazione, gentilissima con i genitori, col fratellino George e gli amici. Si concede un solo diversivo, saltare nelle pozzanghere fangose. Ancora una volta la mia attenzione va soprattutto a papà Pig. È un grasso occhialuto, con barba e baffi di tre giorni, sempre disponibile coi figli. Mi sembra che non esca mai di casa, dove adora star seduto in poltrona a leggere il giornale, ma Federico mi ripete che non è vero, perché una volta lo ha visto andare in ufficio. È subito evidente che papa Pig è buono ma stupido. È un ingenuo, un cuore...

Lieti eventi

Mamma e papà, ziette, nonni e parenti erano tutti contenti quando voi siete nati: è naturale; i mercati però hanno reagito male.   Prima di avvoltolarsi tutti nudi fra le lenzuola, i vostri genitori non potevano chiedere un parere a Standard & Poors, a Moody’s?

Figli calciatori

Arriviamo al campo che non sono ancora le 8 e 30. È domenica, e la giornata sembra buona, solo qualche nuvola di passaggio. Oggi, in una desolata plaga brianzola inopinatamente sottratta al cemento, si disputa l’undicesima edizione del torneo di calcio “Estate in campo”, riservato alla categoria pulcini 2003. Al torneo sono iscritte più di trenta squadre, che si dovranno affrontare in due giorni di gara.   Accompagno Francesco, mio figlio, che mi sembra più eccitato del solito. Si è messo in testa che questo è uno dei “tornei che contano”. Non appena superiamo la rete che delimita la struttura, perdo il contatto con lui. Se ne va con la squadra, che entra nella zona riservata ad “atleti e dirigenti”. Oltre quella linea nessuno può transitare. Un ragazzotto dallo sguardo vacuo si incarica di fermare chiunque abbia idea di farlo. Una mamma ansiosa viene respinta con un certo disappunto. Servono maniere più decise per far capire ad un uomo anziano che lì dentro ci stanno solo quelli dello “staff”. Posizionato a fianco della rete che delimita una delle quattro aree...