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scienze umane

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Riga 35. A cosa serve la filosofia?

Il 19 febbraio 2015 esce il nuovo volume della collana «Riga» (Marcos Y Marcos) dedicato a Michel Serres. Il volume, a cura di Gaspare Polizzi e Mario Porro, segue il complesso itinerario del filosofo francese, cronologico e tematico, rendendo conto della sua proposta filosofica. Un libro di filosofia e insieme un manuale per leggere il contemporaneo. Pubblichiamo qui, in anteprima, una conversazione tra Jean-Paul Enthoven e il filosofo francese.   Stato civile? Cinquant’anni, un volto d’impressionante dolcezza e capelli bianchi. Filosofo, autore di tredici libri in tredici anni, libri sonori e rigorosi come poemi, di cui Carpaccio, Zola, Jules Verne, Lucrezio, Musil, Balzac o La Fontaine sono il pretesto. Professore alla Sorbona dove, ogni sabato, dice cose singolari; dove, dopo tredici anni, non si ripete mai. Guascone greco-latino, robusto, grande appassionato di rugby, legge in modo assiduo Omero, Virgilio, Montaigne e i profeti d’Israele. Una tesi su Leibniz, articoli eruditi, una voce che viene dal Sud-Ovest, calorosa. Nessun discepolo (com’è giusto, non si ripete mai), ma lettori, studenti che formano tra loro una confraternita segreta e appassionata. Filosofo...

Sfere di Peter Sloterdijk: istruzioni per l’uso

Narrare in condizioni postmoderne   Nel 1979 il filosofo francese Jean-François Lyotard dà alle stampe un pamphlet di circa un centinaio di pagine, tratto da una ricerca sul “sapere” commissionata in origine dal governo canadese, che diventerà decisivo per la storia delle scienze umane in generale e della filosofia in particolare: La condizione postmoderna. La tesi di base è nota: Lyotard sancisce la fine della modernità, facendola coincidere con l’impossibilità di porre mano – per il filosofo come per lo storico della cultura e delle civilizzazioni – a una “grande narrazione”, cioè a una storia che possa essere “macrostoria”, vale a dire una storia complessiva e comprensiva della civiltà. Lyotard, con ironia e semplicità, sostiene che, alla luce del “secolo breve” e delle acquisizioni dello strutturalismo, ogni tentativo di ricostruzione che voglia dire la totalità sull’uomo e dell’uomo ricade inevitabilmente nella violenza della totalizzazione, e nell’ingenuità di una descrizione che non può,...