Categorie

Elenco articoli con tag:

manipolazione

(5 risultati)

L’efficacia semiotica / Paolo Fabbri: sulle immagini giuste

È uscito presso l’editore Mimesis L’efficacia semiotica, una raccolta di venti lunghe interviste a Paolo Fabbri, studioso dei linguaggi e dei segni del contemporaneo. “Leggendole una di seguito all’altra – scrive nell’introduzione di Gianfranco Marrone, curatore del volume – emerge molto chiaramente, a strutturare un materiale in apparenza variegato, il disegno di un preciso orizzonte di ricerca – quello della semiotica come teoria critica dei linguaggi e della significazione –, con alcuni punti fermi della teoria (lo strutturalismo, la testualità, il racconto, l’enunciazione, le passioni, la semiosfera), ben precise discipline di riferimento (antropologia, linguistica, teoria della comunicazione, storia dell’arte, critica letteraria), molte questioni fondamentali (la costruzione dell’empiria, la centralità della traduzione, l’esigenza della comparazione…), un certo numero di riprese tematiche (le strategie, i conflitti, il terrorismo, le arti, i media vecchi e nuovi, la poesia, l’immagine, la politica, le tecnologie, la moda, il camouflage, il segreto, la profezia, gli zombie), alcuni autori di riferimento (Saussure, Hjelmslev, Lévi-Strauss, Jakobson, Barthes, Greimas, Foucault,...

L'occhio dilatato di David Bowie

Abbiamo già letto tutto. Ascoltato tutto. Le radio sono sature della musica di Bowie. Tutti cercano il saluto più brillante a una delle più grandi icone culturali del nostro tempo. È già stato scritto tanto. Le cose più interessanti le ho lette sulle pagine Facebook della mia rete di amici. Molti facevano gli snob e criticavano quelli che lo ricordavano mostrando il proprio dolore su Internet, altri più ingenuamente postavano le loro canzoni preferite, a ripetizione. Altri più intellettuali analizzavano la sua importanza per l’arte contemporanea o per la liberazione sessuale, altri ancora discutevano delle sue differenti fasi musicali, dal blues, al folk, al glam, al soul, all’elettronica, alla new wave, alla musica sperimentale. Quelli che ho apprezzato di più sono stati coloro che hanno semplicemente condiviso un videoclip, senza commenti. Altri hanno ricordato la coda fatta per vederlo uscire dalla chiesa di Saint James a Firenze dopo essersi sposato con Iman, o l’esordio italiano a Monsummano terme nel 1969, a un improbabile Festival Internazionale del Disco. Noiosi, antipatici, malinconici o...

Pedro Almodóvar. La pelle che abito

È piuttosto tipico, nel cinema di Almodóvar, che gli elementi principali del racconto filmico, siano essi personaggi, oggetti, situazioni o risvolti della trama, divengano, all’improvviso (o gradualmente) qualcosa di diverso, arrivino, cioè, a trasfigurarsi, a mutare aspetto e a divenire altro da sé. In tal senso non fa eccezione nemmeno La pelle che abito, pellicola che già dal titolo pare rivestirsi di sfumature e rimandi concettuali tutt’altro che incidentali.   Con una perfetta assonanza con l’originale spagnolo, infatti, il termine “abito” si può leggere con la doppia accezione di abitare nel senso di occupare, risiedere o possedere, o quella di abito inteso come vestito, ovvero come qualcosa che si indossa e del quale, eventualmente, ci si può spogliare. E come potrebbe essere altrimenti in un film in cui protagonisti sono i corpi ancor prima dei personaggi? Corpi che si trasformano, che cambiano pelle, che dispongono gli uni degli altri ma che non si riconoscono in se stessi, non comunicano, non possiedono identità. E allora se l’abito non fa il monaco ancora meno lo fa il...

Il bacio

Un bacio è un bacio. È il simbolo stesso dell’amore e della giovinezza. Un motivo iconografico antichissimo e sempre efficace. Tutti ricordano il bacio dato per strada, a Parigi, in mezzo ai passanti, immortalato da Robert Doisneau nel 1950, e riprodotto in cartoline e calendari. Era un’immagine costruita dal fotografo, il quale aveva ingaggiato due ragazzi, che poi, a distanza di decenni avevano accampato con una causa i diritti sullo scatto. Per fortuna sua Doisneau aveva conservato la ricevuta del compenso pattuito.   Un’altra foto di Alfred Eisenstaedt, precedente di cinque anni, con il marinaio che bacia con un passo di tango la ragazza per le vie di New York, alla notizia del termine della guerra mondiale, è anch’essa finta. Probabilmente una posa indotta dal fotografo stesso. La potenza di questo motivo è talmente forte che oggi non è più necessario costruirla invitando due ragazzi a baciarsi davanti all’obiettivo, basterà vedere in una foto una parvenza di quel gesto, per immetterla nel circuito della visione mondiale.   Qualche settimana fa a Vancouver, durante i disordini...

Bisi Bisi, Bau Bau

Siamo un Paese dove sempre di più il verosimile pare prendere il posto del vero. Pensate a Bisignani, l’uomo di pubbliche relazioni che viene presentato come il manovratore massimo della pubblica ribalta italiana: non c’è direttore di ministero e generale, capo dei servizi segreti e amministratore delegato che – dicono – non debba passare al suo vaglio. Si sono rivolti a lui persino per organizzare il prossimo meeting interconfessionale di Assisi, dove sarà presente il Papa. Ufficialmente il Bisi, così lo interpellano le affollate schiere dei frequentatori, è un manager della Ilte Spa. Vale a dire l’industria tipografica dove si stampano le Pagine Gialle, quelle alle quali ci rivolgeva, prima di google, per cercare il ristorante giusto. L’elettricista per l’improvvisa emergenza. L’esperto in derattizzazione da fiondare nella casa di campagna. E infatti a Bisignani, stando alle conversazioni che emergono, i potenti di rango si rivolgono per ogni esigenza, quasi fosse un volume delle Pagine Gialle. La ministra dell’Ambiente ha il problema dei cinghiali che assediano il giardinetto della...