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pigrizia

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Sentimenti negativi a Novara / Vergogna, ira, risentimento, ansia, pigrizia

Ci sono i sentimenti positivi e quelli negativi. Dopo aver esplorato odio, invidia, gelosia e noia, un nuovo ciclo di incontri al Circolo dei Lettori di Novara sarà dedicato a vergogna, ira, risentimento, ansia e pigrizia. Conosciamo davvero questi sentimenti? Solo per averli provati? Come sorgono, perché come si sviluppano? Cinque studiosi ci guidano alla scoperta del negativo che ci abita tutti, attraverso la storia umana e culturale di alcuni dei principali sentimenti.   Ecco il calendario:   Mercoledì 15 marzo ore 18 - 19.30 RISENTIMENTO Pietro Babetta   Mercoledì 22 marzo ore 18 - 19.30 ANSIA Nicole Janigro Mercoledì 5 aprile ore 18 - 19.30 IRA Ugo Morelli   Mercoledì 12 aprile ore 18 - 19.30 VERGOGNA Marco Belpoliti   Mercoledì 19 aprile ore 18 - 19.30 PIGRIZIA Gianfranco Marrone   Il Circolo dei Lettori Torino – via Bogino 9 +39 011 432 68 27 info@circololettori.it   Novara – via F.lli Rosselli 20 novara@circololettori.it

Doppiozero al Festival della mente

Sembriamo ormai capaci soltanto di quella pigrizia che Roland Barthes definisce «imbronciata», carica cioè di tutto il senso di colpa di cui è permeato il nostro vivere. Vogliamo essere competitivi e al passo con il correre del mondo. Ma dove stiamo andando? Siamo ancora capaci di sostare senza percepire la sosta come una resa? Cosa abbiamo perso dopo aver abbandonato il piacere della dissipazione, del tempo e forse non soltanto di quello? Partendo da Roland Barthes, che ci descrive la delizia della pigrizia, e attraverso le parole di Peter Handke e le riflessioni che il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han dedica al tema della stanchezza, proviamo a ragionare su questi temi nella società contemporanea: il tempo e la pigrizia, l’indugio e la stanchezza, l’accelerazione, l’ozio, lo spreco, e il senso di un tempo senza finalità alcuna.   Evento n. 25 domenica 6 settembre 2015, ore 10.00 Approfonditamente Cinema Moderno 8   Festival della Mente, Sarzana 2015  

L'immaginazione pigra di un attivo disegnatore / Omaggio alla pigrizia di Barthes

Il mio segreto è che non so disegnare e sono pigro. Si tratta di una miscela di qualità che va trattata con una certa cautela ma che può garantire risultati accettabili. Provate a pensarci.  Un Pigro cercherà tutti i modi per realizzare qualcosa senza passare per la formazione canonica: un sistema semplice per avere la probabilità di scoprire qualche nuova tecnica.  La stessa persona è troppo pigra per cercare a lungo qualcosa da copiare: si affrancherà prima dalla “tirannide” dei modelli.  Non avendo talento naturale per il disegno, il Nostro si guarderà bene dall’applicarsi con costanza a un apprendimento faticoso evitando così i rischi di uno stucchevole virtuosismo.  Al contrario cercherà di produrre illustrazioni con il minimo numero di segni, costringendosi in tal modo alla riposante disciplina della sintesi.  Inoltre il dispendio energetico richiesto dissuaderà ben presto il Pigro dal futile proposito di seguire le mode.  Naturalmente, non potendo contare sul talento e su strabilianti mezzi tecnici, sarà costretto ad inventarsi qualcosa perché i suoi disegni possano piacere a qualcuno.  Per fortuna,...

Pigrizia, stanchezza e il nostro continuo correre

Domenica abbiamo pubblicato su Doppiozero un’intervista di Roland Barthes sul tema della pigrizia. I dati di lettura di questo pezzo sono stati, sin dai primi minuti on line, superiori a ogni attesa. Certo: è Roland Barthes; certo: Radiotre in quel giorno annunciava lo speciale Barthes per i cent’anni dalla sua nascita; certo: è un’intervista e dunque più facile, ammiccante e leggera. Tutte variabili in qualche misura preventivate e che tuttavia non sono sufficienti per dare ragione di un numero così alto di lettori, ragione che forse – quando si tratta di scarto imprevisto, di effetto inatteso – deve essere ricercata più dal lato di quel je ne sais quoi che risiede, banalmente, in quel che si dice: i contenuti, il tema, le parole, il messaggio che in quelle righe la voce di Roland Barthes veicola con una tale incisività. La pigrizia. Una pigrizia tuttavia che non ha forma filosofica, che non è l’otium latino, che non è nemmeno quella che potremmo credere di conquistare seduti a un caffè dove, scrive il filosofo francese, ci sono comunque delle conversazioni e vi è, soprattutto, un dover ‘figurare’. La vera pigrizia differisce anche da quella che Barthes chiama ‘imbronciata...

Osiamo essere pigri

Non far nulla. Guardar crescere l’erba. Lasciarsi scivolare nel corso del tempo. Fare della propria vita una domenica... Roland Barthes parla della delizia della pigrizia.   La pigrizia è un elemento della psicologia scolastica. Lei come l’analizzerebbe?   La pigrizia non è un mito, è un dato fondamentale e come naturale della condizione scolastica. Perché? Perché la scuola è una struttura di costrizione e la pigrizia è un mezzo, per l’allievo, di prendersi gioco di questa costrizione. La classe comporta fatalmente una forza di repressione, non foss’altro perché vi s’insegnano delle cose di cui l’adolescente non ha necessariamente il desiderio. La pigrizia può essere una risposta a questa repressione, una tattica soggettiva per assumerne la noia, manifestarne la coscienza e così, in certo modo, dialettizzarla. Questa risposta non è diretta, non è una contestazione aperta, perché l’allievo non ha i mezzi per rispondere direttamente alle costrizioni; è una risposta sviata, che evita la crisi. In altre parole la pigrizia scolastica...