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nebbia

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Mirandola, 7/10 Giugno 2018 / Nella nebbia e nel sonno: Celati e Ghirri

Quest’anno dal 7 al 10 giugno l’appuntamento è con la seconda edizione del Memoria Festival, promosso dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore. Nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni scritti di approfondimento sui temi di cui si discuterà durante il Festival, in compagnia di numerosi protagonisti italiani della cultura, del pensiero e dello spettacolo. Marco Belpoliti sarà al Festival oggi 9 giugno alle 21.30 (Cortile della Memoria).   Che cos’è la nebbia? Nient’altro che vapore acqueo. Sale dal terreno o dagli specchi d’acqua. Il suo primo effetto è ridurre la trasparenza dell’aria e la visibilità. Nella nostra lingua ci sono almeno tre termini con cui indicarla: bruma, foschia, caligine. La nebbia, dicono gli studiosi, non è altro che la sospensione nell’aria di minuscole goccioline che si formano per condensazione del vapore acqueo intorno a nuclei di pulviscolo atmosferico; la foschia indica l’aspetto grigiastro che assume. La caligine rende manifesto la presenza nell’aria di particelle che compongono lo smog e la polvere, le quali conferiscono alla nebbia un aspetto opalescente. Lo smog, a sua volta, è una mescolanza di...

Il suonatore Jones

Diventando vecchio, la mia preghiera quotidiana – il mio motto, il mio proposito – sono diventati quel verso bellissimo che Fabrizio De André mette in bocca al suonatore Jones. Sì, lui. Jones il suonatore, «che fu sorpreso dai suoi novant'anni, e con la vita avrebbe ancora giocato». Il motto di Jones dunque è questo: «ricordi tanti e nemmeno un rimpianto». È un bellissimo bilancio di una vita, e per me anche la memoria ha questa accezione: non rimpianto, non nostalgia (almeno nella sua versione lamentosa), ma una montagna, un mare di ricordi. E nemmeno un rimpianto. Perché se memoria deve essere il rimpianto per «il bel tempo che fu», be’, a me non interessa, anzi, penso che il bel tempo che fu quasi mai era stato bello davvero. Infatti, allora, nel presente di allora, non lo percepivamo affatto così luminoso; bello lo diventa solo quando e in quanto passato, per noi che amiamo così tanto lamentarci, e così tanto mitizzare e rimpiangere la giovinezza. I ricordi invece sono tutt’altra cosa.   Faccio ritorno spesso al mio paese d’origine, nella...

Alberi d’inverno

Nudi sono più esigenti. Richiedono curiosità concentrata, sguardo contemplativo. D’inverno, gli alberi spogli riservano i piaceri segreti di una natura mai in letargo, che sa sempre stupire.   Vischio su pioppo e edera   I rami, esili e folti, degli olmi ricadono nuvolosi dall’alto; i cercis si tengono stretti alle brocche i bruni baccelli. Le pendule samare cartacee impreziosiscono ancora aceri e ailanti, e le liquidambar si fanno notare per le nere sfere aculeate.  I codini rosatenero dei noccioli dondolano infreddoliti, e gli ingannevoli coni dei liriodendri paiono boccioli prossimi alla fioritura: celano invece semi alati.   Infruttiscenze di liquidambra e samare di ailanthus altissima   Ma è con la nebbia e la neve che arrivano vesti più raffinate, con la galaverna gioielli più rari. Impareggiabile, il poeta inglese W.H. Auden, così esalta virtù ed effetti della collaborazione tra alberi e nebbia:         e le cime degli alberi, visibili appena, non stormiscono ma restano immobili e condensano efficienti in gocce...

Reality Inequilibrio

Nessun commento. Nessuna emozione. Solo la realtà. I fatti. Nudi. Accumulati in una vita: le visite non annunciate e quelle previste, i regali ricevuti e quelli donati, le telefonate, le colazioni, i pranzi, le cene, le offerte elargite durante la messa, i film visti, i libri letti... Annotati per 57 anni, fino all’11 novembre del 2000, quando Janina Turek, una donna di Cracovia, muore d’infarto per la strada.   Ha raccontato la storia dei suoi meticolosi diari il giornalista Marius Szczygiel in un libro pubblicato da Gransasso Nottetempo intitolato Reality. Gli hanno dedicato uno spettacolo di rara temperatura emotiva, proprio perché giocato sul baratro di una fredda oggettività che nasconde il precipizio del vuoto dei giorni, degli anni, della vita, Daria Deflorian, intensa indimenticabile protagonista del caso teatrale della stagione, L’origine del mondo di Lucia Calamaro, e Antonio Tagliarini, performer dall’ironia affilata. Lo spettacolo è cresciuto a tappe: dopo una prima presentazione al festival romano Short Theatre nel settembre scorso, ha viaggiato tra un centro anziani dalle parti di Porretta Terme e varie...

Cogruzzo / Paesi e città

Fin da piccolo, ho avuto una sensazione, dentro, di cui sono diventato consapevole solo più tardi: la sensazione di come il paesaggio della bassa, della bassa in generale, ma nel mio caso della campagna che dalla città di Reggio Emilia va verso il fiume Po, al Po si uniformi come tono, come atmosfera, come odore, come rumore. Che poi non è rumore, è silenzio, distensione, placidità, sospensione, spirito raccolto nonostante l’apertura totale: apertura sia della campagna, ampia e bassa, di cui non si vede l’orizzonte, che del Po, largo, piatto e orizzontale.     Secondo me, quindi, non è la campagna, come si potrebbe pensare, che uniforma a sé il Po, inghiottendolo nel suo paesaggio; è il Po che detta legge, placido in regale imponenza, e fa che la campagna diventi una sua estensione. Ma non solamente la campagna, il Po assorbe anche il cielo; così il paesaggio da quelle parti è un tutt’uno di acqua, terra e aria, dei quattro elementi primordiali mancando solo il fuoco, perché l’energia è del tutto assente in questo indifferenziato ampio spazio che si...

Umberto Eco e Paolo Fabbri, due riflessioni sulla fotografia

Pubblichiamo qui due discorsi sulla fotografia, il primo di Umberto Eco ed il secondo di Paolo Fabbri. Gli autori li hanno pronunciati in occasione del XXXVIII Congresso dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici, dal titolo “La fotografia: oggetto teorico e pratica sociale”, tenutosi a Roma dall’8 al 10 ottobre 2010, di cui verranno pubblicati prossimamente gli Atti  a cura di Vincenza Del Marco e Isabella Pezzini.     Ero troppo occupato a fotografare e non ho guardato   Sino a due minuti fa io mi chiedevo che “ci sto a fare qui”, perché l’anno scorso ho votato contro il tema fotografia per questo convegno e avevo, invece, proposto il tema “silenzio”. Per cui, se fossi minimamente coerente, verrei qui per stare zitto o per occuparmi di quelle fotografie eccessivamente esposte alla luce solare che diventano o tutte nere o tutte bianche, che possono costituire addirittura una forma d’arte che una galleria potrebbe esporre con qualche profitto. Ma due minuti fa, su un intervento di Morello, ho trovato che forse un aggancio c’è perché, essendo nella...