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lacrime

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Speciale Aqua / Il ruolo dell’acqua nei Promessi Sposi

Il primo personaggio che compare in scena nei Promessi sposi è, a rigore, l’Anonimo. Sì, proprio lui, l’Anonimo Narratore secentesco dalla cui prosa ampollosamente retorica e barocca Manzoni ha finto di trascrivere la sua storia, avendo cura di “rifarne la dicitura”. Non è una nostra scoperta, questa, bensì, in un saggio di circa vent’anni fa, di Giuseppe Pontiggia, grande scrittore e critico notevolissimo. Però. Però. In effetti c’è un però. L’Anonimo, con cui effettivamente Manzoni “lotterà”, come scriveva Pontiggia, per tutto il corso del romanzo, sta nell’introduzione. E, se si prende l’edizione quarantana dell’opera, uscita per i tipi di Gugliemini e Redaelli, si noterà che l’introduzione è, anche tipograficamente in quanto disposta su due colonne, nettamente staccata dall’opera, un autentico, letterale hors d’oeuvre. (Non si pensi che noi siamo in possesso di una simile rarità bibliografica: abbiamo semplicemente l’anastatica contenuta nel Meridiano curato da Salvatore Silvano Nigro nel 2002). Quindi possiamo tranquillamente affermare che il primo personaggio dei Promessi sposi è il lago di Como, di cui, come tutti sappiamo a memoria, è preso in considerazione, nel...

Invece di una fotografia

Una sorta di follia calma, assopita, introvertita: è seduto di fronte a me, le mani in mano, credo che si dica così, cioè una nell’altra riposte in grembo, non fa niente, ebete e pacato, guarda intorno senza alcuna agitazione né impazienza, anzi un po’ come al rallentatore, ma non veramente, solo pochissimo. Resterà sicuramente così fino alla fine del viaggio, fino a Bari (a proposito: al bigliettaio ha chiesto candidamente, con domanda che non aspetta veramente la risposta: “Va fino a Crotone questo treno?”. “No, queste carrozze solo fino a Bari. Lei dove deve andare?”. “A Bari”. Punto. Senza alcuna espressione, sottolineatura, commento...).   Non si capisce se si annoia, non è rassegnazione, è così, non so cos’è. Anche il suo sguardo è così: vede, certo, ma come se niente possa segnarlo. Puro sguardo? Cosa significa? Piuttosto uno sguardo calmo, lento, trattenuto, non che trattiene, “puro”, come l’acqua, trasparente come l’acqua, che lascia vedere dentro, e dentro non c’è niente da vedere. Non so...

Treviglio / Paesi e città

La Madonna, dicono, la Bella Signora. “Quàte bàle, ostia!… Ognuno c’ha la sua madonna, tutte bugiarde. Anche Treviglio c’ha la ‘madonna delle lacrime’, no?… Quale lacrime? Piange sempre, i dìs… Ma quale lacrime?”. Te non credi ai miracoli? “Ma va’!… Non esistono i miracoli. Nessuno ha fatto miracoli… Quali miracoli? Vai là dritto, torni a casa gobbo… Miracoli un cazzo”.   1522, siamo al tempo delle “guerre d’Italia”, la disputa tra Francesco I e Carlo V: fin qui, giù, nella Bassa. Il 28 febbraio l’esercito del re di Francia e quello veneziano si portano, il primo dalla Gera d’Adda e dal Cremonese, il secondo dal Bergamasco, a Lodi. In quello stesso giorno, un venerdì, il generale Odet de Foix conte di Lautrec, negli anni precedenti vittorioso e sanguinario a Milano, decide di muovere verso Treviglio. Carlo V imperatore alleato con il pontefice contro Venezia e i Francesi, questi gli schieramenti in campo. Lautrec è adirato con il vicepodestà Landriani, eccessivamente filoimperiale: le...