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ibrido

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Giorno 17 / Ibrido

Ibrido è oggi ciò che esiste nello sguardo di un altro, che sempre è definito-da-un-altro come categoria del non puro, dell'impuro, del mescolato, del mescidato. Non conta che esser-puro non esista, che il sangue non esista che la sua natura non sia visibile, che sia ibrida ogni forma della specie umana/non umana, le sue cellule che sono uno con più uno, i suoi mondi interni di batteri, archeobatteri. Ibrido è ciò che dissolve, dinosauro in uccello, lupo in cane, che è acquisto-e-perdita. Che si adatta. Che si tramanda. Che sopravvive, se sopravvive, perché ha nuovi sensi per nuove figure del mondo. Ibrido è figura: del più di uno, del molteplice, del non-Parmenide, quindi sempre in divenire, forma del fiume che si getta in mare, che si fonde. Ibrido avviene sempre in un tempo che è dopo, se c'è un prima in cui è diviso ciò che è riunito nel suo corpo. È la parola che è sempre un nome proprio nella lingua, a cui si riunisce come se provenisse da una lontananza per cui non esisteva parola, prima. Una lontananza che non poteva essere chiamata, se ogni parola serve per chiamare.   Ibrido è figura dell'unione. Ibrido avviene sempre come attraversamento, come ponte tra i mondi...

Being Luigi Ontani

Il 27 maggio si chiude alla Kunsthalle di Berna la mostra “BernErmEtica”, terza incarnazione ­ dopo il Castello di Rivoli e Le Consortium di Digione del progetto “CoacerVolubilEllittico” curato da Andrea Bellini. Per le edizioni JRP Ringier di Zurigo è appena uscito il catalogo curato da Marianna Vecellio, dal quale riproduciamo il testo di Andrea Cortellessa.     Quella della dischiusura, cui invita Andrea Bellini col suo progetto delle Scatole viventi, mi pare l’immagine più calzante per tentare di definire quella strana cosa che pratico ormai da quindici anni senza mai averci riflettuto, temo, a sufficienza. Parlo della critica. E non è un caso che questo stimolo venga da una “situazione” per me, per così dire, extraterritoriale: dall’ambito delle arti visive, cioè, e non da quello in cui mi sono formato – che è la letteratura. Come se muovendoci in un territorio che non ci è famigliare non potessimo evitare di interrogarci su quanto in esso vi sia in comune con casa nostra – oltre che, com’è ovvio, su quanto ne differisca (secondo la...