Categorie

Elenco articoli con tag:

giornalisti

(2 risultati)

Post-verità / Bufale, complotti, imbecillità e fatti

Mentre sui giornali online tranquillamente campeggiavano le solite notizie sul referendum o sulla fitta corrispondenza fra UE e governo italiano, alle sette e quaranta di mattina, il mio stream di Facebook si riempie di proclami atterriti – «scossa fortissima», «tremava tutto», «stavolta è stata forte» e via postando. Alcuni, ricercando un effetto di maggiore immediatezza e verità, non si facevano scrupoli a postare foto del loro lampadario, con un duplice obiettivo, di comprovare ciò che affermavano coi fatti e, d’altra parte, di passare, seppur ridimensionato dall’incessante scorrere dello stream, il loro sgomento di protagonisti del memorabile evento ai loro lettori-amici.    Questo improvvisato allestimento stile Wair Blitch Project aveva l’effetto di dar forma ad almeno altri due significati, costituiva un modo di informare amici e parenti che il pericolo era scampato (sollievo) e, ancora, testimoniava l’imperituro orgoglio del postatore militante che, puntualmente e anche nella tragedia, si bea di essere – per quanto stavolta sul filo del rasoio – ancora una volta riuscito a battere sul tempo i media tradizionali. Ci vorrà poco perché questo giramento di lampadari...

Ingannare per la verità? / Marx e Kierkegaard giornalisti

Cosa hanno in comune due autori così radicalmente diversi come Karl Marx e Søren Kierkegaard? Cosa accomuna il padre del comunismo a quello dell’esistenzialismo? In cosa convergono filosofie che hanno come protagonisti agenti sociali antitetici come quello oggettivo, massificato del proletariato industriale e quello soggettivo, isolato del credente cristiano? Un’autorevole risposta la troviamo in un classico del pensiero filosofico, Da Hegel a Nietzsche (1941) di Karl Löwith. A parere dell’autore il terreno comune su cui si fondano le riflessioni di Marx e di Kierkegaard è rappresentato dal comune nemico contro cui entrambi combattono: Hegel. Lì dove quest’ultimo, dovendo legittimare lo Stato prussiano, spinge ad accettare la realtà esistente sostenendone l’intrinseca razionalità, di conseguenza mettendo fuori gioco la dialettica oppositiva che anima il conflitto sociale, Marx e Kierkegaard insorgono, di fronte a questa conciliazione reazionaria tornano a separare proprio ciò che Hegel ha unito: la ragione dalla realtà. Lì dove Hegel assicura unità e saldezza al mondo borghese, capitalista e cristiano, tanto Marx, per ciò che riguarda il sistema di produzione, quanto Kierkegaard,...