raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Categorie

Elenco articoli con tag:

ira

(3 risultati)

Brexit / Lettera da un citizen of nowhere

Il nuovo libro di Jonathan Coe, Middle England (Feltrinelli, pp. 400, € 19) si sovrappone, quando letto in Italia, alle perplessità di fronte a quanto sta accadendo in Inghilterra con la Brexit. Si fa torto al libro, che ha una sua autonomia artistica, una vena comica e l’affidabile prosa, chiara e lucida, di un autore pieno di qualità. Per chi non conosca l’Inghilterra è un percorso istruttivo, ma per me è impossibile leggerlo. Troppe emozioni già prima di aprirlo per quello che sta avvenendo lassù da ormai due anni e mezzo e che trascina gli europei come me, che in Gran Bretagna hanno speso una buona parte della vita, anni di lavoro, amicizie e passioni, in una condizione difficile. Siamo schiacciati sull’orlo di un balcone e temiamo di essere i prossimi ai quali verrà chiesto di saltare. La soglia è inevitabilmente politica e personalmente umiliante. La settimana scorsa ho riempito un questionario che deve stabilire se ho diritto o meno di restare in Inghilterra, dopo averci lavorato per quasi quarant’anni. Da quando il primo ministro ha parlato degli europei come citizens of nowhere, cittadini di nessun luogo, echeggiando le accuse di Stalin e in generale i temi che hanno...

Rispondere all'incertezza / L’ira impossibile, ovvero: elogio dell’ira

Non è compito facile sottrarre l’ira alla sua fama. E la sua non è una buona fama. Inscritta tra i vizi capitali da Evagrio Pontico (Ibora, 345 – Egitto, 399), un monaco cristiano, scrittore e asceta greco antico, l’ira non si è più liberata della caratterizzazione negativa con cui è spontaneamente considerata.    Erotica/Irotica  “Sine ira et studio”, senza ira e parzialità, fu l’espressione usata da Tacito (Annali I, 1) con riferimento al proprio programma storiografico, talvolta citata per sottolineare l’obiettività di un proprio giudizio o atteggiamento. Ancora una volta l’ira assume una connotazione negativa e problematica, quella di un fattore di disturbo del giudizio e causa del turbamento di una presunta obiettività.  Eppure non dovrebbe essere difficile riconoscere come vi sia una interconnessione abbastanza stretta tra i sistemi emozionali umani che presidiano alla ricerca, alla curiosità, alla creatività, al desiderio e, perciò, ad un’erotica dell’esistenza e della conoscenza, e i sistemi emozionali della collera, della rabbia, dell’attrazione coinvolgente, dell’aggressività non necessariamente distruttiva e, perciò, di quella che con un neologismo...

Intorno al risentimento (parte seconda) / Rancore

Rimorso    Il rancoroso possiede una memoria implacabile, non può perdonare né perdonarsi, e condivide molti tratti simili a chi soffre del sentimento di vergogna: è offuscato dalla memoria di un passato da cui non può separarsi e che non può tenere a distanza. Ciò che manca a chi soffre di questo sentimento è la capacità di ri-vivere, quindi di trovare un senso all’offesa patita, di farla transitare attraverso l’esperienza del proprio vissuto; non si congeda mai dal ricordo della frustrazione, torna a sentire le offese narcisistiche ricevute, edipiche o fraterne, che non si vogliono o non si possono dimenticare o perdonare. Sia nel risentimento, come nella vergogna, appare la figura del “rimorso”, il tornare a mordere o mordersi, sotto la pressione di un’emozione, dice Kancyper, specifica, ripetitiva, alimentando l’attesa di nuove vendette rivolte, prima di tutto, contro se stessi.   Lo psicoanalista sottolinea come il rimorso sia ben altra cosa rispetto all’odio; mentre il rimorso promuove una circolarità regressiva e sadica, l’odio può invece promuovere un movimento centrifugo della libido. Rifacendosi al Freud di Pulsioni e loro destini (1915), Kancyper sostiene...