Categorie

Elenco articoli con tag:

isolamento

(5 risultati)

Un ritorno alla magia / Per una letteratura schizofrenica

«Lungi dall'aver non si sa quale contatto con la vita, lo schizofrenico è più di tutti vicino al cuore pulsante della realtà, a un punto intenso che si confonde con la produzione del reale».   Sono parole di Deleuze e Guattari contenute in L’Anti-Edipo e potrebbero star bene in esergo a Medusa di Luca Bernardi, libro che prende il lettore e lo spinge in un gorgo – quello stesso gorgo che è la mente del protagonista/narratore. Bernardi ci fa entrare nella testa di uno schizofrenico e ci fa vedere il mondo con i suoi occhi e con la sua lingua. La trama è filtrata e confusa dalla mente dell’io che non riesce a ordinare gli eventi entro una narrazione coerente. È piuttosto il riproporsi di alcuni oggetti e situazioni a garantire la ricostruzione di una storia che si va componendo per riprese di temi: ci sono gli alieni, un Dizionario Semiologico Abissale («un antivocabolario in cui a ogni lemma corrispondesse non una serie denotativa bensì un grappolo, un groviglio»), uno stabilimento balneare, un gruppo di amici in vacanza, un trauma non superato, una (o più?) morti non ben spiegate. La narrazione rimane sospesa nell’ambiguità, nella contraddizione, lo spaziotempo è del...

Santo Stefano Belbo, 22, 23, 24 luglio e 5 agosto / Ho creduto che l'isolamento fosse la felicità

  Nelle pagine dei suoi romanzi e racconti , nel diario, nelle lettere Pavese ha disegnato immagini di luoghi- Santo Stefano Belbo, le Langhe - e ha ritratto figure umane che in quei luoghi erano di casa o che da essi si erano allontanati per poi ritornarvi. Questi luoghi e quelle facce appartengono ormai alla nostra memoria, hanno assunto tratti quasi mitologici; Pavese, come è accaduto ad altri grandi artisti, vive oggi nelle riscritture degli scrittori che sono venuti dopo di lui o nelle creazioni in altre forme espressive, nella musica ad esempio, nella canzone d’autore, nella musica elettronica. La sua voce ricompare nei reading di poeti, narratori e attori. In occasione della rassegna di iniziative pavesiane Con gli occhi di Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo,  22, 23, 24 luglio e 5 agosto) doppiozero ripercorre alcune tracce di questo effetto Pavese, di questa strana corrente magnetica che attraversa le generazioni e sedimenta un senso di appartenenza ad un mondo spesso solo immaginato ma forse proprio per questo più vero di quello reale.   ALLA SORELLA MARIA, TORINO [Brancaleone,] 2 marzo [1936]     Cara Maria, Quando un uomo invece di scrivere...

Catanzaro / Paesi e città

In una campagna pubblicitaria di molti anni fa, Beppe Grillo, allora in versione “solo comico”, si era prestato a fare da testimonial tv per una serie di spot dedicati allo yogurt Yomo. Era indubbia­mente una pubblicità originale per quei tempi. Grillo caz­zeggia amabilmente con un mostriciattolo - ispirato da una parodia di Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) e da ET (1982) di Steven Spielberg - che è sceso sulla terra da un’astronave solo per mangiare lo Yomo. Mentre gesticola e motteggia al suo solito modo, in questa buffa situazione (immortalata in sei o sette spot prodotti e andati in onda all’epoca), spicca su tutto l’abbigliamento del comico. Un dettaglio nella partitura delle gag aveva evidente­mente il compito di sovraesporre la già comica assurdità delle scenette. Grillo indossa una tipica felpa sportiva da college che porta scritto, ben visibile e in un inglese a lettere cubitali, il logo “University of Catanzaro”. In realtà (ci vorrebbero le teche Rai per controllare), l’espediente comico della felpa derisoria che inalberava l’improbabile vessillo “University of Catanzaro”, Grillo lo aveva indossato anche prima di quello spot fortunato. Addirittura ai suoi...

Tristan da Cunha. Fuori dal mondo

A Tristan da Cunha arriva una nave ogni cinque, sei settimane. Prevalentemente un peschereccio, l’MV Edinburgh, che a volte resta in rada per giorni prima che i “roaring forties” (i forti venti che sibilano oltre il quarantesimo parallelo) permettano le manovre di scarico di merci e passeggeri. Questa nave rappresenta l’unico filo che lega l’isola all’“outside world” – come lo chiamano qui – un concetto che comprende tutto quello che esiste oltre il muro d’acqua e anice che spesso avvolge Tristan a poche miglia dalla costa, durante la stagione invernale.     Tristan da Cunha è un’isola, o meglio un remoto gruppo di isole al largo dell’Oceano Atlantico meridionale. Io sono arrivato su quella stessa nave una sera di aprile. Lasciato il porto di Città del Capo abbiamo visto due navi cargo all’orizzonte. Una scendeva verso l’Antartide, una risaliva verso nord. Sono sparite dopo poche ore e da quel momento non abbiamo visto altro che oceano per una settimana intera. Fino a quando è apparso il profilo del vulcano, avvolto nella nebbia.  ...

Novara / Paesi e città

L’anomalia della catastrofe che incombe senza risolversi ci tiene sospesi, senza fiato. È l'apnea delle città sommerse, immobilizzate per sempre nell’istante della loro rovina. Case isolate ai bordi delle strade, alcune abbandonate, altre occupate, altre ancora in disfacimento. Nel paesaggio suburbano, cicatrizzato da raccordi autostradali e circonvallazioni, si entra col fiato sospeso, in apnea. In questi luoghi inospitali ci sentiamo paradossalmente a casa: nella sfera di vetro con la neve finta e la catastrofe per sempre sospesa. È la visione crepuscolare del paesaggio suburbano barrato dalla luce artificiale dei fari, appena oltre la quale si apre la visione notturna del paesaggio agricolo.